Juventus, il gioco cresce ma manca la fame davanti alla porta, un problema!

Juventus, il gioco cresce ma manca la fame davanti alla porta, un problema!TuttoJuve.com
Oggi alle 06:40Primo piano
di Massimo Pavan
La Juventus convince per gioco e intensità, ma contro il Basilea è emersa la difficoltà nel concretizzare. A Spalletti serve più cattiveria sotto porta.

La prima impressione lasciata dalla Juventus di Luciano Spalletti è positiva, ma non risolutiva, la squadra prova a comandare il gioco, tiene il baricentro alto, costruisce occasioni e mostra idee ben riconoscibili, c'è un'identità che inizia a prendere forma e che lascia intravedere margini di crescita importanti, ma il calcio, soprattutto quello di alto livello, non premia chi gioca meglio, premia chi segna, ed è proprio qui che oggi la Juventus deve fare il salto di qualità.

Contro il Basilea tante occasioni, pochi gol

L'amichevole contro il Basilea ha messo in evidenza un aspetto già noto, i bianconeri sono arrivati con continuità negli ultimi trenta metri, hanno creato diverse situazioni favorevoli e mosso bene il pallone, ma è mancata la giocata decisiva, toppo spesso l'azione si è fermata davanti al portiere avversario. Un controllo di troppo, una conclusione poco convinta, la scelta sbagliata nell'ultimo passaggio. Tutti dettagli che, sommati, fanno la differenza tra una squadra spettacolare e una squadra vincente.

Nel calcio conta chi fa male all'avversario

Le grandi squadre hanno una caratteristica comune: quando si presenta l'occasione, colpiscono, la Juventus, invece, dà ancora la sensazione di voler costruire il gol perfetto, ma in area di rigore serve altro, serve istinto, determinazione e quella cattiveria agonistica che porta un attaccante ad arrivare per primo sul pallone o a trasformare una mezza occasione in una rete.

È una questione di mentalità prima ancora che di tecnica.

Spalletti può insegnare il gioco, la fame deve averla chi scende in campo, sta cercando di trasmettere principi chiari: pressione alta, possesso palla, movimenti continui e ricerca degli spazi, l'allenatore può migliorare l'organizzazione della squadra, ma non può entrare in area di rigore al posto dei suoi attaccanti, la fame del gol è una qualità che appartiene ai grandi bomber, è quella voglia di segnare a ogni costo, di vivere ogni pallone come se fosse l'ultimo della partita, ed è proprio questa mentalità che oggi sembra mancare alla Juventus.

Ecco perché serve un nuovo centravanti

Non è un caso che la dirigenza stia lavorando senza sosta per rinforzare il reparto offensivo, i nomi di Randal Kolo Muani, Mateo Pellegrino, ma anche le possibili alternative come Alexander Sørloth o Richarlison, rispondono a un'esigenza precisa: trovare un attaccante che trasformi il volume di gioco prodotto dalla squadra in gol, perché creare dieci occasioni e segnarne una significa lasciare sempre aperta la partita. E nel calcio moderno questo può costare caro.

La qualità c'è, ora serve l'istinto del killer

La Juventus ha iniziato a costruire qualcosa di interessante, i gioco è piacevole, la squadra appare più propositiva rispetto al passato e le idee di Spalletti iniziano a vedersi, adesso, però, arriva la parte più difficile: trasformare il possesso palla in risultati, per riuscirci serviranno giocatori con il fiuto del gol, ma anche un cambio di mentalità collettivo, perché le partite si possono dominare, ma si vincono soltanto quando si ha il coraggio e la cattiveria di affondare il colpo nel momento giusto.