Juve, un suicidio tattico

Juve, un suicidio tatticoTuttoJuve.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 01:30Altre notizie
di Massimo Pavan
La Juventus perde a Sassuolo pagando gravi errori tattici: pressing disordinato, attaccanti sfiancati e centrocampo assente nell’azione decisiva.

La sconfitta della Juventus contro il Sassuolo non nasce soltanto da errori individuali. Il 3-2 subito nel finale è soprattutto il risultato di una gestione tattica confusa, nella quale la volontà di vincere ha progressivamente cancellato equilibrio, distanze e lucidità.

Luciano Spalletti ha apprezzato il coraggio della squadra e si è assunto la responsabilità di aver chiesto ai giocatori di cercare i tre punti fino all’ultimo secondo. L’intenzione può essere condivisibile, ma la sua applicazione è stata sbagliata. La Juventus ha attaccato senza una struttura preventiva e ha effettuato un pressing troppo dispendioso, spesso condotto in maniera individuale.

Il risultato è stato evidente: attaccanti sfiancati, centrocampo fuori posizione e difesa esposta alle ripartenze del Sassuolo.

Un pressing aggressivo soltanto nelle intenzioni

La Juventus ha provato ad andare a prendere alto il Sassuolo, ma lo ha fatto senza la necessaria sincronizzazione. Gli attaccanti uscivano sui primi costruttori, mentre centrocampisti e difensori non sempre riuscivano ad accorciare con gli stessi tempi.

Pressare non significa semplicemente correre verso il portatore del pallone. Per essere efficace, la pressione deve coinvolgere l’intera squadra: la punta indirizza l’azione, gli esterni chiudono le linee laterali, il centrocampo aggredisce le possibili ricezioni e la difesa accompagna il movimento in avanti.

A Sassuolo, invece, si sono visti troppi scatti isolati. Kolo Muani, Conceição, Nico Gonzalez e Alajbegovic hanno speso energie per inseguire avversari che riuscivano comunque a trovare un uomo libero. Quando la prima pressione veniva superata, alle loro spalle si aprivano spazi enormi.

Gli attaccanti consumati dal lavoro senza pallone

Il pressing disorganizzato ha presentato il conto anche nella fase offensiva. Gli attaccanti sono arrivati poco lucidi negli ultimi metri perché costretti a spendere molte energie lontano dalla porta.

Kolo Muani ha chiuso senza effettuare tiri. Le sue responsabilità restano evidenti, ma il sistema non lo ha aiutato: il francese ha dovuto muoversi continuamente tra i centrali, il portiere e il mediano del Sassuolo senza ricevere un sostegno coordinato dai compagni.

Anche Conceição e Nico Gonzalez hanno progressivamente perso brillantezza. Alajbegovic è stato più pericoloso, ma nella ripresa ha dovuto alternare conclusioni e rincorse lunghe. La Juventus chiedeva ai propri giocatori offensivi di essere contemporaneamente i primi difensori e gli uomini incaricati di risolvere la partita, senza offrire loro una struttura stabile.