Mauro: “La Juve non c’è più”

Mauro: “La Juve non c’è più”TuttoJuve.com
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di Fabio Moretti
Juventus, Massimo Mauro durissimo: "Giocatori sopravvalutati, manca il senso di appartenenza". Spalletti difeso

La crisi della Juventus non dipende soltanto da Luciano Spalletti. Ne è convinto Massimo Mauro, ex centrocampista bianconero e del Napoli, che in un'intervista rilasciata a Gazzetta ha analizzato senza mezzi termini le difficoltà della squadra dopo la sconfitta contro il Genoa. Nel mirino dell'ex calciatore finiscono soprattutto l'atteggiamento dei giocatori, la mancanza di personalità e alcune scelte compiute negli ultimi anni sul mercato.

Secondo Mauro a Gazzetta, il problema principale della Juventus riguarda la perdita di identità e di senso di appartenenza, caratteristiche che in passato rappresentavano un elemento fondamentale della società bianconera.

Juventus, Mauro accusa i giocatori: manca il senso di appartenenza

L'ex centrocampista ha sottolineato la differenza tra l'atteggiamento mostrato dalla Juventus e quello di alcuni calciatori dell'Inter, prendendo come esempio Marcus Thuram.

«Guardate cosa ha fatto Marcus Thuram con l'Inter nella partita contro la Fiorentina: sembrava dire ai compagni: “date la palla a me che ci penso io”».

Un comportamento che, secondo Mauro, testimonia la volontà di assumersi responsabilità nei momenti difficili.

Alla Juventus, invece, mancherebbero proprio queste figure.

«Alla Juventus tutto questo non c’è: manca completamente il senso di appartenenza».

L'ex bianconero ha poi evidenziato un altro problema, legato alla scarsa disponibilità dei giocatori a cercare il pallone e a prendere iniziative personali.

«Poi c’è un gruppo di giocatori che in campo quando la palla ce l’ha il compagno si nasconde».

Un'accusa particolarmente pesante, che fotografa la mancanza di coraggio e personalità emersa nelle ultime partite.

Juventus, Mauro salva soltanto un'iniziativa di Kolo Muani contro il Genoa

La prestazione del Ferraris ha lasciato Mauro profondamente deluso.

Secondo l'ex centrocampista, soltanto un episodio avrebbe mostrato un minimo di intraprendenza da parte dei bianconeri.

«Contro il Genoa ho visto solo un calciatore che una volta si è assunto la responsabilità di rischiare: Kolo Muani, quando ha dribblato due avversari e ha messo il pallone in mezzo. Il resto è stata una cosa imbarazzante».

Il problema, dunque, non sarebbe esclusivamente tecnico o tattico, ma riguarderebbe la capacità dei singoli di affrontare le difficoltà senza sottrarsi alle proprie responsabilità.

McKennie, Bremer e Cambiaso: Mauro mette in discussione i fedelissimi

Le critiche coinvolgono anche alcuni dei giocatori maggiormente utilizzati da Spalletti.

Mauro ha invitato Weston McKennie a riflettere sul proprio rendimento, soprattutto dopo le dichiarazioni con cui alcuni calciatori hanno sottolineato la mancanza di carattere della squadra.

«Poi, McKennie dovrebbe andare a rivedersi pure le partite che giocava l’anno scorso... Forse, bisogna ammettere che tutti, da noi commentatori ad allenatori e dirigenti, abbiamo sopravvalutato alcuni giocatori».

Il discorso si allarga anche alle valutazioni economiche e alle operazioni di mercato.

«Magari lo stesso McKennie non meritava un rinnovo di contratto a tre milioni e mezzo all’anno».

Giudizio severo anche su Gleison Bremer e Andrea Cambiaso.

«Bremer, per esempio, è l’ombra del giocatore che i bianconeri avevano acquistato. O Cambiaso, che ho sempre pensato fosse fortissimo e invece nelle difficoltà è scomparso».

Parole che mettono in discussione proprio quei calciatori che avrebbero dovuto rappresentare le certezze della formazione juventina.

Juventus, dubbi anche su Kolo Muani e Woltemade

Mauro non risparmia neppure le scelte effettuate per rinforzare l'attacco.

L'ex calciatore si domanda se sia stato corretto investire così tante energie nella trattativa per Randal Kolo Muani, inseguito dalla Juventus in diverse sessioni di mercato.

«Oppure Kolo Muani non era il calciatore da inseguire per tre sessioni di mercato di seguito».

Critiche anche all'operazione che ha portato Nick Woltemade a Torino, ritenuta poco convincente rispetto al rendimento offerto dal giocatore.

Secondo Mauro, la Juventus potrebbe aver attribuito un valore eccessivo ad alcuni elementi della rosa, costruendo aspettative non confermate dalle prestazioni.

Il dato economico rende il problema ancora più evidente: l'ex centrocampista ricorda infatti che il club bianconero dispone del secondo monte ingaggi della Serie A, una condizione che dovrebbe tradursi in una maggiore qualità complessiva.

Spalletti difeso da Mauro: il problema non sono soltanto gli allenatori

Pur riconoscendo alcune responsabilità a Luciano Spalletti, Mauro ritiene sbagliato concentrare tutte le critiche sul tecnico.

«Ho sempre detto e lo ripeto: quando si vince l’allenatore ha il 30% di merito, quando si perde il 30% di demerito. Il resto è dei calciatori».

Secondo Mauro, alcune responsabilità devono essere attribuite anche ai dirigenti che negli ultimi anni non sarebbero riusciti a ricostruire una Juventus all'altezza della propria tradizione.

Diverso, invece, il giudizio sulla proprietà, alla quale riconosce gli investimenti economici effettuati.

Il problema sarebbe piuttosto la capacità di trasformare quelle risorse in una squadra competitiva e dotata di una forte identità.

Per Mauro, lavorare alla Juventus deve rappresentare una responsabilità quotidiana e non un punto d'arrivo professionale.

Juventus-Napoli, Mauro preoccupato: il ritiro è un segnale negativo

La decisione di Spalletti di portare la squadra in ritiro fino alla partita contro il Napoli non convince particolarmente Mauro.

«È una vecchia abitudine che nel calcio di oggi era quasi scomparsa. E di solito lo fanno le squadre che lottano per la salvezza».