A MENTE FREDDA - Servono interventi immediati, prima che sia troppo tardi
Bologna e Maccabi Haifa sono state pure illusioni, la Juve continua a navigare in acque torbide e il rischio di un naufragio è concreto. Crisi sotto ogni punto di vista: tecnico, atletico e caratteriale. Il ko contro il Milan ne è la certificazione. L'emblema sono i soli tre calci d'angolo in favore dei bianconeri, il primo dei quali arriva a pochi minuti dal triplice fischio. Eppure la Juve inizia bene, sfiora anche il vantaggio. Ma dura poco più di un quarto d'ora. Poi il buio, salvo una timida reazione verso il tramonto del match. E' il solito refrain stagionale. Passa in secondo piano anche il clamoroso errore di Orsato (ennesimo episodio a sfavore) in occasione del vantaggio rossonero, viziato da un nettissimo fallo di Theo Hernandez su Cuadrado. Dopo un torto subito, una squadra con carattere reagisce e prova a ribaltare la situazione con rabbia e vigore agonistico. Niente di tutto questo, manca l'anima. A prescindere dai numerosi errori tecnici, la truppa si fa travolgere dalla solita depressione di fronte alle prime difficoltà. “Ci siamo ricascati, zero alibi, serve cattiveria”, l'ammissione di Allegri.
Caro Max, uno dei tuoi compiti è quello di motivare il gruppo. La stagione è già compromessa ad ottobre. La distanza dalla vetta è importante, le altre squadre viaggiano a ritmi superiori a quelli della Juve, l'ottavo posto rispecchia i valori. Se il trend non cambia e alla sosta per il Mondiale arrivi in queste condizioni, vai fuori dalla zona Champions. Sarebbe un disastro sportivo ed economico. A proposito di Champions, per tenere in vita le speranze di qualificazione agli ottavi di quella attuale serve un'impresa. Questo gruppo non è in grado di farla. Ormai appare chiaro lo scollamento (per dirla alla Marchisio) tra l'allenatore e la guida tecnica. Per amore della Juve e di se stesso, l'allenatore dovrebbe fare un passo indietro. Difficile rinunciare a sette milioni stagionali? Allora tocca alla società. Dopo la lettera indirizzata agli azionisti, il presidente Agnelli dovrebbe scendere in campo di persona. E' stato lui a riprendere Allegri, deve essere lui a rimuoverlo, o comunque trovare un accordo per una separazione il meno traumatica possibile. Poi però bisogna responsabilizzare i giocatori, ricordando loro la maglia che indossano. Tutto questo prima che sia troppo tardi. Il bene della Juve deve tornare ad essere l'unica cosa che conta. Come la vittoria.
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