Accuse pesanti, scoppiano altre Silenziopoli!

Accuse pesanti, scoppiano altre Silenziopoli!
Oggi alle 00:05Il punto
di Luigi Schiffo
Le parole di Baldini riaccendono il dibattito sul sistema calcio: accuse pesanti, silenzi mediatici e interrogativi sul futuro del movimento italiano.

“Il calcio italiano è in queste condizioni perché a tirare i fili ci sono dirigenti lestofanti che pensano ai propri interessi e non alla crescita del calcio italiano. Finché non ci saranno persone serie, la situazione non cambierà”. Lo ha detto il ct pro tempore Silvio Baldini, persona che sembra paracadutata in azzurro da un altro pianeta per spontaneità e genuinità, uno di quei rari casi di vuoto di potere che lascia spazio a chi non ti saresti mai aspettato.

Le parole di Baldini scuotono il calcio italiano

Lestofante. Una parola che andrebbe incorniciata. Da dizionario: “Persona di pochi scrupoli, abile nell’ingannare gli altri con parole, imbrogli e truffe”.

Ora, è vero che Baldini sicuramente non è un accademico della Crusca, ma se ha usato questa parola (che per altro aveva usato nella stessa accezione e riferita allo stesso contesto dopo la promozione ottenuta con il Pescara), avrà avuto ben chiaro il suo significato. Ed avrà avuto ben chiaro anche a chi si riferiva.

Nella conferenza stampa della Nazionale, il riferimento esplicito è stato in particolare ai dirigenti di club, che preferiscono andare a prendere stranieri avanti negli anni piuttosto che puntare su giovani italiani da lanciare. Ma probabilmente il senso è più ampio e riguarda in particolare chi “tira i fili” del calcio italiano, per usare la sua espressione. E chi è che tira i fili? Chi ha indirizzato la politica sportiva nel calcio italiano negli ultimi decenni? Chi ha tratto giovamento dall’indirizzo del pallone nostrano negli ultimi anni se non decenni? Chi non ha investito in strutture, settore giovanile, seconda squadra, scouting, ma solo in obiettivi a brevissimo termine, magari con una situazione finanziaria da acqua alla gola che era l’unica priorità? E chi non ha vigilato? Chi non ha imposto regole e vincoli finalizzati alla crescita del movimento?

Tra accuse, silenzi e interrogativi sul sistema

Ma anche qui è calata Silenziopoli: se un ct – e non un opinionista qualunque – lancia un certo messaggio, forse varrebbe la pena approfondire, tornare sul tema, chiedere approfondimenti. Invece, come se quella frase fosse stata una boutade, degna solo di un titoletto di giornata.

In pratica il ct della Nazionale Italiana dice che il calcio italiano è in mano a lestofanti, per di più in una situazione di decapitazione dei vertici federali e arbitrali, e non succede niente.

Un po’ come per la trasmissione Report che punta un faro sui contratti di due giocatori della Roma firmati da chi non ha i titoli per farlo (il che rappresenta illecito sportivo): anche in questo caso, Silenziopoli.

Dell’inchiesta per “frode sportiva” della Procura di Milano, naturalmente, neanche a parlarne: Silenziopoli ad oltranza.

Voi immaginate se ai tempi di Farsopoli Lippi, ct azzurro, avesse detto: “Il calcio italiano è in mano a lestofanti”.

O se una trasmissione tv oggi avesse messo in luce irregolarità nella stesura di contratti di giocatori della Juventus. O se, lo ribadiamo ancora una volta, se nel capo d’accusa della Procura di Milano nei confronti del designatore arbitrale ci fosse stato scritto: “Concorso in frode sportiva” anche per aver scelto arbitri graditi alla Juventus.

Siamo sicuri che il clima di silenzio “garantista” sarebbe stato lo stesso?

E’ stato lo stesso nel 2006 e nel 2023 per le plusvalenze? O forse in quei casi prima si è creato il colpevole, condannandolo mediaticamente, quindi sono iniziati i processi con sentenze già scritte? Andate a riprendervi le prime pagine di allora.

Lestofanti…