Juventus, manca un regista, difesa fragile, attacco senza gol ed emergenza infortuni: ma Spalletti non può più sbagliare
La Juventus di Luciano Spalletti continua a mostrare problemi strutturali e una preoccupante discontinuità di rendimento. Come evidenzia un approfondimento pubblicato oggi da Il Giorno, il tecnico bianconero è chiamato a trovare rapidamente delle soluzioni dopo una serie di prestazioni che hanno alimentato le perplessità sul reale valore della squadra.
Gli ultimi dieci giorni hanno restituito indicazioni contrastanti: dal successo conquistato a Vigo alla pesante sconfitta interna contro la Lazio, fino al pareggio di giovedì con il Rennes. Risultati e prestazioni che rendono complicato individuare una precisa identità, tanto sul piano tattico quanto sotto il profilo mentale.
Juventus, Spalletti cerca soluzioni ma la squadra non trova continuità
Secondo l'analisi del quotidiano, il lavoro dell'allenatore è riconoscibile nell'organizzazione del gioco, ma non riesce ancora a produrre i risultati attesi. A incidere sarebbe soprattutto la composizione dell'organico, che presenta caratteristiche poco compatibili con alcuni principi fondamentali del calcio di Spalletti.
Il tecnico, inoltre, non sembra essere riuscito finora a individuare quegli accorgimenti capaci di compensare le carenze della rosa e modificare l'andamento della stagione.
Centrocampo senza regista: pesano Locatelli e Thuram
Uno dei problemi principali riguarda la costruzione della manovra. Nel corso della carriera, Spalletti ha spesso affidato il centrocampo a un organizzatore di qualità, come David Pizarro o Stanislav Lobotka, quest'ultimo valorizzato durante l'esperienza al Napoli.
Nell'attuale Juventus manca però un interprete con caratteristiche analoghe.
L'infortunio di Manuel Locatelli, che pure non rappresenta un regista puro, ha ulteriormente complicato la situazione. Il tentativo di rilanciare Douglas Luiz non ha prodotto i miglioramenti sperati, lasciando la squadra senza un riferimento affidabile nella gestione del possesso.
A rendere ancora più difficile il quadro contribuiscono l'indisponibilità di Khéphren Thuram, centrocampista con qualità differenti rispetto a quelle richieste a un regista, il percorso di adattamento ancora incompleto di Sarr e la flessione atletica di Weston McKennie.
Juventus, la difesa a tre non risolve i problemi
Le difficoltà non riguardano soltanto la zona centrale del campo. Anche il reparto arretrato continua a manifestare limiti evidenti, nonostante il ritorno alla difesa a tre.
Secondo Il Giorno, il ripristino di questo sistema sarebbe stato richiesto dagli stessi calciatori e successivamente accolto dall'allenatore. Una modifica che, tuttavia, non ha impedito il ripetersi di errori importanti.
Bremer meno decisivo, Lucumì discontinuo e Cambiaso in calo
Tra i singoli, Gleison Bremer non sembra più garantire la stessa superiorità mostrata nelle stagioni precedenti. Jhon Lucumì alterna interventi efficaci a disattenzioni, mentre il rendimento di Andrea Cambiaso ha subito una regressione particolarmente evidente.
Il problema, dunque, non appare riconducibile esclusivamente alla disposizione tattica. Anche con uno schieramento teoricamente più adatto alle caratteristiche dei difensori, la Juventus continua a concedere occasioni e a mostrare scarsa solidità.
Spalletti e il problema dell'attacco: Kolo Muani non incide
Un altro nodo riguarda il reparto offensivo, costruito con numerosi giocatori abituati a partire dalle corsie laterali per poi accentrarsi.
È il caso di Alajbegovic, Francisco Conceição ed Edon Zhegrova, quest'ultimo escluso dalla lista per le competizioni europee.
Secondo l'approfondimento, la Juventus non dispone però di un centravanti pienamente funzionale alle caratteristiche di questi esterni. Paradossalmente, la squadra sembra riuscire a esprimersi meglio quando utilizza contemporaneamente due attaccanti centrali, nonostante entrambi stiano incontrando difficoltà realizzative.
Woltemade utile alla manovra, Kolo Muani sempre più in difficoltà
Nel confronto tra i due centravanti, Nick Woltemade riesce quantomeno a offrire un contributo nella costruzione offensiva. Il tedesco sa proteggere il pallone, impegnare i difensori avversari e favorire gli inserimenti dei compagni attraverso il gioco di sponda.
Più complicata appare invece la situazione di Randal Kolo Muani. Il francese fatica quando deve ricevere spalle alla porta e non trova compagni capaci di valorizzarne gli attacchi in profondità, una delle sue caratteristiche principali.
Il risultato è un reparto che produce meno di quanto potrebbe, nonostante la presenza di diversi elementi dotati di qualità tecniche.
Juventus, pesa anche l'assenza di Yildiz
Alle difficoltà tattiche si aggiunge la mancanza di Kenan Yildiz, il cui talento rappresenta una risorsa fondamentale per aumentare imprevedibilità e pericolosità nella metà campo avversaria.
Senza il turco, la Juventus perde una delle principali fonti di creatività, accentuando i problemi di una squadra che già fatica a trovare soluzioni offensive efficaci.
Spalletti chiamato a intervenire anche sulla mentalità
L'ultimo aspetto evidenziato da Il Giorno riguarda la componente psicologica. Le prestazioni altalenanti sembrano aver ridotto la fiducia dei giocatori nelle proprie possibilità, alimentando insicurezze che emergono soprattutto nei momenti più delicati delle partite.
Per Spalletti la sfida diventa quindi duplice: individuare un assetto più funzionale alle caratteristiche della rosa e restituire convinzione a un gruppo che continua a mostrare fragilità.
Il tempo per trovare risposte si riduce e il tecnico bianconero è chiamato a trasformare le indicazioni del lavoro quotidiano in una maggiore continuità di risultati e prestazioni.
Domani in casa del Lecce sarà fondamentale ritrovare i tre punti: a -4 dal Milan - sottolinea il quotidiano -, Spalletti non potrà perdere altro terreno per non far precipitare la fiducia del club.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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