Capello: "La Nazionale ha bisogno di un allenatore come Conte. Guardiola? Non è un selezionatore..."
Sulle pagien de La Gazzetta dello Sport, Fabio Capello ha parlato della Nazionale e individuato in Antonio Conte come il nuovo commissario tecnico ideale per la squadra azzurra reduce dal terzo Mondiale mancato: "Antonio Conte ha già allenato la Nazionale, ha affrontato l'Europeo del 2016 con buoni risultati e quindi si tratterebbe del ritorno di uno che conosce la casa, che conosce cosa bisogna dare ai giocatori e cosa loro possono dargli. È preparato e determinato, ha quella voglia e quella grinta che riesce a trasmettere ai giocatori, in questo momento forse la squadra azzurra ha proprio bisogno di un motivatore di questo tipo. Ha un carattere particolare, però guardo i risultati, che gli danno ragione. L'esperienza maturata in azzurro è importante, non è una novità per lui lavorare in quell'ambito".
"Mancini? Anche lui ha qualità e ha avuto anche risultati positivi, però per me ha una macchia nera, indelebile: aver lasciato la nazionale a metà qualificazione di Euro 2024. I giocatori sono comunque contenti di andare in Nazionale, è qualche cosa di importante la maglia azzurra. E sotto questo aspetto non ci sono problemi. Ognuno ha il proprio modo di gestire la squadra e di presentarsi a livello di comunicazione. E credo che ognuno abbia un'idea di gioco, Mancini l'ha mostrato nell'Europeo che ha vinto e Conte con i risultati che ha raggiunto. Vedono il calcio probabilmente in maniera diversa, più offensivo Mancini e più equilibrato Conte, però la cosa importante è riportare quella rabbia e quella voglia che ultimamente sono proprio mancate. La Nazionale comporta un lavoro molto psicologico: bisogna togliere paure e timori. Serve ritrovare la voglia di essere convocati in Nazionale per dare tutto".
Su Guardiola come possibile CT ha aggiunto: "Pep Guardiola è un grande allenatore con grande qualità, riesce sempre a fare molto bene dappertutto a livello di club. La nazionale è un altro mestiere, non lavori tutti i giorni e la difficoltà è proprio questa: non sei un allenatore, sei un selezionatore. Quindi devi essere bravo a trovare i giocatori giusti che riescono veramente, quando indossano la maglia azzurra, a giocare come fanno nei club, perché il problema è proprio questo. A molti in Nazionale viene il braccino corto. Stiamo parlando di un grande allenatore, abituato a un ottica in cui se gli servono due centrocampisti, glieli comprano. Qui non li trovi, la differenza è questa, la squadra deve migliorare in maniera diversa. Ma che sia un grande allenatore lo dicono i risultati, tutto quello che ha ottenuto. Poi lui è una persona intelligente: ci sta che riesca a capire subito come fare. La mia preferenza è che l’Italia vada avanti, che torni ad essere l'Italia".
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