La pressione su Spalletti difficilmente tornerà sotto livelli di guardia a breve

La pressione su Spalletti difficilmente tornerà sotto livelli di guardia a breve
Oggi alle 17:45Primo piano
di Andrea Losapio
La prima sconfitta in campionato apre a riflessioni per una Juventus che sembra molto lontana dalla forma migliore. E con più di qualche problema

"Accettare la pressione è la medicina per imparare a vivere". Luciano Spalletti, nella sua conferenza stampa pria della sfida di domani contro il NEC, ha parlato delle tante voci che si sono moltiplicate sul suo futuro. "Ho imparato questo dopo pochi giorni perché dovevo portare a casa roba. Perciò si figuri se mi turba adesso che ho messo tantissime robe a posto. Io tengo tantissimo alla mia professione perciò ciò che esce dopo una sconfitta non mi interessa perché non posso controllarla. Io decido a cosa dare peso o a cosa non darlo e in questo caso ho scelto di non dare spazio".

Sensazione diversa

Purtroppo nella storia recente di Spalletti c'è qualche dubbio proprio quando la pressione inizia a salire. Abituato a non esserlo nei suoi anni napoletani - anche perché ha avuto tempo di lavorare - quando De Laurentiis regalava certe uscite c'era un po' di irritazione che poi ha portato al termine del rapporto in maniera quasi unilaterale per dedicarsi alla campagna.

La realtà è che da quel momento Spalletti ha sbagliato le partite fondamentali. Con la Norvegia con l'Italia, che poi ha portato all'eliminazione ai Mondiali, con la querelle Acerbi che ha avvelenato i mesi precedenti. Poi la sfida a qualfiicazione diretta con il Galatasaray. La pressione che monta è stato un problema negli ultimi anni. Quella con il NEC è una partita che può spegnere un po' i bollenti spiriti. Ma poi serve solo vincere, come detto più volte dai dirigenti bianconeri. In ultimo Carnevali lunedì scorso.