Presidenza FIGC, Abete: “Nessun confronto con la Serie A”
Oggi Giancarlo Abete, possibile candidato alla presidenza della FIGC, ha incontrato la Lega di Serie B per illustrare il suo possibile programma di rilancio del calcio italiano. Ecco le sue parole ripresa da Tmw: "È stato un confronto positivo, una chiacchierata importante sui problemi del calcio. Adesso sta arrivando il presidente Malagò, avrà anche lui il suo incontro e poi la Lega di B farà le riflessioni che deve fare. Per me è importante che in questa fase ci sia un approfondimento dei problemi: se ci sono, ci sarà un motivo, al di là delle persone che si propongono. Il metodo che ha utilizzato la B, e che venerdì utilizzerà la C, è un metodo vincente: consente la massima partecipazione e una riflessione sulle problematiche esistenti. L’obiettivo era ed è che tutte le componenti si mettano a un tavolo per discutere delle problematiche: alcune sono interne, altre riguardano i rapporti tra le componenti e altre richieste da motivare al governo e al Parlamento. Per chiedere bisogna legittimare un percorso e anche dare priorità: se le richieste sono tante senza ordine di priorità, poi si corre il rischio che ci si incarti”.
Ha già deciso quando scioglierà le riserve?
“Io ho già detto che sarei andato avanti: la presentazione di una candidatura, dal mio punto di vista, serve a determinare e facilitare un percorso nei 40 giorni successivi (tra il deposito delle candidature, 13 maggio, e le elezioni, 22 giugno, ndr) di approfondimento delle tematiche. Noi sappiamo come vanno le cose nel nostro Paese. Si semplifica e, senza competizione, tutti chiedono cosa faccia il presidente: qui il problema non è la qualità della persona che sarà presidente della Federazione, da questo punto di vista c’era e c’è un presidente di qualità come Gabriele Gravina, però la capacità di affrontare i problemi esistenti dopo averne fatto sintesi. Altrimenti chiunque sia il presidente della Federazione non riuscirà a risolvere i problemi: se chi gli sta attorno non riesce a fare una sintesi, non basta nemmeno un grande presidente”.
Ha notato differenze rispetto ad altri confronti?
“Non ci sono stati. Questo è un incontro fatto con tutte le società presenti, e quindi con la possibilità di ascoltare, parlare, rispondere a domande. Lo stesso avverrà venerdì con la Lega Pro. Con la A non c’è stata alcuna opportunità di confronto, mentre con calciatori e allenatori abbiamo parlato con i livelli apicali delle organizzazioni, né con gli ogni direttivi né con i delegati”.
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