Spalletti a picco

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di Fabio Moretti
Juventus travolta 3-0 dalla Lazio: Spalletti a -8 dalla vetta, fischi dello Stadium, tensione con Bremer e il nome di Conte che torna tra i tifosi.

La Juventus affonda davanti ai propri tifosi e Luciano Spalletti finisce inevitabilmente al centro delle critiche. Il pesantissimo 0-3 contro la Lazio non rappresenta soltanto la seconda sconfitta in sette giornate di campionato, ma soprattutto il punto più basso di un inizio di stagione che sta progressivamente allontanando i bianconeri dalle posizioni di vertice.

La squadra di Gennaro Gattuso domina all'Allianz Stadium, conquista tre punti pesantissimi e rimane al comando della classifica insieme all'Inter. La Juventus, invece, si ritrova già a otto lunghezze dalla vetta, con appena 11 punti conquistati. Ne parla Gazzetta in prima. 

Il pubblico non perdona. I fischi accompagnano la squadra già all'intervallo e diventano ancora più pesanti al termine della partita.

Ma a preoccupare non è soltanto il risultato: è la sensazione di una Juventus senza certezze, senza personalità e, soprattutto, senza una direzione tecnica chiaramente riconoscibile.

Juventus-Lazio 0-3, Gattuso domina e Spalletti sprofonda

La partita racconta due realtà completamente differenti.

La Lazio affronta la trasferta di Torino con coraggio, organizzazione e grande intensità. Gattuso prepara una squadra aggressiva, capace di controllare il centrocampo e sfruttare gli spazi concessi dalla difesa bianconera.

Al 37' Provstgaard sblocca il risultato con un colpo di testa su assist di Zaccagni. Nella ripresa Isaksen trova il raddoppio, mentre Dele-Bashiru completa il successo biancoceleste nel finale.

La Juventus prova a modificare il proprio assetto con l'ingresso di Woltemade accanto a Kolo Muani, ma il miglioramento offensivo è soltanto parziale.

La formazione bianconera non riesce mai a trasmettere la sensazione di poter controllare realmente la partita.

Spalletti, costretto a seguire la sfida dalla tribuna per squalifica, assiste a una prestazione che mette in discussione molte delle certezze costruite nelle settimane precedenti.

Spalletti ammette: "Sono preoccupato, stiamo peggiorando"

Nel dopopartita, l'allenatore non cerca giustificazioni.

"Sono preoccupato. Io devo andarmi a fare delle domande perché stiamo peggiorando e devo fare delle analisi soprattutto su di me".

Una dichiarazione particolarmente significativa, perché Spalletti riconosce apertamente l'involuzione della Juventus.

Il tecnico non punta il dito contro un singolo reparto, ma individua nell'atteggiamento generale il problema principale.

"Qua conta il ritmo, lo spirito e il cuore poi il resto viene dopo. Noi abbiamo dimostrato fragilità perché nasce nella testa non nasce nelle gambe".

Il messaggio è chiaro: prima delle questioni tattiche, la Juventus deve ritrovare intensità e personalità.