Caressa: “Vi spiego perché fatico a capire la Juventus”

Caressa: “Vi spiego perché fatico a capire la Juventus”TuttoJuve.com
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di Benedetta Demichelis

Fabio Caressa, sul suo canale YouTube, ha parlato della prestazione della Juventus contro il Verona: "Io la Juventus quest'anno non sono riuscito a capirla. A tratti mi è sembrava una squadra bellissima, divertente. Forse ha ragione Spalletti. A tratti mi è sembrato, ecco, Spalletti ha detto: "ogni tanto diventiamo dei ragazzi", cioè perde un po' di vista il lavoro di insieme. Ecco, questo mi sembra che ogni tanto faccia la Juventus.Ma l'aveva detto anche Spalletti, vi ricordate nel periodo nero della Juve? Allora, Spalletti la prende all'inizio qualche difficoltà, poi un bel salto in avanti, la Juve incomincia a giocare bene. Spalletti dice in alcune dichiarazioni che incomincia a vedere delle cose, poi la Juve torna indietro e Spalletti dice: "Mi ero illuso di essere arrivato a un buon livello, invece dobbiamo ancora lavorare". Poi migliora e poi fa dei primi tempi come quello col Verona in cui ognuno cerca la soluzione personale.

Cioè, ecco, mi è sembrato contro il Verona che la tendenza fosse a cercare di diventare salvatori della causa, ma non lavorando tutti insieme, cioè cercando ognuno di fare qualcosa per conto suo, che è sempre la strada sbagliata, perché nel calcio, certo, alcuni lo possono fare, Ronaldo, Messi, Maradona, Lamine. Ci sono quei fuoriclasse che la possono risolvere anche da soli, ma comunque inseriti in un contesto. Ecco, ogni tanto la Juve, secondo me, perde di vista il contesto, cioè perde di vista l'unità di squadra, perde le certezze nel credo dell'allenatore, perché l'allenatore sicuramente, l'abbiamo visto in alcuni momenti, è riuscito a trasmettere quello che voleva trasmettere, è riuscito a entrare, come dice lui, nella testa dei giocatori e quindi i giocatori si sono mossi in campo secondo certi dettami. Certo, poi con l'indipendenza di giudizio e l'indipendenza tecnica che ognuno porta, l'uno contro uno di Yaman, l'uno l'uno contro uno di Yildiz, l'uno contro uno di Conceicao. Però oltre a mancare l'apporto decisivo della punta centrale, cioè di quello che scardina l'area di rigore e fa gol, che è sempre mancato in tutto l'anno perché David non è stato all'altezza e Vlahovic è mancato fisicamente nel corso della stagione. A parte questo, ogni tanto ho avuto proprio questa sensazione che quasi Spalletti che era entrato nella testa dei giocatori ne uscisse a un certo punto la sua filosofia, il suo modo di pensare, il suo modo di giocare e i giocatori tornassero a un po' di egotismo, cioè a un po' di fiducia in se stessi più che in quello che stavano facendo per il bene della squadra. E quello è stato un limite, limite che va risuperato per la Juve in queste ultime tre giornate perché la Roma si è rifatto sotto".