Esclusiva TJ

Lewandowski, parla l'ex ct Michniewicz: "Da tifoso spero nella Juve, ma è opzione rischiosa. Ne parlerà con Szczesny. Futuro? Deciderà in base a quattro aspetti differenti"

Lewandowski, parla l'ex ct Michniewicz: "Da tifoso spero nella Juve, ma è opzione rischiosa. Ne parlerà con Szczesny. Futuro? Deciderà in base a quattro aspetti differenti" TuttoJuve.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 11:30Primo piano
di Mirko Di Natale

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato, in esclusiva, l'ex ct che ha allenato Robert Lewandowski nel 2022, Czesław Michniewicz, per parlare approfonditamente del suo pupillo e non solo:

Sono giorni importanti per il futuro di Robert Lewandowski, con Juventus e Milan molto interessati a firmare uno dei free agent più ambiti nel mercato dei parametri zero. Che ne pensa?

"Robert Lewandowski ha sempre preso decisioni molto ponderate, e ora si trova in una fase della sua carriera in cui il progetto sportivo e la stabilità personale contano più della storia di un club. Sia la Juventus che il Milan sono squadre enormi, con due allenatori esperti che sanno come lavorare con giocatori di livello mondiale e come massimizzare il loro potenziale nella fase giusta della carriera".

Credo che la storia di un club possa essere sempre un qualcosa di convincente, visto che qui parliamo della squadra in cui hanno giocato Alex Del Piero, Michel Platini, Omar Sivori, Cristiano Ronaldo e tanti altri fuoriclasse.

"Vero, ma questo aspetto non è importante. Non si tratterebbe di una decisione sentimentale legata alla storia del club o a nomi come Platini o Del Piero, ma piuttosto di una scelta basata sulla fiducia nel progetto sportivo. Tuttavia, bisogna essere chiari: la Juventus di oggi non è più la potenza dominante di un tempo e si trova attualmente in una fase di ricostruzione, il che la renderebbe un'opzione sportiva più rischiosa".

Dunque la domanda sorge spontanea: che tipo di progetto sta cercando Lewandowski?

"Le domande saranno in realtà molto specifiche: la squadra è pronta a competere per vincere subito dei trofei? E' in possesso di un modello offensivo chiaro e adatto al suo profilo? Anche le informazioni derivanti dall'interno possono giocare un ruolo fondamentale, nella fattispecie Wojciech Szczęsny conosce molto bene la Juventus e può fornire a Robert un quadro reale di come funziona il club. E c'è anche altro".

Che cosa?

"Non dimentichiamoci dell'aspetto personale. che è altrettanto importante. Lewandowski ha una famiglia e dei figli, quindi le decisioni riguardano anche l'adattamento, un nuovo ambiente e il benessere generale dei suoi cari. Per questo motivo, la sua decisione finale sarà una combinazione di diversi fattori: livello sportivo, qualità del progetto, possibilità realistiche di successo e stabilità familiare".

Diceva che il modello offensivo sarà molto importante nella scelta di Lewandowski. La Juve è il secondo attacco in Italia, ma l'attacco fa davvero fatica a segnare. Non potrebbe essere tentato a risollevare un reparto in difficoltà?

"L'attuale Juventus non crea tante occasioni da gol quanto le migliori squadre d'Europa, quindi dobbiamo essere realistici. Con il supporto di giocatori come Francisco Conceição e Kenan Yıldız, Lewandowski garantirebbe comunque dei numeri importanti. Realisticamente, stiamo parlando di oltre 20 gol in Serie A".

Come potrebbe influenzare la mentalità della squadra?

"Lewandowski porta una mentalità vincente, professionalità e standard lavorativi elevatissimi. Giocatori come lui cambiano la cultura quotidiana nello spogliatoio: alzano le aspettative, accelerano la crescita dei giovani e stabilizzano la squadra nei momenti difficili. Tuttavia, un solo giocatore non può cambiare tutto: la struttura e l'organizzazione del club rimangono sempre fondamentali".

Alla fine, a suo parere, Lewandowski andrà alla Juve?

"Chissà (sorride ndr), personalmente sarei felice se Robert Lewandowski diventasse un giocatore bianconero. Perché tifo per la Juve dagli anni '80, da quando giocavano contro il Widzew Łódź nelle competizioni europee".

Arek Milik è arrivato alla Juventus nel 2022 nel momento in cui era il selezionatore della Polonia. L'aveva mai contattata per chiederle di accettare o meno l'offerta bianconera?

"In realtà Arkadiusz Milik comprese fin da subito molto bene la situazione. In un club come questo, la cosa più importante è essere pronti per una forte competizione, per il turnover e per sfruttare al massimo ogni opportunità. Perché il margine di errore è minimo".

E purtroppo adesso è infortunato, con la conseguenza di una stagione già finita ad aprile.

"Sì, il fattore chiave è la condizione fisica. In un club come la Juventus, bisogna essere pronti a giocare ogni tre giorni per tutta la stagione: campionato, coppe e nazionale. Si tratta di un carico fisico enorme, e non tutti sono in grado di sostenerlo. Un Milik in piena forma è un ottimo attaccante e può essere una vera risorsa per la squadra, ma per il club la cosa più importante è la disponibilità del giocatore. La Juventus deve valutare il rischio, mentre Milik deve valutare il suo ruolo e le possibilità di giocare con regolarità. Se gli infortuni dovessero persistere, un trasferimento in un altro club diventerebbe uno scenario realistico".

Si ringrazia Czesław Michniewicz per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.