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Estigarribia ricorda la terza stella: "Avevamo fame di scudetto, lo Stadium la nostra forza. Nessuno credeva in noi. Juve? Tornerà a vincere"

Estigarribia ricorda la terza stella: "Avevamo fame di scudetto, lo Stadium la nostra forza. Nessuno credeva in noi. Juve? Tornerà a vincere"TuttoJuve.com
© foto di Andrea Ninni/Image Sport
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di Mirko Di Natale

6 maggio 2012, un momento indimenticabile. E' la sera del trentesimo scudetto, della terza stella, della gloria, della celebrità e della chiusura di un cerchio. E' il primo di nove scudetti consecutivi, vinto da imbattuti in un campionato palpitante fino agli ultimi istanti. Chi se lo ricorda bene è senz'altro Marcelo Estigarribia, che TuttoJuve.com ha raggiunto in esclusiva per ricordare quanto accaduto nella magica notte di Trieste e non solo:

Oggi che giorno è?

"Come posso dimenticare, è il giorno in cui abbiamo vinto il trentesimo scudetto a Trieste".

Il 2-0 al Cagliari e la contemporanea sconfitta del Milan nel derby con l'Inter regalarono alla Juventus la terza stella.

"Sì, una serata indimenticabile. Sono già passati quattordici anni, ma francamente sembra accaduto l'altro ieri. Tutti si aspettavano il successo dell'Inter o del Milan, non della Juve. La squadra arrivava da due settimi posti consecutivi e nessuno credeva in noi, invece ce l'abbiamo fatta da imbattuti".

I primi ricordi dopo la vittoria del titolo?

"Grossi festeggiamenti tra di noi, condivisi con tutto lo staff del mister e la dirigenza. Una folla pazzesca al ritorno a casa, ho visto persone che avevano fatto le ore piccole per aspettarci e che piangeva per noi. Ancora adesso è emozionante solo a ricordare tutto questo".

Ai nastri di partenza, quando non eravate accreditati per la vittoria, quale era il vostro ideale?

"Abbiamo lavorato, sin dal primo giorno, per lottare con le altre squadre. Fu molto importante questo, perché l'obiettivo era abbastanza chiaro: volevamo tornare a vincere. A distanza di anni mi sento ancora invincibile. E nessuna squadra, dopo di noi, ha più vinto la Serie A da imbattuta".

Quando è che avete avuto la sensazione di poter vincere davvero lo scudetto?

"Non perdere a Napoli ci diede la consapevolezza di poter davvero vincere lo scudetto. Perdevamo 3-1 su un campo molto difficile, riuscire a rialzare la testa e trovare la forza per pareggiare ci convinse a perseguire ancora di più il nostro obiettivo. Tutti noi eravamo concentrati sullo scudetto".

Ricordo che qualcuno, in quel periodo, definì un po' fortunosi i vostri risultati. Soprattutto dopo l'1-1 di San Siro col Milan, ricordato per i gol annullati a Muntari e Matri.

"Questa cosa fa abbastanza sorridere. Non può esserci nessuna discussione sul nostro successo, lo dicono i numeri e le prestazioni. La vittoria del titolo non arrivò affatto per fortuna, noi vincemmo tutti gli scontri diretti in casa e riuscimmo sempre a non mollare mai. Anche nelle partite in cui sembrava girare tutto storto, riuscivamo ad avere la forza di dire la nostra. Altro che aiutati, fu un cammino strepitoso".

Lo Stadium, in effetti, fu il vostro dodicesimo in campo.

"Fu la nostra forza. Il pubblico fu sempre pronto a spingerci, anche nei momenti difficili e di difficoltà".

La domanda che si fanno molti tifosi: ma senza Antonio Conte, avreste mai vinto quello scudetto?

"Sinceramente non lo so, per me la vittoria è arrivata anche grazie ad una serie di incastri giusti. Mister Conte fu l'uomo giusto al momento giusto, gli acquisti si rivelarono essere tutti azzeccati e fu messa una base importante per il futuro. Pirlo, Vidal, Lichtsteiner, Vucinic, Giaccherini e tutti gli altri arrivati quell'anno furono protagonisti anche dei successivi scudetti".

Avevate anche il blocco dei campioni.

"Sì, tutti avevano una gran fame di scudetto. Non si vinceva da troppo tempo, c'era la volontà di invertire il trend".

La Juve, in conclusione, potrà nuovamente aprire un ciclo come accaduto a voi nel 2012?

"Assolutamente sì, è solo questione di tempo. Il DNA del club è un qualcosa che non si può cambiare, anche in periodi come questo in cui non si vince. La Juve tornerà grande e lo farà molto presto".

Si ringrazia Marcelo Estigarribia per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.