L'IMBOSCATA - Sarri e i "piccoletti": una leggenda metropolitana. Ecco come potrebbe giocare la sua Juve....

Andrea Bosco ha lavorato al “Guerin Sportivo“, alla “Gazzetta dello Sport“, al “Corriere d'Informazione”, ai Periodici Rizzoli, al “Giornale“, alla Rai e al Corriere della Sera.
02.08.2019 00:46 di Andrea Bosco   Vedi letture
L'IMBOSCATA - Sarri e i "piccoletti": una leggenda metropolitana. Ecco come potrebbe giocare la sua Juve....

Come giocherà la Juventus di Maurizio Sarri?  Bella domanda. Per ora, senza risposte. Perché? Ma perché il calciomercato è lunghissimo ancora. E non è improbabile che la Juventus che Sarri sta plasmando, non sia quella definitiva. Alcuni giocatori sono in uscita: inevitabilmente. La rosa della Juventus è extralarge. Alcune cessioni serviranno a fare cassa. Ma la lunghezza del mercato, suggerisce che molte trattative si accenderanno negli ultimi sette giorni. Chi compera non ha fretta. Specie se reputa che chi vende abbia la necessità di vendere. Nel tira e molla che da sempre va in scena nelle trattative calcistiche chi compra reputa che aspettando il prezzo facilmente possa abbassarsi . 

Sarri giocherà con il 4-3-3 . Ma non sarà il solo modulo. Io reputo che non infrequentemente potrebbe optare per il 4-3-1-2 . Con un trequartista ( o comunque un giocatore in grado di fare il trequartista) dietro alle due punte.

Una leggenda metropolitana recita che Sarri, li “prediliga“ piccoletti. Specie in attacco. Per via del mantra, palla a terra e cambi di campo per i tagli degli esterni, d'attacco o di difesa che siano . Egualmente che in mezzo al campo, Sarri voglia un metodista che giochi corto e preciso, che tocchi i famosi “150 palloni“ a partita, un recuperatore di palloni e una  mezz'ala che sappia andare in verticale. Ma anche questa a mio parere è una leggenda metropolitana. Sarri, in mezzo al campo, vuole gente tecnica, che sbagli poco, ma soprattutto che sia veloce di pensiero. I giocatori di “stazza“, basta siano veloci mentalmente.  Basta sappiano giocare a un tocco. Come spiegava Liedholm “il pallone viaggia sempre più veloce dell'uomo“ . E se alla tecnica e alla velocità di pensiero, abbini anche la stazza, puoi in mezzo al campo, intercettare molti palloni di testa .

Il gioco di una squadra si sviluppa a centrocampo. Ma quello di Sarri, prevede  tre triangoli: uno in difesa, uno in mezzo al campo, uno in attacco. Se il centrocampo lavora bene sostenendo l'attacco e contemporaneamente, proteggendo la difesa , chi difende, può alzare il suo raggio d'azione. Può andare in pressing altissimo. L'applicazione rigorosa della zona per mandare in fuorigioco gli avversari, fa il resto. Se alzi il pressing, accorci il campo, costringi gli avversari a giocare in spazi più angusti, a ragionare male . E' su questo che Sarri sta lavorando .

In attesa di notizie dall'Inghilterra sul possibile scambio Lukaku-Dybala, in attacco c'è un solo punto fermo: Ronaldo, attaccante di sinistra. C'è Ronaldo, poi ci sono gli altri dieci. Inevitabilmente .

Il lavoro di Sarri non è facile. E ci vorrà tempo prima venga assimilato. Le grandi società, come la Juve , non ne hanno molto, di tempo. Sarri lo sa. Ma farebbero male i dirigenti, la stampa e soprattutto i tifosi a spazientirsi qualora la Juventus, inizialmente battesse in testa. Non parlo della gare – esibizione in giro per il mondo che consentono alla Juventus di fare cassa con gettoni di presenza, molto remunerativi . Parlo dell'inizio del campionato.

Parlo delle piccole società, quelle che devono salvarsi, quelle che solitamente fanno una  preparazione che consenta loro di partire a razzo. Non hanno competizioni europee. Devono fare punti in fretta per conquistare la quota salvezza. Non hanno nulla da perdere e quindi giocano arrischiando, specie contro i grandi club . E quello della Juventus è uno scalpo eccellente. Se togli la chioma a Madama, se riesci ad appendere il suo bulbo, fuori dalla tua tenda, su quella impresa, puoi campare per una stagione. A volte, per una vita. Giocatori dimenticati che a distanza di venti, trenta anni, ancora rammentano, nelle rare interviste: “Quel gol che feci alla Juventus“ .

E' normale, anzi a mio parere , è bello sia così. E' la bellezza del calcio. Davide che abbatte Golia. Capita una volta, nella vita, ma può capitare.

Come recito da parecchio tempo, si lasci vivere Sarri. Gli si conceda anche di sbagliare. A patto che sugli eventuali sbagli non si adagi. A patto non si abitui, allo sbaglio. A patto non reputi che il suo tempo sia infinito. In nessun grande club , il tempo a disposizione di un allenatore è infinito. Alla Juventus, è estremamente più esiguo che altrove.