VERSO GENOA-JUVE. Da Criscito a Romero: tra ex e promessi sposi

30.06.2020 19:20 di Gianmarco Minossi   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
VERSO GENOA-JUVE. Da Criscito a Romero: tra ex e promessi sposi

Genoa-Juventus sarà uno dei due anticipi che apriranno la ventinovesima giornata. Una sfida che, tra giocatori, promessi sposi e fugaci apparizioni, conta diversi ex. Sono storie contraddistinte da viaggi di sola andata o anche ritorno, fatte di uomini che sono riusciti a consacrarsi e da altri che non hanno lasciato il segno. Vediamo nel dettaglio di chi si tratta.

PASSATO BIANCONERO – Tra le fila del Genoa sono tre i giocatori che, chi in modo più significativo, chi meno, hanno legato il loro nome alla Juventus. Si parte, in ordine cronologico, da Domenico Criscito che, dopo aver compiuto una breve trafila nel settore giovanile rossoblù, si ritrova addirittura ad esordire in Serie B nel 2003, alla veneranda età di 16 anni, prima di venire notato dagli osservatori della Juventus, che l’anno successivo lo acquista in comproprietà. Nella formazione bianconera risulterà determinante per la conquista del campionato Primavera del 2006 (dove andrà a segno nella finale), guadagnandosi anche diverse convocazioni nella prima squadra di Fabio Capello, prima del terremoto di Calciopoli che sconquasserà l’ambiente juventino. In estate, nel pieno delle vicende giudiziarie, Criscito fa ritorno al Genoa in comproprietà, dove si ritrova a sfidare anche i bianconeri e in cui, con tre reti, è tra i protagonisti della promozione in Serie A del Grifone allenato da Gian Piero Gasperini. Le sue ottime prestazioni convincono la dirigenza bianconera a puntare su di lui nell’anno del ritorno in massima serie; Ranieri lo lancia subito titolare nelle prime giornate, ma l’esplosione dei vari Legrottaglie e Molinaro, unite all’inamovibilità di Chiellini, chiudono al difensore campano ogni spazio. E allora, nel gennaio 2008, avviene il ritorno alla casa madre genoana, allenata sempre dal suo vecchio mentore Gasperini, che non può prescindere dalle sue prestazioni. Tre anni spesi ad alto livello, dove si guadagna anche la convocazioni agli sciagurati mondiali sudafricani, prima di lasciare l’Italia per sposare il progetto dello Zenit San Pietroburgo. Criscito si fa valere anche in Russia, dove in sette stagioni si mette in mostra sotto la guida di Luciano Spalletti, André Villas Boas e Roberto Mancini: ma il richiamo del primo amore è troppo forte e così, all’età di 32 anni, Mimmo torna in quel Genoa che lo ha lanciato tra i grandi, dove diventa capitano e rigorista. Per rivedere un altro trasferimento dalla Lanterna rossoblù alla Mole bianconera, bisognerà aspettare otto anni: è il caso di Stefano Sturaro, che viene acquistato dalla Vecchia Signora nel giugno 2014, ma lasciato in prestito al Grifone ancora un’altra stagione. Le sue ottime prestazioni sotto la guida del solito Gasperini, inducono però Marotta e Paratici ad anticipare il suo arrivo a Vinovo nel febbraio 2015: nel suo triennio juventino, Sturaro si toglierà, seppur da comprimario, le soddisfazioni di vincere quattro scudetti e coppe Italia consecutivi, oltre che ad esordire in Champions League giocando la semifinale da titolare contro il Real Madrid nel 2015 e ad andare in gol l’anno successivo negli ottavi di finale contro il Bayern Monaco. Dopo l’addio alla Juve segue una breve e poco felice parentesi allo Sporting Lisbona, in cui non riesce nemmeno ad esordire, prima di fare ritorno al Genoa nel gennaio 2019, dove bagna il suo debutto con un gol proprio alla sua ex Juventus, trafiggendo con un tiro da fuori area il suo amico Mattia Perin. Già, Perin: il portiere arriva alla corte di Madama nell’estate 2018 dopo cinque stagioni trascorse ad alti livelli con la maglia genoana, per fare da chioccia al titolare Wojciech Szczęsny. Nove presenze ed otto gol subiti sono i numeri della prima stagione in bianconero dell’estremo difensore pontino, che a fine anno si laurea campione d’Italia per la prima volta nella sua storia. Dopo essere stato vicino al Benfica, la nuova stagione lo vede addirittura relegato a quarto portiere, complice anche il ritorno in bianconero di Buffon, così, nello scorso gennaio, avviene il ritorno all’indimenticato Genoa, dove è chiamato a proteggere nuovamente la porta per salvare la squadra dalla retrocessione. Ancora una volta, la Genova rossoblù si conferma la dimora ideale per riaccogliere chi in bianconero non ha trovato gloria.

FUGACI APPARIZIONI E MATRIMONI PROMESSI – C’è anche chi, nel Genoa, ha avuto il privilegio di indossare la maglia della Juventus anche solamente per pochi minuti: è il caso di Andrea Masiello e Andrea Favilli. Il primo, dopo aver vinto due volte il torneo di Viareggio con la primavera di Vincenzo Chiarenza, si ritrova ad esordire in prima squadra: è il 20 aprile 2005 e Fabio Capello lo fa subentrare ad Alessandro Birindelli nella sfida casalinga persa contro l’Inter, dove Masiello ha modo di giocare per quasi quaranta minuti. Rimarrà tuttavia l’unica presenza bianconera del difensore, che, dopo una stagione in prestito ad Avellino, nel 2007 viene inserito nell’ambito dell’affaire Criscito, approdando così al Genoa. La prima avventura in rossoblù dura però soltanto pochi mesi, al termine dei quali il giocatore si trasferirà prima al Bari (dove si ritroverà suo malgrado protagonista della vicenda del Calcioscommesse) e poi all’Atalanta, in cui trascorrerà otto anni contraddistinti dall’esordio in Champions League, prima di chiudere il lungo cerchio facendo ritorno al Genoa lo scorso gennaio. Favilli, invece, esordisce in Serie A con la Juventus nel gennaio 2016, durante il periodo di prestito nella primavera bianconera, subentrando ad Alvaro Morata negli ultimi minuti della sfida al Frosinone. Rimarrà l’unica presenza juventina del giocatore, che, dopo due anni trascorsi ad Ascoli, fa ritorno a Torino nell’estate 2018, dove ben figura nella tournée americana, prima di venire ceduto in prestito al Genoa, in cui, nell’arco di due stagione, non è ancora riuscito a trovare il primo gol in rossoblù. C’è poi chi, tra i liguri, la maglia bianconera l’ha già prenotata per l’anno prossimo: è il caso di Cristian Romero, difensore argentino che, dopo una buona stagione a Marassi lo scorso anno, ha convinto la dirigenza bianconera a prenotarlo per la prossima estate: sarà anche lui solo di passaggio alla Continassa o Sarri deciderà di puntarci?

SEMPLICE TRANSITO – C’è pure chi, infine, non ha mai indossato nessuna delle due maglie, almeno non in maniera ufficiale: nel caso di Iago Falque, che la Juventus prelevò nell’estate del 2008 dalla cantera del Barcellona, le presenze si contano solo nelle amichevoli. Qualche convocazione in prima squadra da Claudio Ranieri nel suo unico anno in Primavera, nulla di più, prima di trasferirsi fugacemente al Bari e iniziare quindi un lungo peregrinare tra Premier e Liga, culminato con l’arrivo al Genoa nel 2014. L’ottima stagione in Liguria gli vale la chiamata della Roma, con cui Iago trascorre una sola stagione, prima di passare tre anni nella Torino granata e fare quindi ritorno nella Marassi rossoblù lo scorso gennaio. Leonardo Bonucci è stato invece genoano soltanto per poche settimane: dopo aver trascorso un paio di stagioni in prestito dall’Inter, a Treviso prima e a Pisa poi, nel giugno 2009 la società meneghina lo cede al Genoa nell’ambito dell’operazione che porta Milito e Thiago Motta in nerazzurro. Viene quindi prestato al neopromosso Bari, dove la prima ottima stagione in Serie A gli varrà la chiamata della Juventus, che lo acquisterà dai galletti dopo l’avvenuto riscatto alle buste. Diverso è invece il discorso per Edoardo Goldaniga, che la Juventus acquista nel gennaio 2014 dal Pisa in compartecipazione col Palermo, club che deteneva il suo cartellino. Dopo un anno in prestito al Perugia, i bianconeri cedono tutti i diritti sul giocatore alla società siciliana, nell’ambito dell’affare che porta Paulo Dybala a Torino. Seguiranno poi stagioni spese tra rosanero, Sassuolo e Frosinone, prima di venire acquistato in prestito dal Genoa sul finire della scorsa sessione estiva di mercato.

C’è poi chi, la maglia genoana, nonostante sia poi diventato leggenda, l’ha sempre sognata: si tratta di Gianluigi Buffon, che nel corso della sua carriera ha più volte manifestato la sua fede ai colori rossoblù, dicendosi anche desideroso di chiudere la sua avventura da calciatore a Marassi. Ma questa è un’altra storia.