ESCLUSIVA TJ - Alessandro Birindelli: "Danilo leader assoluto, da allenatore lo preferisco a Cancelo. Fagioli e Miretti? Passano in secondo piano perché italiani. Su Parisi..."

09.11.2022 14:00 di Mirko Di Natale Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Alessandro Birindelli: "Danilo leader assoluto, da allenatore lo preferisco a Cancelo. Fagioli e Miretti? Passano in secondo piano perché italiani. Su Parisi..."
TuttoJuve.com

"Ho visto una Juve diversa, nello spirito e con una grandissima voglia di non perdere. L'ho vista propositiva, è andata a prendere l'Inter con aggressività nella sua area. Pian piano stanno rientrando i giocatori più importanti, speriamo possa esser questo l'inizio del nuovo percorso". Pensieri e parole di Alessandro Birindelli, ex difensore bianconero, che in esclusiva a TuttoJuve.com ha parlato approfonditamente del momento Juve e non solo:

Bremer, a fine partita, diceva che è meglio giocare a tre per i difensori. E i numeri parlano chiaro: nelle ultime quattro partite, la Juve non ha subito gol. Possiamo dire che Allegri ha trovato il modulo definitivo in attesa del rientro di tutti i suoi effettivi?

"Il modulo, per me, conta fino ad un certo punto, è importante sapere chi saranno i tre di difesa. Attualmente abbiamo un leader assoluto che corrisponde al nome di Danilo, non possiamo davvero prescindere da questo giocatore. Al di là della bravura degli altri suoi compagni, ha acquisito una sicurezza e una leadership davvero importanti. E così diventa tutto più semplice".

Forse è passato in secondo piano, ma nella partita con l'Inter è stato scelto come capitano a discapito di Cuadrado che a livello di presenze ne ha di più.

"Non conosco le dinamiche interne, per cui la mia disamina è lontana da quello che è lo spogliatoio. La sensazione è proprio quella che dicevo prima, il gruppo lo riconosce come un leader e attraverso le sue giocate riesce a trovare quella grinta e quella determinazione fondamentali a vincer le partite".

Quello con Cancelo, per certi versi, è sembrato uno scambio folle, ma a distanza di tre anni le cose sembrano essersi quasi ribaltate. Il portoghese è più forte sul campo, ma forse non era in possesso di quelle qualità appena elencate per il brasiliano. Che ne pensi?

"Non so se Cancelo sia più forte come giocatore in campo, perché come allenatore mi interessa vedere che Danilo ha giocato come terzino destro e sinistro, mediano a centrocampo, centrale di difesa a quattro e centrodestra in quella a tre. Un giocatore così lo vorrei sempre in squadra, è un jolly imprescindibile. Il portoghese è straordinario, in possesso di doti tecniche eccezionali e può rubare di più l'occhio per le sue giocate, ma per l'economia della squadra preferirei sempre il Danilo di turno".

La difesa bianconera scesa in campo con l'Inter ha festeggiato nelle ultime ore la convocazione per il Qatar. Soffermandoci su Alex Sandro: può aver trovato nuova linfa vitale con l'impiego nella difesa a tre?

"L'impressione è che non avesse più quella spinta e dinamismo per ricoprire il ruolo di esterno, erano sempre prestazioni da 6 e non riusciva più ad incidere su quella fascia come faceva un tempo. Date le sue caratteristiche, nella difesa a tre diventa importante per il suo recupero, per il suo modo di difendere e per l'esperienza in suo possesso. Può essere davvero molto utile in quella posizione".

Chi sta dominando quella fascia, invece, è Filip Kostic. Quanto ti è piaciuto con l'Inter?

"Era già in netta crescita da diverse partite, poi è chiaro che se trova in mezzo all'area i suoi compagni è anche più facile far bene. E così viene esaltata la sua prestazione. E' un giocatore importante anche in fase di non possesso, perché riesce ad attaccare e a difendere con la stessa bravura".

La Juve sta pensando di acquistare qualcuno nella finestra di mercato a gennaio. Il nome più caldo sembrerebbe quello di Odriozola, ma a pochi metri da casa tua c'è Parisi che ben si sta mettendo in mostra ad Empoli. Potrebbe ripetere un po' il tuo stesso percorso?

"Non so se l'Empoli voglia cederlo a metà anno, perché ci sono sempre degli equilibri da mantenere e per questa squadra potrebbe essere dannoso perdere un giocatore di questa caratura a metà anno. Già quest'estate ci sono state delle squadre interessate, ma il presidente è stato bravo a non cederlo. E' un giocatore su cui investirei parecchio, per me da giugno in poi potrebbe essere il momento giusto per andare in una squadra importante come la Juventus".

Fagioli e Miretti si stanno prendendo la scena a suon di ottime prestazioni. E' corretto dire, ad oggi, che sono sullo stesso livello di altri due ragazzi d'oro come Gavi e Pedri?

"Passano in secondo piano perché sono italiani, fossero stati stranieri erano sul loro stesso livello. Ma noi ce li teniamo ben stretti. Abbiamo dei giovani importanti anche in Italia, specialmente se le cose le facciamo nella maniera giusta e gli lasciamo spazio e tempo per sbagliare, migliorare e trovare quella solidità tecnica, tattica, mentale e fisica. Mi piacerebbe, a tal proposito, che anche le altre big facessero le seconde squadre, perché non è possibile che ad oggi si sia messa in gioco soltanto la Juventus. Miretti e Fagioli nascono da questo progetto, non dimentichiamocelo".

Verona e Lazio: la Juve potrà chiudere il 2022 conquistando 6 punti?

"Sì, ma solo se la Juventus entra in campo come ha fatto con l'Inter. Se dovesse entrare con quello spirito, pur tenendo presente le qualità degli avversari, sarebbe sicuramente avvantaggiata. C'è bisogno di chiudere l'anno in bellezza".

Europa League? Finalmente si può spezzare la maledizione europea?

"Dipende da come affronti queste manifestazioni, per la Juventus diventa fondamentale far giocare tutti i suoi effettivi e tenerli così sulla corda il più possibile. Così tutti sono pronti sullo stesso livello. Più che il prestigio della coppa, l'importante è avere la rosa in condizione nel momento clou".

Si ringrazia Alessandro Birindelli per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.