La Juventus Primavera fa fatica, perché?

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di Massimo Pavan
La classifica comincia a preoccupare.

La Juventus Primavera è ancora senza vittorie dopo cinque giornate e si ritrova nelle zone più basse del campionato Primavera 1. Tre punti conquistati, quattro gol segnati e sette subiti: per la formazione bianconera l'inizio di stagione è decisamente al di sotto delle aspettative. L'ultimo 1-1 sul campo della Lazio ha restituito qualche segnale incoraggiante, soprattutto nel primo tempo, ma non è bastato per trovare quella prima vittoria che continua a mancare.

La squadra di Simone Padoin ha qualità e diversi elementi interessanti, ma in questo momento sembra pagare soprattutto difficoltà realizzative, discontinuità nell'arco dei novanta minuti e una gestione troppo fragile dei momenti favorevoli delle partite.

Cinque giornate senza una vittoria

I numeri fotografano perfettamente il problema. La Juventus ha iniziato il campionato pareggiando 2-2 contro il Parma, quindi è arrivato lo 0-0 sul campo del Como. Alla terza giornata la prima sconfitta, 2-0 contro il Milan, seguita dal pesantissimo passo falso interno contro l'Albinoleffe, capace di imporsi 2-1 a Vinovo. Infine il pareggio per 1-1 contro la Lazio.

Il bilancio complessivo dice quindi: 5 partite, 0 vittorie, 3 pareggi, 2 sconfitte, 4 gol fatti e 7 subiti. Troppo poco per una Juventus che deve inevitabilmente avere ambizioni differenti, magari non di vittoria ma almeno di playoff o limitrofe. Il problema principale è davanti: quattro gol sono troppo pochi

Il primo dato sul quale riflettere riguarda l'attacco.

La Juventus ha segnato appena quattro reti in cinque giornate. Non significa necessariamente che la squadra non riesca a costruire occasioni. Anche contro la Lazio, per esempio, i bianconeri hanno prodotto diverse situazioni interessanti. Sosna ha creato problemi alla difesa biancoceleste, Camara ha trovato il vantaggio sfruttando la pressione alta della squadra e prima dell'intervallo Lopez Comellas e Sylla hanno avuto altre possibilità.

Anche nel secondo tempo Sall Samb si è presentato in campo aperto davanti al portiere senza riuscire a trasformare l'occasione nel 2-1.

Il problema sembra quindi essere soprattutto nella trasformazione della produzione offensiva in gol. Una squadra giovane può inevitabilmente attraversare momenti di scarsa lucidità, ma per risalire la classifica servirà aumentare rapidamente il peso offensivo.

La Juve gioca, ma non riesce a chiudere le partite

La partita contro la Lazio è probabilmente il manifesto più evidente del momento bianconero. La Juventus è partita bene. Pressione alta, recuperi nella metà campo avversaria e diverse occasioni. Proprio un recupero offensivo ha prodotto il gol di Camara al 22'. Il problema è arrivato successivamente. La squadra non è riuscita a sfruttare il momento favorevole per realizzare il secondo gol e nella ripresa la partita è completamente cambiata.

La Lazio ha aumentato pressione e intensità, ha trovato l'1-1 con Eone e ha colpito addirittura tre traverse nell'arco della seconda frazione. È un campanello d'allarme.

La Juventus riesce a disputare buoni spezzoni di partita, ma fatica ancora a mantenere lo stesso livello di controllo per tutti i novanta minuti.

Troppi cali all'interno della stessa gara

Ed è probabilmente questo il secondo grande problema. Non basta giocare bene per venti, trenta o quarantacinque minuti. Il Primavera 1 è un campionato estremamente competitivo, nel quale anche un breve passaggio a vuoto può cambiare completamente una partita. La Juventus deve imparare a gestire meglio le diverse fasi della gara.

Quando domina deve concretizzare.

Quando l'avversario aumenta la pressione deve riuscire a rallentare il ritmo, tenere il pallone e interrompere l'inerzia negativa. Contro la Lazio questa capacità è mancata. Dopo un primo tempo positivo, nella ripresa la Juventus ha lasciato progressivamente campo agli avversari e soltanto i legni hanno impedito ai biancocelesti di completare la rimonta.

La sconfitta con l'Albinoleffe pesa tantissimo

Se perdere sul campo del Milan può rientrare nelle difficoltà di un campionato equilibrato, il risultato che pesa maggiormente resta quello casalingo contro l'Albinoleffe. La Juventus è stata sconfitta 2-1 a Vinovo alla quarta giornata. Era una partita nella quale i bianconeri avrebbero potuto cercare la prima vittoria e dare una direzione differente al proprio avvio di stagione. È invece arrivata la seconda sconfitta consecutiva. Ed è proprio contro questo tipo di avversari che una squadra con le ambizioni della Juventus deve riuscire a fare la differenza.

Padoin deve trovare rapidamente una struttura

Naturalmente siamo soltanto alla quinta giornata. Parlare già di stagione compromessa sarebbe completamente fuori luogo. Simone Padoin sta lavorando con un gruppo molto giovane e il calcio Primavera vive inevitabilmente di trasformazioni continue: giocatori che salgono di categoria, nuovi innesti, elementi che devono imparare a conoscersi e ragazzi che possono cambiare rendimento molto rapidamente. Ma proprio per questo è importante trovare presto alcune certezze. Una struttura riconoscibile, una maggiore continuità nella formazione e soprattutto giocatori capaci di assumersi responsabilità nei momenti difficili. Il talento individuale esiste, adesso deve diventare squadra.

La differenza rispetto al finale della scorsa stagione

Il momento appare ancora più evidente se confrontato con il finale dell'ultima annata. La Juventus aveva chiuso il precedente campionato battendo 3-0 l'Atalanta e 1-0 il Cesena, mentre in Coppa Italia Primavera era arrivata fino alla finale, persa contro l'Atalanta dopo i tempi supplementari e i rigori. L'attuale gruppo è naturalmente diverso, ma proprio quel percorso aveva creato aspettative importanti. La partenza del 2026-27 racconta invece una squadra che deve ancora trovare la propria identità. Non è soltanto un problema difensivo, i sette gol subiti possono attirare immediatamente l'attenzione sulla retroguardia. Ma limitare l'analisi alla difesa sarebbe probabilmente sbagliato.

La Juventus ha anche mantenuto la porta inviolata contro il Como e ha concesso soltanto una rete alla Lazio.

Il problema sembra essere più generale.

Quando la squadra perde il controllo della partita, si allungano le distanze tra i reparti, diminuisce l'efficacia della pressione e aumentano le possibilità concesse agli avversari. E contemporaneamente, davanti, manca ancora quella concretezza necessaria per compensare gli errori. Quattro gol in cinque giornate rappresentano probabilmente il numero che deve preoccupare maggiormente.

Serve una scossa, perché la classifica adesso pesa

Cinque giornate sono poche per emettere sentenze, ma sufficienti per accendere un primo campanello d'allarme. La Juventus Primavera non ha ancora vinto una partita di campionato, la priorità adesso deve essere interrompere questa serie. Anche perché una squadra giovane rischia di trasformare rapidamente un problema tecnico in un problema mentale: più la vittoria manca, più aumenta la pressione quando una partita entra nei minuti decisivi. La prestazione contro la Lazio ha comunque mostrato che esiste una base sulla quale lavorare.

Padoin deve trovare rapidamente la formula per trasformare i buoni momenti in vittorie, perché il campionato è appena cominciato e c'è tutto il tempo per risalire, ma vedere la Juventus ancora senza successi dopo cinque giornate e nelle zone basse della classifica non può essere considerato normale.