Come sempre, la verità sta nel mezzo! E su Kessié…
Una bella Juventus ha schiantato il Sassuolo. Dopo la fiera degli orrori con il Lecce, serviva un pronto riscatto che, puntualmente, è arrivato. Complimenti a Spalletti che ha fatto le scelte giuste e, soprattutto, non ha “punito” David. Avrebbe potuto metterlo dietro alla lavagna a ripensare ai suoi, lampanti, sbagli. Invece, gli ha dato una chance di redenzione che il canadese ha sfruttato al meglio. Bello vederlo decisivo e felice.
Onestamente, un po’ me l’aspettavo. Come ripeto da anni, la verità sta sempre nel mezzo! David non sarà, probabilmente, un campione ma non può essere neanche un totale brocco. Semplicemente, come il 99% dei giocatori, vive di momenti. Il problema è che, alla Juventus, eravamo abituati a vedere in campo giocatori che facevano parte di quell’1% mancante, ovvero campionissimi che illuminavano la scena più e più volte. La “normalizzazione” è dura da accettare e porta a bollare chiunque, dopo qualche errore, come un brocco “non da Juventus”.
Ci sta, soprattutto perché la Juventus è il top club in Italia e la sua storia deve pesare su chi indossa la maglia bianconera. Tuttavia, va riconosciuto a David quel che è di David. Con il Sassuolo ha reagito, dimostrando di avere carattere.
In generale, mi pare che Spalletti stia lavorando moltissimo sull’aspetto mentale della squadra. Vuole che il coraggio prevalga sulla paura di sbagliare. Ok, puoi fallire anche un rigore in maniera ignobile ma, alla prossima palla gol, devi segnare… Questo il messaggio del toscanaccio travestito da vecchio volpone.
Certo, il Sassuolo non è il Real Madrid ma è sempre un avversario tosto e imprevedibile. Vincere, poi, aiuta a vincere. Ora arrivano altre due partite, diciamo così, alla portata dei bianconeri. Prima la sfida casalinga con la Cremonese e poi la trasferta a Cagliari. Ecco, altre due partite in cui mostrare coraggio, così da crescere ulteriormente e prepararsi al meglio per quando gli avversari saranno di alto lignaggio. Continua a crederci, come Spalletti che, dal primo giorno in bianconero, ha sempre mostrato una fiducia nei propri mezzi contagiosa. Bravo Mister!
Chiosa dedicata a Kessié. Ho avuto la fortuna di conoscerlo e di intervistarlo a casa sua. Un ragazzo perbene con una scintilla negli occhi. Legato alle sue origini e determinato a fare di tutto per piacere ai compagni e aiutarli in campo. Non so se in Arabia Saudita sia cambiato ma se quella scintilla è ancora presente in lui, va preso assolutamente! A 29 anni, integro fisicamente, può essere devastante, a patto che sia il Kessié con cui ho giocato a calcetto balilla a casa sua!
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