Pochesci: "Conte? 100% c'è la Juventus"
Mister Sandro Pochesci ha parlato anche della situazione di Antonio Conte a Radio Tutto Napoli, Le sue parole:
Pochesci sul futuro di Conte e il Napoli
Veramente la stampa, l'ambiente, quindi anche i tifosi e qualche influencer con i commenti social citati da Conte, hanno così tanto peso nella decisione di un allenatore esperto come Conte, oppure sono state anche dichiarazioni di facciata e i veri motivi dell'addio non li ha rivelati?
"Quello che lui ha detto è una delusione interna. Lui ha una delusione interna dei calciatori che naturalmente non può dire, ha ringraziato tutto quanto, ma è normale che qualcosa sia successo nello spogliatoio, perché uno carismatico e sanguigno come lui non può ascoltare quattro commenti che nel mondo ci stanno. Chi è che trovi un allenatore che piace in assoluto? Non esiste. Lo stesso Pep Guardiola che ha vinto, lo stesso Arrigo Sacchi che ha vinto, lo stesso Fabio Capello, Giovanni Trapattoni, ma non ci sono. Nel calcio la democrazia è la cosa più bella che c'è, la libertà di ognuno di esprimere quello che gli pare. Il problema di Antonio Conte, che è stato bellissimo il duetto con il presidente, soprattutto quando c'era qualcuno che lo chiamava al telefono e lui ha buttato il telefono, è stato un siparietto molto simpatico. È normale che i discorsi sono alti. C'è stata una bella chiamata per Conte da una squadra che lo sta pressando e che sicuramente gli sta a cuore, quindi uno più uno fa due. Aurelio De Laurentiis mi è sembrato come il lavoratore che cerca lavoro e prega di non trovarlo: lui voleva così, io ti aspetto fino all'ultimo. Però se io voglio convincere una persona ci metto un secondo a convincerla. Si sono piaciuti, si sono amati, si sono anche sopportati, però è arrivata la fine perché per lui un secondo posto è una sconfitta. Lui vuole stare sempre ai grandi vertici delle squadre che allena. La grande delusione non è il campionato, ma non essere riuscito a inserire i nuovi calciatori con il vecchio gruppo. Poi dice che non è riuscito a compattare, ma si compattano le piazze quando vinci. Quella è una scusa elegante per andarsene. Fare calcio a Napoli o a Roma è dura, vivi solo di questo. Conte vorrà tornare dove si sente a casa."
Juventus pronta per Conte?
Lei crede che ci sia già la Juventus pronta?
"100%, 100% c'è la Juventus. Luciano Spalletti ha detto resto alla Juve. Lui resta alla Juve perché ci sono anche gli esoneri. Il fallimento italiano è del Milan e della Juventus, non di Spalletti e di Massimiliano Allegri. Quando si vincono i campionati, i protagonisti sono le società. La Juventus è in un periodo dove non si capisce niente, cambia dirigenti continuamente. Il Napoli con De Laurentiis invece si mette lì e costruisce. Il Napoli negli ultimi anni è quello che fa più punti in Italia. Certo, quest'anno ci aspettavamo di più anche in Europa. Gli infortuni hanno inciso. Conte deve farsi una domanda su perché accadano tutti questi infortuni quando c'è più competizione. Per me deve rivedere la preparazione, perché c'è qualcosa che non funziona. Una squadra che gioca una volta a settimana è diverso da una che gioca due volte. Conte quando ha chiesto il campionato faceva il primo cambio all'85°."
Il tema Nazionale e il futuro del Napoli
Sugli infortuni è difficile dare giudizi dall'esterno. Oggi gli staff hanno dati e monitoraggi continui.
"Sì, quando superi i 30 anni il recupero è più lungo. Conte è un allenatore bravo, per me il migliore in Italia per risultati. Il gioco può piacere o no, ma incide sempre. Non mi è piaciuto quando parla di altre situazioni, tipo 'ho preso una squadra al decimo posto'. Quello che hai fatto lo vedono tutti. L'Italia vuole prendere Guardiola? Per me sbaglia. Serve un selezionatore per la Nazionale Italiana, non un allenatore. Non alleni la squadra ogni giorno. Serve tornare ai selezionatori come Enzo Bearzot o Ferruccio Valcareggi. Abbiamo già fallito anche con Sacchi, anche se abbiamo perso ai rigori un Mondiale. Il discorso di Conte su Guardiola era anche riferito a sé stesso: se la Federazione ha il budget per un top allenatore. È una candidatura implicita. Lui ha sempre nel cuore la Juventus. Noi allenatori sappiamo che i contatti veri arrivano tra febbraio e marzo. E lui un incontro con il presidente lo ha avuto. Poi si sono detti 'arrivederci'. Io non l'ho vista come una separazione improvvisa. Loro si conoscono bene. Poi il presidente ha detto 'vedremo il prossimo profilo del Napoli', che vuol dire dimissioni di fatto."
Allegri o un giovane profilo per il Napoli?
Allegri è l’obiettivo del Napoli, ma con Allegri che prospettive ci sarebbero per gli azzurri?
"Secondo me Allegri a Napoli dura meno che a Milano, anche perché a Napoli ci vuole un altro tipo di profilo. Napoli è una squadra che ha una rosa importante, ma il pubblico napoletano e romano vuole vedere qualcosa di spregiudicato, una squadra che trascina il pubblico, non il contrario. Io penso che il Napoli debba andare a scoprire un allenatore, e ci sono dei profili in Italia. A me piace molto Fabio Grosso come allenatore, è sempre equilibrato e fa giocare bene la squadra. Penso sia arrivato il momento di dargli una squadra importante. Io invece vorrei un profilo giovane, con entusiasmo, quasi di arrivo ma anche di crescita. Grosso mi incuriosisce molto."
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