Perinetti: “Conte sarebbe un grande ct. Carnevali può riportare la Juve al vertice”
ntervenuto ai microfoni di Fuori di Juve su Radio Bianconera, Giorgio Perinetti ha commentato l’elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC, definendolo la figura giusta per affrontare una fase delicata del calcio italiano.
“Malagò ha lo sport nelle vene e ha sempre dimostrato grandi capacità manageriali. Il calcio è un ambiente complesso e pieno di insidie, ma oggi siamo praticamente all’anno zero. Ha ragione quando dice che, se con un consenso quasi unanime Gravina non è riuscito a incidere, il compito sarà particolarmente difficile. Servirà un nuovo rapporto con la politica e una riorganizzazione profonda del sistema”, ha spiegato Perinetti.
Sul tema della Nazionale, il dirigente ha indicato Antonio Conte come uno dei profili più adatti per il ruolo di commissario tecnico: “Conte e Mancini hanno già dimostrato il loro valore in azzurro. Conte, pur senza vincere un trofeo, riuscì a ottenere risultati importanti con una rosa non eccezionale. È un allenatore che sa incidere e trasmettere immediatamente la propria mentalità”.
Passando alla Juventus, Perinetti ha espresso fiducia nel nuovo dirigente Giovanni Carnevali: “È una persona che ha costruito il proprio percorso con gradualità e competenza. Arriva nel club più importante d’Italia e merita fiducia. Al Sassuolo l’obiettivo principale era la sostenibilità, alla Juventus bisogna vincere. Proprio per questo credo che possa contribuire a riportare ordine e stabilità all’interno della società”.
Sul fronte mercato, il dirigente ha affrontato il tema Dusan Vlahovic: “Farei il possibile per trattenerlo, ma senza alterare gli equilibri del club. Molto dipenderà dalle intenzioni del giocatore. Se vuole privilegiare soltanto l’aspetto economico potrebbe scegliere altre destinazioni, ma se punta a restare competitivo ad alti livelli, la Juventus può ancora rappresentare una soluzione importante”.
Perinetti ha poi promosso Randal Kolo Muani, sottolineando però le difficoltà economiche del calcio italiano nel trattenere i migliori talenti: “È un ottimo giocatore e conosce già l’ambiente bianconero. Oggi però il nostro campionato fatica a competere con la potenza economica degli altri grandi tornei europei. Valorizziamo i giocatori, li facciamo crescere e spesso siamo costretti a cederli”.
Infine, una riflessione su Gleison Bremer: “È un difensore di alto livello, ma nel calcio moderno ogni eventuale sacrificio va valutato in funzione delle opportunità che può generare sul mercato. Bisogna capire se una cessione permetterebbe davvero di migliorare la squadra nel suo complesso”.
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