Rampulla: "Conte si è autocandidato o autocelebrato? Non so, ma di sicuro sta soffrendo per il discorso Nazionale"

Rampulla: "Conte si è autocandidato o autocelebrato? Non so, ma di sicuro sta soffrendo per il discorso Nazionale"TuttoJuve.com
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di Redazione TuttoJuve

L'ex portiere della Juventus Michelangelo Rampulla, è stato intervistato sulle frequenze di Radio Tutto Napoli. Le sue considerazioni:

Le dichiarazioni di Conte dopo il Milan: sono una candidatura per la nazionale o si è solo autocelebrato?

"Guarda, non lo so sinceramente. Antonio è uno di quelli che ambisce sempre ad avere il massimo, sia prima di tutto da se stesso e poi da tutti i suoi giocatori e collaboratori. Io credo che anche lui in questo momento stia soffrendo per il discorso della nazionale, che altre volte non si è qualificata per i Mondiali. Questa è una cosa inconcepibile per una squadra che ha quattro Mondiali. Credo che lui ce l'abbia a cuore, perché qualsiasi cosa faccia, che alleni squadre o nazionali, cerca sempre di fare il meglio. E credo che il fatto che la nazionale abbia bisogno di un allenatore forte, Antonio sia forse il migliore."

Quindi accetterebbe?

"Non lo so, questo non lo so. Questo potrebbe entrare nella testa di Antonio per capire, ma io credo che lui in questo momento voglia fare bene a Napoli. Il campionato deve ancora finire, quindi la matematica non dà ancora ragione all'Inter e credo che Antonio voglia fare di tutto per cercare di avvicinarsi il più possibile. Poi l'anno prossimo, con la Champions League, credo che abbia un conto aperto, quindi la voglia di far bene credo che Antonio ce l'avrà sempre."

Tu ritieni giusta l'alternanza dei portieri o sei per la vecchia scuola con un titolare fisso?

"Io sono per tutte le innovazioni possibili e immaginabili, però in questo caso sono ancora un po' all'antica. Secondo me le grandi squadre devono avere due grandi portieri. La concorrenza serve probabilmente agli altri ruoli, agli altri calciatori, per cercare di migliorarsi in allenamento e mettere in difficoltà l'allenatore. Ma il portiere è un ruolo unico e credo che il 50-60% del ruolo del portiere sia mentale. Se io entro in campo con la paura di sbagliare perché altrimenti l'allenatore mi cambia, non entro psicologicamente al 100%. Per questo dico che sono rimasto un po' con i ruoli ben definiti. Poi il calcio moderno cambia, si evolve, però per me la cosa fondamentale è che il portiere deve parare. Il resto, come il gioco con i piedi o la costruzione dal basso, è un di più. Credo che Antonio lo conosca bene e abbia scelto Milinkovic-Savic proprio per questo, perché ha un lungo rilancio quando le squadre avversarie ti vengono a pressare."

Se Meret dovesse andare via, il Napoli avrà bisogno di un portiere titolare?

"Io credo che Milinkovic-Savic sia un portiere di grande esperienza. Con il passare del tempo e con l'esperienza acquisita negli anni credo che il portiere migliori. È il portiere della nazionale serba e gioca da tanti anni in Italia, quindi credo che sia anche un buon titolare. Avere un portiere di una nazionale di un certo livello è importante. Sarebbe utile affiancargli anche un giovane forte che possa poi, in futuro, prendere il posto."

Tra Milinkovic-Savic e Meret, chi preferisci?

"Io parlo per quello che è il mio modo di vedere. A me piaceva molto giocare con i piedi, perché quando ho iniziato il portiere era il secondo libero e giocavo spesso fuori dall'area di rigore. Quando una squadra gioca in pressione alta, il portiere deve stare sempre alto, quindi mi piace partecipare al gioco. Per quanto riguarda il Napoli, io sono sempre stato convinto che i portieri italiani siano i migliori. Meret nei primi anni ha vinto due campionati, quindi questo dice tanto. Credo che sia uno dei tre portieri della nazionale italiana, quindi è un grande portiere. Come dicevo prima, le grandi squadre devono avere due portieri forti, poi decide l'allenatore. Io resto sempre per la scuola italiana."