De Gaetano: "Rosa Juve costruita male. Bremer? Parole inaccettabili"
Dirigenza, allenatore e giocatori. La mancata qualificazione in Champions della Juventus porta a riflettere sulle responsabilità di una stagione al di sotto delle attese. "Io parto dalla società. Questa rosa è stata costruita male – l'analisi del giornalista –. A chi ha gestito il mercato è stata data carta bianca per giocare con i numeri e si è finito per prendere calciatori inadatti. All'allenatore do responsabilità minori rispetto a società e giocatori" precisa Genny de Gaetano di Agenzia Area analizzando il momento dei bianconeri. "Spalletti ha lavorato in condizioni complicate con una rosa incompleta e costruita male. Certo, anche lui ha commesso errori, ma non può essere il principale imputato".
Come giudicare in particolare il lavoro di Spalletti?
"Io continuo a ripetere sempre la stessa cosa: meno male che c'è e che, almeno per ora, dovrebbe restare. Poi può succedere di tutto, ma spero di no, perché per me Spalletti rappresenta l'unica ancora di salvezza per il futuro della Juventus. Se la Juventus dovesse tornare a essere la Juventus, secondo me sarebbe soprattutto grazie a lui. Lo stesso discorso vale, in parte, per Elkann. Non accende certo la mia juventinità come facevano gli Agnelli storici, come l'Avvocato, però rappresenta comunque una continuità con la storia della Juventus. E quindi, anche da questo punto di vista, mi sento più tranquillo".
Quindi fiducia incondizionata a Spalletti?
"L'unica eccezione che farei sarebbe Conte. Personalmente lo riprenderei anche turandomi il naso, perché comunque Conte rappresenta la Juve. Certo, resta sempre il dubbio delle cosiddette "minestre riscaldate", che non sempre funzionano. Però oggi sono contento che ci sia Spalletti e mi sento più tranquillo sapendo che il futuro tecnico possa passare da lui".
Cosa ci si aspetta in chiave mercato?
"Di questa rosa, sinceramente, se ne salvano quattro o cinque. Gli altri sono giocatori che non hanno carattere, mentalità, capacità di prendersi responsabilità. Nessuno riesce a fare un passo avanti nei momenti decisivi, tutti giocano con paura. La Juventus ha, di fatto, ha giocato senza attaccante per gran parte della stagione. Tra gli infortuni di Vlahovic, la situazione surreale di Milik e il rendimento insufficiente degli altri, davanti non c'era nessuno capace di fare reparto. Per il resto, basta sentire certe dichiarazioni inaccettabili, come quelle di Bremer quando dice qualcosa del tipo 'se non vinciamo me ne vado', per capire quanto sia cambiata la Juventus. Ai tempi di Boniperti una frase del genere avrebbe avuto conseguenze enormi".
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