Juventus, manca la personalità: servono leader nei momenti decisivi, che succede a loro due?
La Juventus delle ultime settimane è una squadra che fatica sotto ogni punto di vista. Non si tratta soltanto di risultati negativi o di difficoltà tattiche, ma di una fragilità più profonda che emerge soprattutto nei momenti chiave delle partite. Quando i bianconeri vanno in svantaggio, la squadra sembra perdere sicurezza, intensità e capacità di reazione. È proprio lì che si avverte l’assenza di veri leader, di quei giocatori capaci di trascinare il gruppo nei momenti più complicati.
Una Juve senza uomini decisivi
Negli anni passati la Juventus aveva sempre trovato campioni in grado di cambiare il destino delle gare, da Da Del Piero a Cristiano Ronaldo. Bastava una giocata di Del Piero, un’invenzione di Zidane, la rabbia agonistica di Tévez o il fiuto del gol di Higuaín per ribaltare una partita complicata. La storia bianconera è piena di giocatori capaci di caricarsi la squadra sulle spalle nei momenti di maggiore pressione. Oggi, invece, questa leadership sembra mancare.
Yildiz schiacciato dalle aspettative
In molti avevano individuato in Kenan Yildiz il talento destinato a diventare il nuovo simbolo della Juventus. Il fantasista turco, però, ha soltanto vent’anni e si è ritrovato improvvisamente investito di responsabilità enormi. I paragoni continui con Alessandro Del Piero, inevitabilmente, hanno aumentato il peso sulle sue spalle. Dopo il rinnovo di contratto e l’investitura definitiva, il rendimento del numero dieci bianconero è calato sensibilmente.
Numeri in discesa
Nelle ultime settimane Yildiz ha inciso molto meno rispetto alla prima parte della stagione con pochi gol e poca continuità. Le reti sono diminuite, gli assist anche, mentre le giocate decisive sono diventate sempre più rare. La Juventus si aspettava dal suo talento una crescita immediata nella capacità di decidere le partite, soprattutto nei momenti più delicati della stagione, invece il giovane turco ha accusato il peso della situazione, mostrando inevitabili difficoltà.
Anche McKennie ha perso brillantezza
Il calo non riguarda soltanto Yildiz, anche Weston McKennie, uno dei giocatori più continui per lunghi tratti della stagione, ha abbassato notevolmente il proprio rendimento nelle ultime settimane. Contro la Fiorentina l’americano è andato vicino al gol in un episodio discusso, ma la sua presenza in campo non ha avuto il solito impatto, tispetto ai mesi migliori, il centrocampista appare meno dominante e meno trascinatore.
La Juventus ha bisogno di certezze
Il vero problema della squadra è forse proprio questo: l’assenza di continuità mentale e tecnica, una squadra che vuole tornare ai vertici non può dipendere dagli umori del momento o dai periodi di forma dei singoli. Servono giocatori capaci di garantire rendimento, carattere e leadership durante tutta la stagione, la Juventus, invece, continua ad alternare partite convincenti a prestazioni troppo fragili.
La corsa Champions appare ormai estremamente complicata, ma la squadra ha comunque il dovere di chiudere la stagione con dignità.
Le ultime partite devono rappresentare almeno un’occasione per salvare l’immagine del club e dimostrare che dentro questa squadra esiste ancora orgoglio e l’obiettivo minimo resta quello di chiudere con il massimo dei punti possibili, cercando almeno di limitare i danni di una stagione che ha lasciato molte delusioni.
Per ripartire, però, servirà molto di più: serviranno leader veri, personalità forti e giocatori capaci di cambiare il destino delle partite quando tutto sembra complicarsi.
@pavanmassimo TASTIERA VELENOSA
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