Juventus Women, il crollo è allarmante: il progetto di Mazzetta finisce sotto accusa

Juventus Women, il crollo è allarmante: il progetto di Mazzetta finisce sotto accusaTuttoJuve.com
Oggi alle 21:29Altre notizie
di Camillo Demichelis
La Juventus Women è in crisi dopo tre sconfitte consecutive e 11 gol subiti. Mercato, ambizioni e scelte tecniche finiscono sotto esame: servono risposte

Ora non si può non parlare di crisi per la Juventus Women. Nelle segrete stanze di Vinovo si è spesso refrattari alle critiche e a una narrazione ritenuta troppo negativa nei confronti della Juve, ma alla Juventus la vittoria è un obbligo, il pareggio è una sconfitta e la sconfitta è un fallimento. Non possono sicuramente bastare la qualificazione in Champions League e la vittoria della Women’s Cup per giustificare tre sconfitte consecutive e undici gol subiti. Numeri pesanti, che raccontano un momento estremamente complicato e impongono una riflessione profonda sull'avvio di stagione.

La settimana precedente alla sfida non era stata semplice, con un nervosismo crescente tra le figure apicali della dirigenza bianconera. Ci si aspettava una risposta da parte di Guerrero e delle sue ragazze, ma così non è stato. La prestazione e il risultato hanno alimentato dubbi e malumori, facendo emergere tutte le difficoltà di una squadra che, almeno sulla carta, avrebbe dovuto presentarsi al campionato con ben altre ambizioni.

Sia chiaro: soltanto chi non fa non sbaglia e Massimiliano Mazzetta ha scelto la strada della rivoluzione calcistica e filosofica. Alla Juventus, però, bisogna avere le spalle non semplicemente larghe, ma larghissime, perché tutto viene amplificato, soprattutto quando si è chiamati a prendere il posto di Stefano Braghin, colui che ha scritto la storia della Juventus Women e che ha saputo affrontare anche i momenti difficili con la consapevolezza che a Torino non si costruiscono sogni, ma si deve soltanto ed esclusivamente vincere.

Mazzetta è un dirigente giovane e capace, ma sa di non avere ancora in società il peso che aveva Braghin. In questo momento dovrà affrontare “la tempesta” in silenzio, anche in virtù di una precisa richiesta aziendale. Una fase delicata, nella quale ogni scelta sarà inevitabilmente osservata con attenzione e ogni risultato negativo rischierà di amplificare ulteriormente le tensioni.

Juventus Women, tifosi delusi e mercato sotto accusa: ora servono risposte

I tifosi sono delusi, arrabbiati e sconfortati. Basta leggere i commenti al post Instagram della Juventus Women durante la partita, quando il punteggio era sul parziale di 0-4: molti hanno chiesto l'esonero di Guerrero, altri erano spaventati all'idea di ciò che sarebbe potuto accadere nel secondo tempo, mentre altri ancora si sono detti sgomenti per la fine che ha fatto questa squadra.

Nessuno, e sottolineo nessuno, si sarebbe aspettato un inizio di campionato del genere, soprattutto dopo un mercato molto dispendioso e un budget faraonico. La Juventus, non nascondiamoci, è costruita per vincere e ha investito più di qualsiasi altra squadra. Il risultato, almeno per quanto visto in queste ultime uscite, è mortificante: la Roma ha passeggiato in quel di Biella, mettendo a nudo le fragilità di una formazione che oggi sembra lontana dagli standard richiesti a una società con ambizioni di vertice.

Non è soltanto una questione di risultati. Tre sconfitte consecutive e undici gol incassati rappresentano un campanello d'allarme che non può essere ignorato. Bisogna capire che cosa non stia funzionando, intervenire sulle difficoltà emerse in campo e ritrovare quella solidità che dovrebbe caratterizzare una squadra costruita per competere ai massimi livelli. Il tempo per correggere la rotta c'è, ma non si può pensare che basti aspettare per risolvere problemi che appaiono ormai evidenti.

La società è chiamata a valutare con lucidità il percorso intrapreso, senza lasciarsi trascinare esclusivamente dalla rabbia del momento, ma anche senza sottovalutare la portata di quanto sta accadendo. Perché gli investimenti, da soli, non garantiscono vittorie e perché, quando si indossa la maglia bianconera, le aspettative sono inevitabilmente altissime.

Mazzetta ha scelto Guerrero: rivoluzione Juventus Women, ma chi paga adesso?

Mazzetta ha scelto Guerrero e gli ha affidato le chiavi per costruire una Juventus di stampo spagnolo. Una decisione precisa, che porta con sé una visione tecnica e culturale diversa rispetto al passato. Ma adesso è lecito domandarsi: si può rivoluzionare tutto? La Juventus può affidarsi a un allenatore che non aveva mai avuto esperienze di alto livello? Sono interrogativi legittimi, soprattutto alla luce di un avvio di stagione che sta mettendo in discussione le certezze del progetto.

Guerrero, però, non si è messo da solo sulla panchina della Juve e avrà la possibilità di rialzare la squadra. La responsabilità della scelta appartiene alla società, che dovrà ora dimostrare di credere davvero nel percorso avviato, senza trasformare ogni difficoltà in una resa dei conti. Allo stesso tempo, l'allenatore dovrà trovare rapidamente soluzioni concrete, restituendo fiducia al gruppo e dando segnali chiari sul piano del gioco e dell'atteggiamento.

In un momento simile, la tentazione di cambiare tutto può essere forte, ma occorre distinguere tra le difficoltà fisiologiche di una rivoluzione e gli errori che richiedono interventi immediati. La Juventus Women non può permettersi di perdere altro terreno, soprattutto dopo un mercato che ha alimentato aspettative importanti e che rende ancora più difficile accettare un rendimento così deludente.

Solitamente l'unione fa la forza, ma da domenica scorsa a Vinovo si respira molto nervosismo e le discussioni sono diventate il pane quotidiano. Ogni tanto, qualche litigata può anche fare bene, perché permette di affrontare i problemi senza nasconderli sotto il tappeto. La questione, però, è capire se queste tensioni possano trasformarsi in uno stimolo per reagire oppure se rischino di compromettere ulteriormente un ambiente già provato dai risultati.

Adesso servono unità, responsabilità e risposte sul campo. La dirigenza deve sostenere le proprie scelte, Guerrero deve dimostrare di poter guidare la squadra fuori dalla crisi e le giocatrici sono chiamate a ritrovare carattere e personalità. Le attenuanti possono esserci, ma non possono diventare un alibi permanente.

La stagione è ancora lunga, ma alla Juventus il credito non è infinito. Le prossime partite diranno molto sulla capacità della squadra di reagire e sulla solidità del progetto tecnico. A Vinovo è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti. Vedremo…