Nê cuore nê rispetto

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di Fabio Moretti
Juventus, non è solo una sconfitta: contro la Lazio spariscono cuore, carattere e orgoglio. Spalletti e giocatori sotto accusa

La Juventus perde 3-0 contro la Lazio, ma questa volta il risultato rischia di essere persino meno preoccupante della prestazione. All'Allianz Stadium i bianconeri vengono dominati dalla formazione di Gennaro Gattuso, mostrando limiti tecnici, tattici e soprattutto caratteriali che aprono interrogativi profondi sul futuro della stagione. Ne parla Tuttosport in prima. 

La Lazio festeggia una vittoria che le permette di raggiungere l'Inter in testa alla classifica con 19 punti. La Juventus, invece, resta ferma a quota 11 dopo sette giornate, occupando l'ottava posizione e ritrovandosi già a otto lunghezze dalla vetta.

Numeri pesanti, ma ancora più allarmante è l'atteggiamento mostrato dalla squadra di Luciano Spalletti.

I tifosi fischiano, qualcuno lascia lo stadio prima del termine e la sensazione è quella di una formazione che ha smarrito non soltanto il gioco, ma anche la capacità di lottare nei momenti difficili.

Juventus-Lazio 0-3, Gattuso impartisce una lezione ai bianconeri

La Lazio arriva a Torino con un'identità precisa e con la convinzione di poter mettere in difficoltà la Juventus.

Gattuso prepara una partita aggressiva, sfruttando soprattutto le corsie esterne e la qualità dei propri interpreti offensivi.

Il vantaggio arriva nel primo tempo con Provstgaard, bravo a sfruttare un cross di Zaccagni e a battere Vicario di testa.

La formazione biancoceleste sfiora anche il raddoppio con Nuno Tavares, che colpisce la traversa con una conclusione deviata.

Nella ripresa la Juventus prova a reagire attraverso l'ingresso di Woltemade, ma è ancora la Lazio a trovare la rete.

Isaksen realizza il 2-0, mentre Dele-Bashiru completa il successo biancoceleste nel finale.

La differenza tra le due squadre è evidente.

La Lazio sa cosa fare, si muove con organizzazione e affronta ogni situazione con convinzione. La Juventus appare invece incerta, lenta e incapace di imporre il proprio gioco.

Lo Stadium fischia: una sofferenza che dura troppo

La reazione del pubblico juventino rappresenta uno degli aspetti più significativi della serata.

I fischi arrivano già all'intervallo, quando la Juventus rientra negli spogliatoi sotto di un gol.

Con il passare dei minuti, la contestazione diventa ancora più evidente.

Dopo il raddoppio e soprattutto dopo la terza rete, diversi spettatori decidono di abbandonare anticipatamente gli spalti.

Un'immagine che racconta il momento difficile del club.

La Juventus non riesce più a trasformare il proprio stadio in un fattore determinante.

Gli avversari arrivano a Torino senza timore, mentre i bianconeri sembrano avvertire il peso delle aspettative.

Non è soltanto una questione di risultati.

Il pubblico pretende una squadra capace di lottare, reagire e mostrare orgoglio anche nelle serate più complicate.

Contro la Lazio, invece, questi elementi sono mancati.

Bremer durissimo: "C'è gente che si nasconde"

Nel dopopartita, le dichiarazioni di Gleison Bremer accendono ulteriormente il dibattito.

Il difensore brasiliano non nasconde la propria delusione e affronta apertamente il tema dell'atteggiamento dei compagni.

"Non punto il dito, ma c'è gente che si nasconde. Io non posso portare tutti in braccio".

Parole pesanti, che evidenziano un problema di personalità all'interno del gruppo.

Bremer non indica responsabilità individuali precise, ma sottolinea come alcuni giocatori fatichino ad assumersi le proprie responsabilità quando la partita diventa difficile.

Un segnale che non può essere sottovalutato.

La Juventus ha bisogno di calciatori capaci di affrontare la pressione, non di nascondersi nei momenti decisivi.

Allo stesso tempo, anche i giocatori più esperti devono interrogarsi sul proprio rendimento.

La sconfitta contro la Lazio coinvolge tutti, senza eccezioni.

Spalletti sorpreso: "Certi atteggiamenti non mi sono piaciuti"

Luciano Spalletti, costretto a seguire la partita dalla tribuna per squalifica, riconosce apertamente la gravità della situazione.

"Un po' di sorpresa ce l'ho. Effettivamente stasera abbiamo evidenziato delle fragilità ed è lì che nascono i primi problemi: fai una scelta in ritardo, non vedi cose facili e porti troppo palla. Fatti degli errori sopra delle difficoltà già oggettive dall'inizio".