Esclusiva TJ

Birindelli (All. Pianese): "Next Gen poco brillante, volevamo giocarci tutto nella ripresa. Vi dico chi mi ha colpito della Juve. Spalletti? Uomo giusto per riaprire ciclo vincente"

Birindelli (All. Pianese): "Next Gen poco brillante, volevamo giocarci tutto nella ripresa. Vi dico chi mi ha colpito della Juve. Spalletti? Uomo giusto per riaprire ciclo vincente"TuttoJuve.com
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di Mirko Di Natale

Soltanto poche ore fa, Alessandro Birindelli ha regalato un grosso dispiacere alla "sua" Juventus. L'allenatore, che è stato protagonista nel successo della Pianese nei confronti della Next Gen, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di TuttoJuve.com per parlare del 2-0 di mercoledì sera e non solo:

Due giorni dopo, quali sono state le sensazioni inerenti al passaggio del turno ottenuto in casa della Juve?

"E' stato un grandissimo successo che ha reso felice un paese di 3800 anime, con una proprietà forte e un progetto sostenibile. C'è un gruppo tra dirigenti, squadra e staff davvero molto unito e che si è trovato bene fin da subito, pian piano stanno arrivando i risultati e con questo aumenta l'autostima. Siamo entrati in questi play-off con serenità e leggerezza, consapevoli di giocarsi partita dopo partita senza nulla da perdere".

La stessa leggerezza con cui affronterete, immagino, il Lecco nel prossimo turno dei play-off.

"Sì, non si può fare altrimenti. Le partite così ravvicinate e i continui viaggi limitano molto le energie, per questo bisognerà essere bravi nel dosare quelle fisiche e mentali. Penseremo più al recupero e al riposo che ad appesantire gli allenamenti in vista di domenica sera".

Tornando indietro di qualche ora, analizzando il match con la Next Gen, avete messo in campo tutto quello che avevate studiato?

"Da parte nostra sì, avevamo incontrato la Juve due volte in campionato e in quei confronti ci aveva permesso poco a livello di azioni da gol. Il loro palleggio continuo ci aveva messo in grande difficoltà, così come questa continua ricerca della superiorità tra le linee nella zona centrale. Noi avevamo già fatto una partita importante domenica e sapevamo di affrontare dopo tre giorni una squadra forte e che poteva contare su due rose tra campo e panchina in quanto tutti potenziali titolari. Siamo andati lì cercando di stare più accorti nella prima frazione, con l'intento di giocarci tutto nella ripresa con l'inserimento di forze fresche. Questa era stata la lettura, a volte può andar bene".

Ti aspettavi, invece, quel tipo di partita della Next Gen? I ragazzi di Brambilla sono sembrati fin da subito sottotono e non sono quasi mai riusciti a creare potenziali problemi.

"Mi aspettavo un pochino più di brillantezza, anche quando riuscivano a trovare quegli spazi intermedi a centrocampo e con Licina riuscivano a creare situazioni importanti di uno contro uno. Forse sono stati meno brillanti dal punto di vista individuale, però c'era in campo anche l'avversario che è stato bravo a chiudere tutti gli spazi interni. Abbiamo preferito concedergli quelli esterni per cercare di limitarli, riuscendoci. Poi penso anche che sia subentrata un po' di stanchezza, è normale che si verifichi quando giochi così ravvicinatamente".

Dei ragazzi della Next Gen, c'è qualcuno che ti ha rubato più l'occhio?

"Licina, Faticanti, Puczka che non stava benissimo, sono tutti giocatori molto importanti".

Che accoglienza hai avuto nelle volte in cui hai incrociato da avversario i bianconeri?

"Mi ha fatto piacere parlare con Gianluca e Giorgio prima della partita, è stato bello rivedere degli amici e degli ex compagni. Alla Juve sono stati undici anni di vita, non sono cresciuto solo come calciatore ma anche come persona. Per questo rimarrà sempre vivo nel mio cuore".

Come commenti la prima squadra che domani sera si giocherà la qualificazione in Champions a Lecce?

"Fatico a dare dei giudizi, ma sicuramente abbiamo visto una squadra che è cresciuta molto nel gioco dopo l'avvento di Spalletti. E' ancora un po' altalenante nei risultati, anche contro il Verona in casa in un match che dovevi vincere a ogni costo. E' vero che hai avuto tante occasioni, ma alla fine il risultato pieno non c'è stato. Ora bisognerà lasciare da parte quello che è stato, adesso c'è solo da conquistare la possibilità di giocare nuovamente l'anno prossimo questa competizione importante".

Spalletti, dunque, è l'uomo giusto per riaprire il ciclo vincente alla Juventus?

"Assolutamente sì, lo conosco poi molto bene visto che è stato mio allenatore e anche compagno di squadra per sei mesi. Con Luciano abbiamo condiviso tanti momenti belli a livello di vittorie. E' l'uomo giusto per ricostruire e per provare a portare questa squadra dove gli compete, penso sia arrivato nel momento giusto qui a Torino. E' la persona giusta per riaprire il ciclo vincente".

Ricordi cosa stavi facendo l'8 maggio 2005 a quest'ora?

"Sì, più o meno stavamo per scendere in campo contro il Milan. Era il match scudetto, come ricordare la rovesciata di Alex per il colpo di testa di David. Fu una partita bella e affascinante, come tutte quelle che valgono qualcosa del resto. E quel momento mi rimarrà per sempre dentro".

Si ringraziano Alessandro Birindelli e l'addetto stampa dell'US Pianese, nella persona di Jacopo Fanetti, per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.