Berruto scuote il "sistema": accuse pesanti nel silenzio assordante. Agnelli-Platini, i palazzi tremano. Carnevali, una simpatia tutta da costruire: le parole che i tifosi juventini non hanno dimenticato
L’onorevole Mauro Berruto (ex ct di volley, torinese e cuore granata) è tornato all’attacco in Parlamento sulla gestione dello sport ed in particolare della giustizia sportiva.
Berruto riaccende il dibattito sulla giustizia sportiva
“Avete costruito – ha detto al ministro dello Sport Abodi, intervenendo alla Camera – un sistema nel quale controllori e controllati stanno dalla stessa parte del tavolo, esattamente come nella giustizia sportiva, diventata una clava da brandire contro gli avversari sul campo o sulle poltrone. Da un anno è chiusa nei vostri casseri la mia richiesta di indagine parlamentare sul tema. Che fine ha fatto?”.
Ovviamente di questo intervento non si trova traccia con il dovuto risalto sui giornali o nelle trasmissioni sportive, anche se si tratta di un messaggio forte, che ribadisce l’anomalia della giustizia sportiva e parla senza mezzi termini di “sistema”. Cose di cui il mondo bianconero è ormai consapevole da almeno vent’anni, tra Farsopoli, Plusvalenze e disparità di trattamento varie (a proposito, dieci turni di stop alle trasferte e settori ospiti chiusi per i tifosi di Juve e Toro a seguito degli scontri pre-derby, a fronte di una multa di 50mila euro e di tre trasferte vietate ai solo ai tifosi lombardi dell’Inter per il petardo che ha colpito Audero in Cremonese-Inter…).
Temi portati da Andrea Agnelli al centro dell’attenzione della Corte di Giustizia Europea, che si dovrebbe pronunciare a breve sulla compatibilità del “sistema-clava” con il diritto dell’Unione. E dire che Berruto ci ha messo anche un’immagine forte per aumentare il carico: “Potete anche nominare Dracula all’AVIS per la vostra sete di potere, il problema è che i canini li affondate nel collo di dirigenti, volontari e allenatori: loro tengono in piedi lo sport italiano”. L’immagine dei canini di Dracula sul collo per esempio di Andrea Agnelli è suggestiva, si vede non abbastanza per richiamare l’attenzione del mainstream…
D’altra parte anche a fronte della denuncia di Michel Platini, che alla vigilia dell’inizio del Mondiale americano, ha portato in tribunale per diffamazione e traffico di influenze il numero uno della FIFA Gianni Infantino, che già in passato Le Roi aveva definito “usurpatore di poltrone”, non sono fioccati approfondimenti. Anzi, abbiamo potuto leggere un articolo scritto di proprio pugno proprio da Infantino che elogia questo mondiale come “il migliore di sempre”. In effetti molto più accattivante l’autoelogio, che non un dossier sulla storia del calcio mondiale cambiata da un golpe giudiziario che ha escluso Platini a beneficio di Infantino.
Da Agnelli e Platini al nuovo corso con Carnevali
Insomma: da un lato Berruto, Agnelli, Platini. Dall’altro Abodi, Gravina-Chiné, Infantino. Basterebbe leggere la storia di ciascuno per capire chi veramente possa avere a cuore lo sport ed in particolare il calcio, piuttosto che le poltrone e gli affari.
Ma d’altra parte siamo nell’estate della FIGC con il presidente dimissionario, del designatore arbitrale autosospeso perché indagato per frode sportiva, di un’indagine della Procura di Milano diventata Silenziopoli, dell’attesa per il pronunciamento della Corte di Giustizia Europea sul ricorso di Andrea Agnelli, di vicende delicate che stanno per approdare al TAR di Milano per San Siro e da ultimo per la richiesta della Fondazione Jdentità Bianconera di verificare l’avvenuta comunicazione nei tempi previsti dalle norme federali del passaggio di proprietà dell’Inter a Brookfield. Ma va tutto bene, c’è il mondiale “migliore di sempre”.
P.S. Venendo a cose tutte bianconere, l’ennesimo ribaltone dirigenziale, oggi porterà Carnevali alla guida della Juventus. Dopo Giuntoli e Comolli, terzo cambio di rotta in poco più di tre anni. Come sempre, saranno i risultati a parlare, ma credo che Carnevali debba innanzitutto recuperare “simpatia” con i tifosi bianconeri. Le sue parole del passato, da amministratore del Sassuolo, sul fatto che “tra società amiche ci si aiuta” a proposito di plusvalenze necessarie alla Roma per rientrare nei paletti Uefa, o di recriminazione per il settore ospiti chiuso per Sassuolo-Inter dopo il petardo ad Audero (settore che è poi rimasto per altro aperto) non sono state digerite un granché dai sostenitori della Juve che per le plusvalenze hanno pagato eccome e il settore ospiti, quando non la curva dello Stadium, se li sono trovati chiusi per davvero.
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