IL SANTO DELLA DOMENICA - CINISMO E CATTIVERIA PER TRITURARE LE PARTITE. A LECCE UN PARI UTILE PER TORNARE CON I PIEDI PER TERRA

27.10.2019 00:05 di Alessandro Santarelli   Vedi letture
IL SANTO DELLA DOMENICA - CINISMO E CATTIVERIA PER TRITURARE LE PARTITE. A LECCE UN PARI UTILE PER TORNARE CON I PIEDI PER TERRA

Mal comune mezzo gaudio. La battuta d’arresto di Lecce, dal punto di vista della classifica viene subito assorbita dal pareggio interno dell’Inter che fallisce la grande occasione del sorpasso. Ma la Juve, che deve guardare solo in casa propria, di occasioni ne spreca troppe, e questo è il filo conduttore delle prime 9 giornate di campionato. Anche in terra salentina, si crea, ben 10 palle gol, ma sotto porta si continua a sprecare. E siccome non puoi sempre permetterti questo lusso, ecco che da Via del Mare arriva un pareggio, che alla vigilia per i salentini sembrava quasi un miraggio, considerando anche gli 0 punti totalizzati in casa. 

Ma dai passaggi a vuoto, o meglio dai mezzi passaggi a vuoto, una grande squadra   sa  prendere il lato positivo. I ragazzi di Sarridevono capire, e sono certo che lo faranno, che le partite non si vincono solo perché ti chiami Juventus, e sei nettamente più forte. Quella cattiveria agonistica, quella fame che ha sempre contraddistinto i bianconeri, non deve essere smarrita, e nelle parole del post partita, espresse ormai quasi sempre sui social, questo aspetto è emerso: bisogna essere più cinici e meno superficiali. Ogni tanto tornare con i piedi per terra è la miglior medicina per ripartire ancora più forti di prima 

Cosi come superficiale è apparsa la scelta di lasciare a casa Cristiano Ronaldo. Certo, a Lecce devi poter vincere anche senza il “ marziano” ma vista la penuria di attaccanti, averlo in panchina e magari metterlo dentro negli ultimi 20 minuti, poteva essere un’opzione importante. E ci convince poco la “stanchezza mentale” di cui ha parlato Sarri nel post gara. Vero che si gioca ogni tre giorni, ma è altrettanto vero che siamo ancora all’alba di una stagione dove ogni partita, ogni punto può essere determinante.   Così come determinante sta tornado Dybala. La Joja, a Lecce è stato il migliore in campo, sia per i palloni toccati, ben 91, sia per il gran numero di conclusioni, ben 6 di cui tre nello specchio della porta, sia per la convinzione e la voglia di giocare che è tornata, dopo una stagione tribolata come quella passata

Chi deve invece migliorare, e molto, è Federico Bernardeschi. A  Lecce si è letteralmente mangiato due gol, e ha fatto fatica anche in fase di impostazione. Ma non mi piacciono i giocatori della mia squadra che vengono definiti come capri espiatori. Molti tifosi, anche giustamente, pretendono di più dal ragazzo di Carrara, che decisamente non sta attraversando un buon periodo, ma resta sempre un patrimonio della squadra, e dunque metterlo sempre sul banco degli imputati non mi pare giusto. Certo, anche chi scrive pretende molto di più dal numero 33, ma adesso stiamoli vicino, poi a fine stagione si tireranno le somme.

Infine fatemi dire due parole su De Ligt. E’  in un momento assurdo, dove ogni cosa che può accadere in negativo le vede protagonista. Il calcio è fatto cosi.  Alcuni detrattori dell’olandese sguazzano nelle parole e nei discorsi in questo periodo a loro favorevole. Ma io aspetto fiducioso. Il ragazzo ha talento, ha le spalle larghe per lasciarsi scivolare addosso tutte le polemiche, e vedrete che tra qualche mese diventerà un pilastro inamovibile nel suo ruolo. Ve lo dice uno che ha visto gli esordi di Giorgio Chiellini. Nessuno avrebbe scommesso sulla crescita del capitano bianconero, e avete visto come è andata a finire. 

Chiudo con un appello ai santoni del “board” della Fifa. Cambiate immediatamente le regole sul fallo di mano, perché il caos che stiamo vivendo in questa stagione, è una delle cose peggiori che si ricordano negli ultimi decenni del calcio mondiale