Ori a RBN: "Allisson? Basta giocatori acciaccati. Col Milan ho solo paura di una cosa..."
Secondo i tifosi della Juventus e non solo, se la dirigenza potesse usufruire di un consistente gruzzoletto di denaro, non dovrebbe "sprecarlo" in una zona in particolare del campo: la porta. Non sei obbligato insomma ad avere un grandissimo estremo difensore, se nel resto del campo hai una squadra ben organizzata, una squadra formata dai giusti giocatori. Questo discorso calza a pennello in un momento in cui in casa bianconera si parla del futuro di Di Gregorio e Perin e di quanto Spalletti riabbraccerebbe volentieri Alisson, suo ex portiere ai tempi della Roma. Il brasiliano è al momento ai box per un problema al bicipite femorale che lo ha bloccato ad inizio aprile e di cui ancora non si conoscono i reali tempi di recupero. Quindi, a fronte di una spesa che per il Liverpool non dovrebbe essere sotto ai 15 milioni di euro, alla Juventus converrebbe davvero investire su un giocatore, di esperienza e con una bacheca carica di trofei, ma acciaccato? Ne abbiamo parlato insieme a Nino Ori questa mattina, durante RBN Cafè. "La prima regola se si parla di mercato è: comprare dei giocatori sani. Prendere dei giocatori che prima dell'acquisto hanno una storia clinica imbarazzante non è un buon modo di operare. Holm è un bel giocatore ma non sanissimo, Zhegrova, il secondo Pogba, Djalo, Milik, Nico Gonzalez, con Kalulu c'è invece andata bene. Sono stati affari pessimi e io adesso Alisson lo lascerei dove sta. Su Bernando Silva o Lewandowski non possiamo discutere: migliore al mondo c'è solo Kane prima del polacco. Anche Pirlo arrivò alla Juventus avanti con gli anni ed è arrivato il momento di avere di nuovo dei giocatori simili a lui.
Milan-Juve? Vorrei solo rivedere una partita fatta come quella con l'Atalanta. Quelle belle partite in cui gli altri giocano e noi vinciano con un gol di fortuna anche. Ho solo paura che Allegri non ci cascherebbe, è troppo esperto in questo tipo di partite: è lui che fa fare alle avversarie l'Atalanta di turno. Forse alla fine mi accontenterei di un pareggio".
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