Locatelli: “Giallo per simulazione? Non poteva darmi quel cartellino. Io non simulo e non si può simulare con il Var. Non abbiamo più alibi, dobbiamo vincere per andare in Champions”
Manuel Locatelli ha parlato a margine della presentazione del Documentario Stories of Strenght. Ecco le sue parole ai media riprese da TuttoJuve.com:
Una storia di forza, forza interiore, anche di entusiasmo per la vita. Ti chiedo, questo podcast è molto emozionante, che cose ti ha lasciato?
"Sì, è stato veramente molto emozionante. Spesso le persone ci vedono come degli idoli, degli esempi, ma tante volte loro sono i primi esempi nostri. Molte volte le persone ci scrivono, chiaramente, e noi leggiamo, ma quando tu vedi delle persone, le tocchi con mano, senti quello che hanno da dirti, guardandoti negli occhi è una cosa che ti entra dentro. Siamo, chiaramente, dei privilegiati, abbiamo la responsabilità anche per queste persone. Per oggi io devo dire grazie a loro perché mi hanno lasciato tanto, perché mi sono emozionato e perché per me loro sono degli esempi da seguire".
Tu sei il capitano di questa squadra e delle emozioni che è sincera, che è proprio trasmessa. Adesso andate a giocare una partita importante per voi. Io credo che queste cose servano anche a preparare momenti di questo tipo. Non so se poi magari nello spogliatoio, anche da questo punto di vista, queste emozioni si possono trasmettere in qualche modo, diventare uno stimolo in più per fare bene, già cominciare da Lecce...
"No, chiaramente, sappiamo le responsabilità che ci sono a giocando nella Juve per questi tifosi e per tutti gli altri milioni di persone che ci tifano, è una cosa che ci ricordiamo sempre, perché giocare qui è un’altra cosa, è diverso rispetto alle altre. Sappiamo che dipende tutto da noi ancora per andare in Champions League e questa deve essere la base. Noi dobbiamo vincere le partite senza parlare troppo, senza fare troppi calcoli. Bisogna vincere le partite e andare in Champions League".
Ti ha detto Spalletti che bisogna tenere il livello alto. Che tipo di riflessioni si possono fare anche? Perché in questa stagione avete dimostrato di fare anche delle partite di grande coraggio...
"Sì, credo che quella cattiveria agonistica ci manchi un po’ in determinati momenti. Credo che bisogna cercare di far gol perché poi le partite rimangono aperte. È una colpa di tutti, non è una cosa degli attaccanti, ma avere più cattiveria sottoporta sicuramente ci aiuta perché poi si indirizzano le partite. Il mister ci ha detto questo, è una cosa che stiamo analizzando. Quel pizzico di cattiveria in più ci deve essere".
Ora c’è una situazione un po’ di pericolo, un po’ di strizza. Se mi passi il termine, vi può fare bene ora?
"No, ma non credo ci sia, come ho sempre detto, la strizza nel calcio alla fine è relativa. Noi siamo abituati a questo tipo di pressioni. La cosa importante è che dipende ancora tutto da noi. Dobbiamo giocarci queste partite importantissime con maturità, che è una cosa che secondo me stiamo avendo, perché comunque stiamo cercando di mantenere sempre il possesso della palla. Però ci manca quella cattiveria lì, che in determinate partite è fondamentale e ci deve essere nelle prossime partite"
Come state mentalmente e fisicamente?
"In questo momento della stagione non c’è un 1-10, bisogna stare tutti a 10. Ci giochiamo la Champions League, sappiamo quello che ci giochiamo, non c’è alibi di non stare bene fisicamente e mentalmente. Bisogna stare tutti a 10, poche parole, lavorare tanto, stare insieme e vincere le partite"
Manuel, hai parlato tanto di pressione, di quello che comunque questo cammino verso la conquista della Champions League può portare. Il fatto di andare anche su campi tosti, campi caldi, come ad esempio Lecce, come ad esempio il derby all’ultima giornata. Questo è il tipo di pressione che forse può giocare uno scherzo o al contrario può stimolarvi ancora di più?
"Arrivati a questo momento della stagione, qualsiasi partita è difficile. Sappiamo che Lecce sarà una partita difficile, ma non ci sono alibi, non ci sono scuse. Non c’è Lecce che è una partita difficile: noi dobbiamo vincere perché siamo la Juve e perché per andare in Champions League devi vincere, non devi guardare gli altri, devi pensare a te, al tuo percorso e a quello che devi raggiungere".
Quanto ti dispiace per quel giallo che ti costa un’ammenda per simulazione e la diffida in un momento importantissimo...
"No, tantissimo, tantissimo. Mi sono arrabbiato. Io di solito non parlo di arbitri, non mi piace, ma non può darmi quel giallo lì. Io ho sbagliato perché dopo ero nervoso e sicuramente essere nervoso non aiuta la squadra, però sicuramente è una cosa a cui ho pensato perché non simulo e non si può simulare col VAR, quindi è un giallo che non mi deve dare. Però questo è il calcio, si accetta, si accetta qualsiasi cosa, non è ancora il punto, però sicuramente devo stare ancora più attento".
State calmi o arrabbiatevi?
"Sì, ma sono entrambe le cose. Come ho già detto, dipende da noi, sicuramente non siamo per niente felici, non possiamo essere felici della partita che abbiamo fatto con il Verona, quindi si deve essere arrabbiati per quello, ma con la consapevolezza che dipende da noi, con la consapevolezza dei nostri mezzi e della nostra qualità che bisogna vincere questa partita".
Manuel, tornando a questa sera sul palco, l’abbraccio più lungo che forse hai sentito lo hai dedicato a Pietro, il ragazzo italiano. Volevo dirti cosa ti porti a casa dalla sua storia...
"No, la cosa bella è che lui ha sempre detto che l’unica cosa che non ha mai abbandonato è la Juve ed è quello che dicevo prima, non è solo calcio, la gente pensa che questo sia solo calcio, ma non è solo calcio. Delle volte va normalizzato, però aver dato a queste persone questa forza di reagire, di lottare nei momenti bui è sicuramente un qualcosa di positivo ed è una responsabilità che abbiamo. Li abbraccio tutti con trasporto perché è bello, è emozionante, tanto per loro quanto per me poterli abbracciare, perché come ho già detto, toccare con mano queste storie è una cosa bellissima e come ho detto li ringrazio perché è stata veramente una bella iniziativa, complimenti alla Juve per quello che sta facendo, complimenti a loro, un abbraccio ai genitori perché da genitore capisco cosa possono aver provato e complimenti a loro per le reazioni che hanno avuto. Il messaggio è che fino alla fine forza Juve, questo è sempre il messaggio. Grazie a tutti".
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