Serie A, la parole di Van Basten dividono il calcio: si accende il dibattito sulle proprietà straniere
L'ex centravanti rossonero Marco Van Basten ha parlato del calcio italiano criticando il crescente peso delle proprietà straniere nei club di serie A. Secondo l'olandese, molti investitori non avrebbero un legame reale con la storia dei club e questo rischierebbe di indebolire l'identità del nostro calcio. "Le proprietà straniere sono la rovina del calcio italiano. L'esempio è il Milan" ha detto l'ex attaccante. Il tema ha acceso il dibattito su Tmw Radio, dove diversi opinionisti hanno commentato le parole del tre volte Pallone d'oro. Dura l'opinione di Stefano Impallomeni, che sottolinea come il modello del calcio italiano sia cambiato in modo irreversibile e come il vecchio sistema non sia più sostenibile. "Il calcio è cambiato. Il presidente-imprenditore italiano fa fatica a reggere questi ritmi. Magari Van Basten si riferisce a un calcio che è finito".
PROGRAMMAZIONE IN ITALIA – Di tono più pragmatico Massimo Bonanni, che sposta il discorso sulla difficoltà di programmazione delle società italiane. "I presidenti vengono sempre criticati, perché i tifosi vogliono sempre qualcosa di più. In Italia si fa fatica a programmare: poche società lo fanno davvero, vedi l’Atalanta, altrimenti si vive per il risultato". Più critica e allineata invece la Daniele Garbo, che evidenzia la natura economica degli investimenti stranieri nei club italiani. "Le proprietà quando acquistano società italiane lo fanno per operazioni finanziarie ed economiche, per massimizzare gli utili. Non tutte però sono così, vedi Inter e Atalanta, che sono esempi virtuosi".
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