“Mafia”, “mitragliatrici” e “braccia da amputare”: esplode la bomba VAR...

“Mafia”, “mitragliatrici” e “braccia da amputare”: esplode la bomba VAR...
Oggi alle 00:32Il punto
di Luigi Schiffo

Quindi è stato sufficiente che gli errori arbitrali e le interpretazioni “particolari” del VAR colpissero un po’ qua e un po’ là, oltre la Juventus, per alzare il tono delle proteste e delle riflessioni. Finché c’erano solo lamentele in bianconero, tutto ok: il VAR non si discute, riduce in percentuale importante gli errori, si tratta solo di tarare meglio il tutto, ma sicuramente è uno strumento che rende più credibile la competizione (anche di fronte a “sparizioni” di giocatori, clamorosi doppiopesismi di fronte ad episodi simili, espulsioni in un’unica direzione, ecc…).

Poi inizia a toccare ad altri, ed ecco esplodere la bomba. “Se qualcuno mette in discussione la nostra buona fede, sono pronto a dimettermi domani” sbotta il designatore Rocchi dopo le vibranti proteste della Lazio per il gol convalidato all’Udinese. “Continuiamo a registrare con crescente amarezza una serie di errori sempre a nostro sfavore, ripetuti e difficili da comprendere…episodi che stanno incidendo in modo evidente sul lavoro della squadra e sull’equità della competizione” era stato il comunicato della società di Lotito.

Poi arriva il carico da 90 di Fabio Capello, ora opinionista, ma non certo il primo che passa nel calcio italiano visti i trofei vinti con Roma, Juve e Milan (oltre al Real Madrid): “Gli arbitri sono una mafia. Non vogliono coinvolgere nel VAR ex giocatori, che conoscono i movimenti del calcio, i movimenti che fa un giocatore per fermarsi, per aiutarsi... E spesso prendono decisioni che non sono corrette, perché non hanno giocato e non conoscono quel tipo di movimenti". 

A seguire il Lotito bis, post Lazio-Fiorentina: “Ho mandato una lettera alla Lega perché il mio referente è la Lega Calcio. Non ho ricevuto risposta, tra l'altro non ho fatto una lettera di lamentela ma posto un problema che riguarda tutte le società e sulla credibilità del sistema. In un campionato 8, 9 punti sono determinanti e hanno valenza di carattere economico. Si lamentano tutti, vogliamo parlare di un sistema credibile? Questo è interesse di tutti. Mi sembra che il Governo sul tema delle ammissioni ha scelto di togliere quell'argomento dalla Federazione (sostituzione della Covisoc con un’agenzia governativa, ndr). Vogliamo riportare serenità nel sistema. Se il sistema non è in grado di farlo, dovrà farlo qualche elemento esterno. Devo prendere una mitragliatrice e sparare su tutta la classe arbitrale? Ricordo a tutti, uomo avvisato, mezzo salvato. Poi si andrà nelle sedi opportune”.



Più ”di campo” le proteste di Conte per il gol annullato al Napoli con il Verona: “Hojlund doveva amputarsi un braccio?”.

Insomma, un bel clima infuocato, tra lettere di protesta alla Lega, azioni parlamentari, “mafia”, “mitragliatrici” e “braccia da amputare”.

Immaginiamoci se ci fosse stata nei confronti di altri la stessa continuità di episodi contrari al Var che ha visto la Juventus nel corso degli anni (e lasciamo perdere punti e milioni tolti in modo arbitrario dalla Procura Federale) … Ora la questione è una sola: se ci sarà una soluzione all’italiana con decisioni “compensative” per tenere buono questo e quello, tutto ciò non sarà servito a nulla e alla fine, come disse Rocchi un paio di stagioni fa “tutti avranno avuto ciò che dovevano avere”.

Fino al prossimo giro di valzer (Juve a parte, naturalmente). Se invece si prenderà coscienza che l’uso del VAR in Italia è poco credibile, che non è vero che tutte le decisioni hanno lo stesso peso per la classifica, che servono equità e parità di trattamento per episodi simili, allora forse si farà un passo nella direzione giusta. Permettetemi di avere dei dubbi sul fatto che ciò possa avvenire con lo stesso sistema di persone al comando che hanno portato all’attuale situazione di iniquità e scarsa credibilità.