Juventus, Spalletti ritrova un dato che mancava dai tempi di Allegri: difesa da record dopo cinque giornate
La Juventus di Luciano Spalletti comincia a costruire la propria stagione partendo da una vecchia abitudine bianconera: vincere senza subire gol. Il 2-0 contro l'Atalanta non ha soltanto permesso alla squadra di arrivare alla sosta con tre punti pesantissimi, ma ha prodotto una statistica che a Torino mancava addirittura dalla stagione 2017-18.
È stata la stessa Juventus a sottolineare il dato dopo la partita: bisogna tornare alla squadra allenata da Massimiliano Allegri per trovare una Juve capace di vincere almeno tre delle prime cinque partite di Serie A mantenendo contemporaneamente la porta inviolata.
Quasi nove anni dopo, dunque, Spalletti ritrova un numero che racconta qualcosa di importante sulla crescita della sua squadra.
Tre vittorie senza subire gol: non accadeva dal 2017-18
Nella stagione 2017-18 la Juventus di Allegri fece addirittura meglio, conquistando quattro vittorie con clean sheet nelle prime cinque giornate di campionato. Il confronto deve naturalmente fermarsi ai numeri.
Quella Juventus aveva giocatori differenti, principi difensivi differenti e soprattutto una struttura consolidata da anni di vittorie. Quella attuale è invece ancora in costruzione.
Spalletti sta cercando la soluzione migliore, ha dovuto fronteggiare numerosi infortuni e nelle ultime gare ha modificato nuovamente l'assetto tattico, passando al 3-4-2-1.
Eppure, nonostante tutti questi cambiamenti, un elemento sta emergendo con chiarezza: segnare contro questa Juventus non è semplice.
Non è soltanto merito dei portieri
I clean sheet potrebbero far pensare soprattutto al rendimento di chi difende la porta. Ma i numeri raccontano qualcosa di più profondo.
Già dopo quattro giornate la Juventus risultava la squadra della Serie A che aveva concesso meno conclusioni agli avversari: appena 28.
Ancora più significativo il dato relativo agli Expected Goals Against.
La Juve aveva fatto registrare 1,8 xG concessi complessivamente, il dato migliore del campionato in quel momento.
Tradotto: gli avversari non soltanto tirano poco, ma riescono anche con difficoltà a costruire occasioni realmente pericolose.
La solidità bianconera, quindi, non sembra dipendere esclusivamente dalle parate del portiere o da episodi favorevoli.
Bremer torna a comandare
Contro l'Atalanta si è visto inoltre un Bremer nuovamente dominante. Il brasiliano non si è limitato a guidare il reparto, ma ha anche realizzato il gol del definitivo 2-0, confermando quanto possa diventare determinante sui calci piazzati. Accanto a lui sta crescendo Lucumì, mentre Kalulu continua a garantire aggressività e capacità di difendere anche lontano dalla propria area. Spalletti può cambiare uomini e disposizioni, ma la Juventus sembra aver trovato una prima identità: compattezza, distanze ridotte e disponibilità al sacrificio.
Lo stesso Kolo Muani contro la Dea è diventato simbolo di questa mentalità, arrivando fino alla propria linea di porta per salvare una conclusione avversaria.
Una solidità costruita nonostante gli infortuni
Ed è forse questo l'aspetto più incoraggiante. La Juventus sta producendo questi numeri mentre continua a convivere con un'emergenza importante. Spalletti ha dovuto cambiare uomini, modificare associazioni e trovare nuove soluzioni praticamente di settimana in settimana.
Nonostante tutto, la struttura difensiva non è crollata.
Anzi, proprio nelle difficoltà sembra essersi rafforzata quella disponibilità collettiva sottolineata più volte dall'allenatore.
Non esiste soltanto la linea difensiva: difende tutta la Juventus.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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