Firenze, l'esame della verita': o uomini da Juve o fuoco di paglia

Firenze, l'esame della verita': o uomini da Juve o fuoco di pagliaTuttoJuve.com
Oggi alle 00:01Firme Bianconere
di Alessandro Santarelli

Va bene, la Juve ha battuto il Napoli e ha vinto in Olanda. Bene, davvero. Ma a me le vittorie, da sole, non bastano più. Voglio capire che squadra siamo: quella del pulcino bagnato che si è fatto umiliare a Genova in modo vergognoso, o quella timida ma vincente col Napoli e discreta in Olanda? Perché le due facce non possono convivere a lungo, e a Firenze una delle due deve morire.Parliamoci chiaro. Questa non è una rosa di fenomeni, e nessuno vi chiede di esserlo. Non tutti avete il talento dei grandi campioni che hanno vestito questa maglia, e va bene così. Ma c’è qualcosa che il talento non può sostituire e che nessun allenatore può insegnare: la fame. La voglia di non mollare un pallone, di rientrare un metro in più, di sporcarsi la maglia per il compagno. Quella la dà solo l’orgoglio e il sapere cosa vuol dire insossare la maglia bianconera.

E a Firenze l’orgoglio servirà tutto. Il Franchi non è una partita qualunque, è un ambiente che vive, respira e si nutre di una sola cosa: battere la Juve. Per loro è la finale dell’anno. Se scendete in campo con la testa bassa e le gambe molli, vi mangiano vivi dopo cinque minuti. Se invece accettate la battaglia e li guardate negli occhi, quella stessa bolgia può diventare il miglior palcoscenico per mostrare chi siete.Ecco perché questa è l’occasione. Non per fare un risultato, per fare un’dichiarazione. Per dire che Genova è stato un incidente e non un’identità. Che il Napoli non era un lampo e l’Olanda non era un caso. Che sotto la maglia bianconera c’è ancora qualcuno che sa cosa significa indossarla.

Quindi la richiesta è semplice, e vale per chi scende in campo e per chi lo sceglie: in campo voglio vedere solo chi ha fame. Solo chi ha voglia di difendere questa maglia come se fosse la sua casa. Se hai paura, se ti nascondi, se aspetti che sia un altro a prendersi la partita, resta pure in panchina. Qui non serve chi gioca per sé, serve chi gioca per la juve, per la sua storia, per la sua tradizione, per il suo presente e per il suo futuro. Dimostrate di essere da Juve. Dimostrate di tenere alla maglia. Dimostrate di avere orgoglio e amor proprio. Non ve lo chiede un tifoso arrabbiato, ve lo chiede una storia lunga più di un secolo, che non si è mai arresa e non è mai arrestrata di un millimetro neppure nei momenti più difficili. Perchè si può perdere sul campo, ma non si può mai perdere la dignità. Firenze vi aspetta per umiliarvi. Rispondete da uomini ancor prima che da calciatori