Sport e finanza, l'evento a Milano. Campoccia (Udinese): "Stadi? Un rischio se non ti chiami Juve, Milan o Inter"
È andato in scena nella giornata di ieri a Milano il convegno "Sport e Finanza: trasparenza, governance e asset infrastrutturali nell’industria dello sport". L'appuntamento ha rappresentato l'occasione per riunire professionisti del settore, dall'ambito legale alle società calcistiche, le Federazioni e l'Istituto per il credito sportivo.
Stadi in Italia
L'evento si è svolto nella sede milanese dello studio legale GA Alliance. Tra gli ospiti, l'avvocato Stefano Campoccia, vicepresidente dell'Udinese, che si è soffermato soprattutto sulla questione stadi. Il club friulano è tra i pochi che sono riusciti a realizzare un impianto moderno: "Senza finanza non fai lo stadio, senza finanza non compri i giocatori e sei costretto a venderli. Il tema della sostenibilità è declinabile dove vogliamo", ha esordito. Conviene fare gli stadi? Perché la finanza parte o dalla sostenibilità del debito in termini di flussi di cassa prospettici di lungo periodo, oppure dalla capacità di generare plusvalenza nel private equity. Nessuna di queste due componenti oggi è garantita, se non dentro un modello che deve essere sostenibile. Già l'incognita e la discontinuità che derivano dalla retrocessione, per le società che non si chiamano Inter, Milan, Juventus o pochi altri grandi club rappresentano un limite a questo tipo di investimento", ha aggiunto.
Il tema stadio è stato centrale anche nell’intervento di Andrea Bernardelli, segretario generale del Torino. "Temo il momento in cui finiranno queste figure di imprenditori italiani nel calcio italiano – ha spiegato –. Il presidente Cairo ha detto a più riprese di essere disposto a cedere il Torino. Ha anche detto che lo farebbe di fronte a una proposta e a un soggetto in grado di fare meglio di lui. Non so quindi cosa potrà succedere. Detto ciò, per quanto ritengo dal mio personale punto di vista, la vendita non avverrà prima di aver concluso l’iter dello stadio. Arrivato a questo punto, dopo 21 anni di presidenza, Cairo è molto vicino a poter concludere".
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