Beccantini: "L’Abatone di Certaldo ha fatto il possibile; Comollì, di più. Venerdì il 41° anniversario dell’Heysel, poco è cambiato"
Roberto Beccantini, attraverso le pagine del suo sito internet, ha commentato il pareggio della Juventus nel derby e la mancata qualificazione dei bianconeri alla Champions League.
Beccantini commenta il derby e il flop Juventus
Le sue considerazioni: "In Premier, come da noi, era l’ultima giornata. Là, tutti insieme appassionatamente. Da noi, no. Il derby. Venerdì sarà il 29 maggio, 41° anniversario dell’Heysel. Poco è cambiato.
Il tifoso juventino ferito
Riporto: fuori dello stadio, incidenti tra tifosi, uno della Juventus all’ospedale, colpito da un «oggetto contundente» (una bottiglia di vetro, pare), trauma cranico, codice rosso, operato d’urgenza, prognosi riservata.
Le polemiche sul derby
La curva del Toro ritira gli striscioni. Il covo goebo invita i suoi prodi a non giocare; Manuel Locatelli, il capitano, cerca di rabbonirlo.
Le critiche alla gestione dell’ordine pubblico
D’accordo, non una grande idea, quella della società di Urbano Cairo, di vietare l’ingresso ai simboli rivali in almeno due settori, ma dovrebbe esserci un limite, un confine. Per tutti, per tutto. Invece no: homo homini lupus.
Troppo comodo dire «questi sono». No: «questi siamo».
Alla fine, 70’ dopo, si gioca: senza il popolo juventino, senza alcune frange granata, con tanti saluti alla contemporaneità.
Juventus avanti di due gol
Se la cornice è orribile, il quadro, modesto, si regge sui fiammiferi degli episodi. Madama va avanti di due, addirittura, con l’unico centravanti che, tale essendo, probabilmente cambierà aria. Complice Ebosse al 24’; in contropiede, su tocco di Conceiçao, al 54’.
I cambi di Spalletti e la rimonta del Toro
Se le notizie dagli altri campi sono mazzate, non è che i cambi di Luciano Spalletti siano corazze. Al contrario di quelli di Roberto D’Aversa che, avendo salvato il salvabile, verrà probabilmente rimosso.
Con la Vecchia in controllo, e Paleari provvidenziale su Cambiaso (al diavolo la consecutio), Casadei, un panchinaro, incorna un corner di Obrador. E’ il 60’: l’Abatone toglie Vlahovic. Mah. Dentro David. Ari-mah.
Il pareggio finale del Torino
Il Toro fiuta scoramenti e rallentamenti. Sotto, allora. Ennesimo angolo, mischia, zampata di Adams, riservista ennesimo ed emerito, spalla di Holm: 2-2 all’88’.
I verdetti finali della Serie A
Sentenze: la Roma di Gasp (e di Malen: posso?) e il Como di Cesc (chapeau) in Champions; Milan – rimontato clamorosamente dal Cagliari a San Siro- e Juventus in Europa League (ultima volta, dall’estate, nella stagione 2010-2011, con Delneri). L’Abatone di Certaldo ha fatto il possibile; Comollì, di più.
Le classifiche di Beccantini
Per concludere, la mia griglia d’agosto:
Napoli, 2) Inter, 3) Milan, 4) Juventus, 5) Atalanta, 6) Roma, 7) Fiorentina, 8) Lazio, 9) Bologna, 10) Como, 11) Torino, 12) Genoa, 13) Udinese, 14) Parma, 15) Sassuolo, 16) Cagliari, 17) Verona, 18) Lecce, 19) Pisa, 20) Cremonese.
Questa, in compenso, la classifica di maggio:
Inter, 2) Napoli, 3) Roma, 4) Como, 5) Milan, 6) Juventus, 7) Atalanta, 8) Bologna, 9) Lazio, 10) Udinese, 11) Sassuolo, 12) Torino, 13) Parma, 14) Cagliari, 15) Fiorentina, 16) Genoa, 17) Lecce, 18) Cremonese, 19 Verona, 20) Pisa".
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