Juventus, non smantellate la difesa: il vero salto di qualità passa dal portiere

Juventus, non smantellate la difesa: il vero salto di qualità passa dal portiereTuttoJuve.com
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di Massimo Pavan
La Juventus ha chiuso con la terza miglior difesa della Serie A. Cedere Bremer o Kalulu sarebbe un errore: serve migliorare tra i pali.

Nel calcio esiste una regola semplice: quando un reparto funziona, va migliorato, non demolito e la Juventus dovrebbe partire proprio da questo principio, i numeri parlano chiaro, i bianconeri hanno concluso il campionato con 34 gol subiti, la terza miglior difesa della Serie A, alle spalle di Como e Roma, un dato che certifica il buon lavoro svolto dal reparto arretrato, nonostante una stagione vissuta tra cambi di guida tecnica, infortuni e momenti complicati.

Per questo motivo appare difficile comprendere l'idea di privarsi di elementi come Bremer, Kalulu o di altri difensori che hanno contribuito a costruire una delle retroguardie più solide del campionato.

Vendere i migliori sarebbe un controsenso

La Juventus vuole tornare a vincere, per riuscirci deve certamente migliorare la rosa, ma migliorare non significa indebolire ciò che già rappresenta un punto di forza, Bremer resta uno dei migliori difensori del campionato quando è in condizione,  Kalulu ha dimostrato affidabilità, dutilità e continuità. Attorno a loro può essere costruita una difesa ancora più competitiva, cedere uno di questi giocatori soltanto per fare cassa significherebbe ripartire quasi da zero in un reparto che, invece, ha già trovato equilibrio e automatismi.

Il vero nodo è un altro: proteggere meglio la porta

Se c'è un reparto sul quale la Juventus deve interrogarsi, è quello della porta, per gran parte della stagione è rimasta la sensazione che la prima conclusione avversaria si trasformasse troppo spesso in gol. Non sempre per colpa esclusiva del portiere, ma il dato visivo è rimasto impresso ai tifosi, per competere per lo scudetto serve un estremo difensore capace di fare la differenza con una o due parate decisive a partita, soprattutto quando la squadra concede pochissime occasioni.

Di Gregorio può crescere?

Michele Di Gregorio ha qualità importanti e ha dimostrato di meritare la Juventus, la domanda, però, è un'altra: può aumentare il numero di interventi decisivi sulla prima vera occasione concessa agli avversari? Si o no, se la risposta è no, va preso un portiere subito.  È questo il salto di qualità richiesto ai grandi portieri.

Le squadre di vertice concedono poco, proprio per questo il portiere viene giudicato soprattutto nelle rare occasioni in cui viene chiamato in causa, chi ambisce allo scudetto ha bisogno di un numero uno che trasformi un possibile gol subito in una parata che cambia la partita.

La priorità è aggiungere, non togliere

La Juventus deve investire su attacco e centrocampo, aumentare la qualità offensiva e migliorare la capacità di concretizzare le occasioni create, in difesa, invece, la strada dovrebbe essere opposta: mantenere l'ossatura attuale e aggiungere eventualmente un altro elemento di livello, senza sacrificare chi ha già dimostrato il proprio valore.

La base c'è già

Le grandi squadre si costruiscono partendo dalla solidità difensiva,  la Juventus questa base ce l'ha già, per questo sarebbe un errore disperdere un patrimonio tecnico composto da Bremer, Kalulu e dagli altri interpreti del reparto arretrato, se davvero l'obiettivo è tornare a lottare per il titolo, la priorità non deve essere smantellare la terza miglior difesa del campionato, ma renderla ancora più efficace.

Magari con un portiere capace di trasformare la prima conclusione avversaria in una parata decisiva, perché spesso gli scudetti si vincono proprio così: con un intervento che vale quanto un gol.