Di Benedetto a RBN: "Non posso credere che Douglas Luiz e Koop abbiano disimparato a giocare a calcio"

Di Benedetto a RBN: "Non posso credere che Douglas Luiz e Koop abbiano disimparato a giocare a calcio"TuttoJuve.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 17:00Podcast TJ
di Giulia Borletto

Quando quest'estate era arrivata la notizia della cessione (in prestito) di Douglas Luiz, i tifosi della Juventus hanno tirato un respiro di sollievo, memori della brutta stagione da poco conclusa. Il brasiliano era stato portato a Torino da Cristiano Giuntoli, era stato pagato tanto, ma con l'idea che avrebbe confermato e raddoppiato la spesa a suon di gol e di giocate. Il risultato è stato invece pessimo, al limite del fantozziano, perchè oltre ad aver disatteso le aspettative, l'ex Aston Villa è stato più spesso nel tabellino degli indisponibili che in quello dei marcatori. Si è parlato di mancato adattamento, di poca empatia col gruppo, di problemi con Thiago Motta prima e Tudor dopo, difficoltà con la lingua, insomma: non ha neanche fatto in tempo a decollare il rapporto col mondo Juve che già era arrivato il momento di scendere. Per lui quindi Nottingham Forest e poi un ritorno a Birmingham a gennaio, dove però pare non ci siano i presupposti per parlare di riscatto. Quindi di chi è la colpa? I bianconeri sono alle prese con un Arthur 2.0? Ne abbiamo parlato insieme al collega di Tuttomercatoweb, Lorenzo Di Benedetto durante RBN Cafè. "Questo genere di giocatore non ama rimettersi in gioco. Lui e Arthur sono simili anche come carattere, come se si sentissero già appagati dopo aver giocato qualche buona stagione, poi però negli anni successivi sono stati in grado di disattendere tutte le aspettative. Arthur me lo ricordo quando giocava a Barcellona e lo avevo visto in una partita con l'Inter.

Quando lo vidi al Camp Nou, era poco dopo Xavi e Iniesta e ho subito pensato che il club era stato bravo a trovare subito un degno sostituto. Le qualità erano indiscutibili, ma caratterialmente non è stato all'altezza dei giocatori che hanno una grande carriera davanti a sè. Douglas Luiz è uguale, idem Koopmeiners: non posso credere che questi giocatori disimparino a gicoare a calcio. Io la chiamo la sindrome di Torres che quando passò al Chelsea sembrava un altro giocatore".

Ascolta l'intervento nel podcast