Italia NO! Gran parte del popolo bianconero non ama la Nazionale. Da Carraro a Guido Rossi, da Tavecchio a Gravina: tutti i motivi della rottura insanabile con la Figc anti-juventina
Gravina e compagnia, ma forse anche i media del mainstream, dovrebbero prendere un po’ più sul serio la disaffezione di gran parte dei tifosi juventini “praticanti” nei confronti della Nazionale. Anzi meglio, solo della Nazionale di calcio, perché in tutti gli altri campi il popolo bianconero compatto si appassiona per qualunque maglia azzurra e la sostiene (dal tennis al volley, dal basket al baseball, dall’atletica allo sci e via discorrendo).
Quindi non si può liquidare la vicenda con “siete anti-italiani”, aggiungendo l’ennesimo epiteto anti-juventino alla lunga serie ormai arcinota. La questione è chiara, ma evidentemente non la si vuole capire. Proviamo nel modo più semplice possibile.
Ogni Nazionale rappresenta ANCHE la federazione di appartenenza: finché questo non è un problema, è un aspetto che non viene nemmeno preso in considerazione. Anzi, se la Nazionale ottiene successi, vuol dire che il movimento funziona e la federazione competente giustamente può mettersi delle medaglie al petto e monetizzare con sponsor, diritti tv e quant’altro.
Il fatto è che la FIGC per gran parte dei tifosi bianconeri non solo è UN problema, ma è IL problema. E’ vista non come l’organismo che deve organizzare e valorizzare il prodotto calcio nel suo complesso, ma come l’ente in assoluto più anti-juventino presente sul territorio nazionale. Già sento i non juventini (e quindi spesso anti-juventini): “Ecco il solito vittimismo e il solito complottismo, adesso tireranno fuori che Moggi era un santo, che la Juve non ruba, ecc…”.
Ammesso che serva a qualcosa spiegare a chi non vuole ascoltare perché crede in assiomi non contestabili, invito a considerare quanto segue.
Quale tifoseria non vedrebbe come nemica la FIGC se nel 2006 avesse colpito in modo letale in un’unica direzione, non punendo, ma anzi premiando, chi era accusato delle stesse cose?
Quale tifoseria vorrebbe ancora avere a che fare con una federazione il cui presidente si premura di assicurarsi che l’arbitro di un big match del campionato preso in esame per Farsopoli “per carità non faccia errori a favore della Juventus, che poi ho il consiglio di Lega ed è un casino”?
Quale tifoseria non si sentirebbe frodata se uno scudetto passasse sulla maglia di un’altra società per mano di un Commissario Federale ex amministratore proprio di quella società?
Quale tifoseria non vedrebbe come avversaria una federazione il cui presidente confida: “La Juve sta vincendo troppo, dobbiamo fare qualcosa” a proposito dell’introduzione del VAR (mostrando la lungimiranza di chi vuole colpire l’eccellenza per favorire la mediocrità)?
Quale tifoseria non si sentirebbe presa per i fondelli dalla FIGC se nel 2023 la società di riferimento fosse stata l’unica nella storia a pagare in termini di punti in classifica e di azzeramento dei vertici del club per delle plusvalenze, quando gli stessi dati ufficiali federali riportano che queste negli anni hanno garantito in media il 20% degli introiti delle società professionistiche, facendo finta di non vedere palesi violazioni altrui?
Quale tifoseria non porterebbe rancore per una federazione il cui presidente, dopo averti sbattuto fuori dalla Champions per compiacere il superiore della UEFA, ti irride dichiarando: “Dobbiamo difendere il brand”?
Quale tifoseria sopporterebbe senza battere ciglio che lo stesso presidente federale commentasse il più clamoroso errore dell’epoca VAR (la “sparizione di Candreva”) con la frase irritante “C’è stato un errore, ma non ha sbagliato nessuno”?
Questi sono solo alcuni dei principali motivi della rottura ormai insanabile tra FIGC e gran parte della tifoseria juventina. E allora riproponiamo l’assunto iniziale: ogni nazionale rappresenta ANCHE la federazione di appartenenza. Si può capire, se si vuole, che un tifoso non possa passare sopra a tutto ciò perché “l’Italia è sempre l’Italia”, ben sapendo che ogni successo azzurro rafforza ANCHE la FIGC (che per altro non risulta aver fatto assolutamente nulla per invertire una tendenza sempre più negativa dell’intero movimento del calcio italiano).
Soluzioni con l’attuale stato delle cose non ce ne sono ed è un peccato aver tolto a milioni di tifosi il gusto di guardare una partita della Nazionale di calcio con gli stessi occhi con cui guardano le partite o le gare degli azzurri di ogni altra disciplina.
Se questo era l’obiettivo dei vari Carraro, Rossi, Tavecchio e Gravina, complimenti. Non era facile. Obiettivo centrato in soli vent’anni.
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