Un anno con Spalletti
Un anniversario senza festeggiamenti, accompagnato da una crisi che rischia di mettere in discussione tutto il progetto tecnico. Il 30 ottobre 2026 segna il primo anno di Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus, ma il bilancio è decisamente lontano dalle aspettative. Dodici mesi dopo il suo arrivo al posto di Igor Tudor, la squadra bianconera si ritrova in una situazione persino più complicata rispetto a quella che aveva portato al precedente cambio di allenatore. Ne parla il Corriere di Torino.
La sconfitta contro il Genoa ha aggravato ulteriormente il quadro, spingendo la società a intervenire con un richiamo ai giocatori e con la decisione di mandare la squadra in ritiro prima della sfida contro il Napoli.
I numeri raccontano una realtà difficile da ignorare: la Juventus di Spalletti non ha compiuto il salto di qualità che società e tifosi si aspettavano.
Juventus, dall'entusiasmo iniziale alla crisi: cosa è successo in un anno
Quando Spalletti arrivò a Torino, il 30 ottobre 2025, l'ambiente bianconero accolse con grande fiducia la scelta della società.L'ex commissario tecnico della Nazionale italiana sembrava rappresentare il profilo ideale per ricostruire una squadra reduce da continue difficoltà.
Le prime settimane alimentarono l'ottimismo. La Juventus mostrò miglioramenti nell'organizzazione del gioco, nella gestione del possesso e nella capacità di attaccare con maggiore verticalità.
Il progetto sembrava aver trovato una direzione precisa, nonostante alcuni limiti evidenti della rosa.La crescita, però, si interruppe bruscamente nel mese di febbraio.
Le eliminazioni dalla Coppa Italia e dalla Champions League evidenziarono una fragilità difensiva impressionante, con 21 reti subite nell'arco di otto partite. Da quel momento la squadra perse progressivamente sicurezza e continuità, fino al crollo conclusivo in campionato.
Juventus, il sesto posto e la Champions mancata pesano sul bilancio
La stagione 2025-2026 si è conclusa con un risultato particolarmente deludente.
La Juventus ha terminato il campionato al sesto posto, mancando la qualificazione alla Champions League.Un fallimento sportivo che ha avuto conseguenze anche sul piano economico. Secondo i dati riportati nell'analisi, la mancata partecipazione alla principale competizione europea ha comportato una perdita di ricavi potenziali stimata intorno ai 60 milioni di euro.
Nonostante questo risultato, la società aveva deciso di confermare la fiducia nell'allenatore, arrivando a rinnovargli il contratto fino al 2028 già nel mese di aprile.
Una scelta che dimostrava la volontà di dare continuità al progetto, ma che oggi rende ancora più delicata qualsiasi riflessione sul futuro della panchina.
Spalletti alla Juventus, i numeri dopo 50 partite
Il bilancio del primo anno del tecnico toscano permette di valutare concretamente i risultati ottenuti.
Il dato più significativo riguarda proprio la media punti in campionato. Spalletti ha ottenuto 1,79 punti a partita, lo stesso rendimento attribuito a Thiago Motta e soltanto leggermente superiore all'1,76 registrato da Igor Tudor. Una differenza minima, soprattutto considerando le aspettative che avevano accompagnato il cambio di guida tecnica.La Juventus ha cambiato allenatore e modificato parte della rosa, ma non è riuscita a migliorare sensibilmente i risultati.
Juventus, la classifica è peggiorata rispetto all'arrivo di Spalletti
Il confronto tra la situazione ereditata dal tecnico e quella attuale rende ancora più evidente il problema.
Un anno fa la Juventus occupava la sesta posizione, con sei punti di ritardo dalla vetta e tre dal quarto posto.
Oggi, i bianconeri sono ottavi, a undici lunghezze dalla coppia di testa formata da Inter e Lazio e a sei punti dal quarto posto occupato dal Como.
La distanza dalla zona Champions è quindi raddoppiata, mentre quella dalla prima posizione è quasi raddoppiata.
Un peggioramento che mette in discussione l'efficacia del percorso intrapreso.
Juventus, dieci acquisti ma la squadra non è migliorata
Anche il mercato estivo non ha prodotto gli effetti sperati. Dopo la riorganizzazione societaria e l'arrivo di Giovanni Carnevali nel ruolo di amministratore delegato, la Juventus ha effettuato dieci operazioni in entrata.Non tutti i nuovi giocatori, però, si sono dimostrati funzionali alle esigenze tattiche di Spalletti. Alcuni innesti hanno faticato a inserirsi, mentre altri non hanno garantito il rendimento necessario per elevare il livello complessivo della squadra.Il risultato è una Juventus che continua a mostrare limiti già emersi nella stagione precedente, nonostante gli investimenti e le modifiche apportate alla rosa.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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