Longhi: “Spalletti aveva cambiato la Juventus ma senza portiere e centravanti anche il bello diventa brutto"
Intervenuto a Radio Sportiva, Bruno Longhi si è soffermato sulle difficoltà della Juventus: "Va bene la dirigenza che si è basata sugli algoritmi, ha lavorato in un determinato modo, però io da un po' di tempo a questa parte sto andando controcorrente. È chiaro che l'ultima giornata, la sconfitta con la Fiorentina, hanno messo la Juventus in una situazione di grande precarietà, ovviamente in ottica realizzazione del progetto Champions League. Però la Juventus di Spalletti, è stata una delle realtà più belle da quando lui è riuscito a far ingranare l'ingranaggio, scusatemi il bistizio di parole, però è una squadra piacevole. È una squadra che purtroppo ha risentito della mancanza di una vera e propria spina dorsale".
"Mi ricordo i grandi allenatori tipo Luis Menotti, dicevano una grande nazionale, una grande squadra si forma con un grande portiere, un grande centrale difensivo, un grande centrocampista e un grande centravanti. Ecco, di questi quattro, due sono venuti a mancare alla Juventus. Il portiere che non era male, però a un certo punto è stato messo nella centrifuga, per cui anche lui a livello psicologico si è un po' perso. E il centravanti non c'è mai stato, perché Vlahovic praticamente è uscito dal sepolcro poche settimane fa e quegli altri due francamente si sono rivelati degli acquisti completamente sbagliati, figli probabilmente dell'algoritmo. Per cui è chiaro che la dirigenza ci ha messo del suo, acquistando questi giocatori. Però Spalletti era riuscito a far sì che una Juventus inguardabile nella prima parte del campionato divenisse una delle realtà più belle nella seconda parte di questo campionato".
E Longhi ha concluso: "Poi ci sono gli incidenti di percorso, la mia non doveva essere assolutamente e non vuole essere una difesa d'ufficio. Però io in più occasioni ho elogiato il gioco, il gioco piacevole, una Juventus che aveva 4-5 esterni in grado di spaccare la partita. Gli è mancato il centravanti soprattutto e soprattutto ci sono stati degli errori indietro, parlo del portiere, ecc., che hanno poi condizionato. Si parla addirittura di 10 errori, 10 errori decisivi, non hanno fatto i conti, però si parla di questi numeri. È chiaro che l'allenatore ci può mettere tutto, ci può mettere tutta la sua scienza calcistica, se però in campo vengono commessi degli errori, anche il bello che stai proponendo diventa brutto".
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