La Juve c’è con i vecchi goal

La Juve c’è con i vecchi goalTuttoJuve.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 07:00Altre notizie
di Fabio Moretti
Nico Gonzalez e Koopmeiners firmano il 2-0 della Juventus sul Parma. Spalletti sale a sei punti e prepara la sfida al vertice contro il Milan.

La Juventus perde Franck Kessié sul mercato, ma contro il Parma sembra trovare due nuovi acquisti all’interno della propria rosa. Nico Gonzalez e Teun Koopmeiners, entrambi considerati cedibili, entrano dalla panchina e firmano il 2-0 che permette a Luciano Spalletti di raggiungere il Milan in testa alla classifica.

Il successo non nasce da una prestazione spettacolare. Per un tempo la Juventus fatica a trovare velocità e precisione contro il sistema difensivo costruito da Carlos Cuesta. Il possesso è costante, la pressione continua, ma le occasioni pulite sono poche.

Nella ripresa cambiano gli interpreti e cambia soprattutto l’intensità. Nico Gonzalez impiega cinque minuti per prendersi la partita: impegna Corvi, colpisce un palo e realizza il vantaggio. Koopmeiners entra nel finale al posto dell’infortunato Cambiaso e chiude la gara con un diagonale preciso.

La Juventus sale così a sei punti, conserva la porta inviolata e si prepara al primo vero esame della stagione: domenica all’Allianz Stadium arriverà il Milan per una sfida che vale il primato.

Il Parma chiude tutti gli spazi

Cuesta presenta un Parma organizzato e tatticamente flessibile. In fase difensiva gli emiliani si abbassano con una linea a cinque, riempiono il centro e impediscono alla Juventus di trovare spazio tra le linee.

Quando recuperano il pallone, però, modificano rapidamente la propria disposizione. Britschgi avanza, Ordoñez si muove da mezzala a trequartista, Bernabé arretra per organizzare e Valeri prova ad alzarsi sulla fascia.

La strategia crea qualche difficoltà alla Juventus soprattutto nei primi 45 minuti. La squadra di Spalletti mantiene il controllo, ma la circolazione risulta spesso lenta e prevedibile. Ogni azione sembra richiedere un tocco in più.

Il Parma difende bene, anche se rinuncia quasi completamente a costruire pericoli. Il suo obiettivo è allungare la partita, aumentare il nervosismo dello Stadium e provare a strappare un pareggio attraverso compattezza e sacrificio.

Conceição è l’unica scintilla

Nel primo tempo il giocatore capace di produrre superiorità è Francisco Conceição. Il portoghese riceve sulla destra, affronta continuamente il proprio avversario e cerca di accendere una manovra altrimenti troppo statica.

La migliore occasione nasce dal suo sinistro: una conclusione dalla distanza che colpisce il palo e termina fuori. Conceição diventa però anche una soluzione quasi automatica. I compagni gli affidano il pallone aspettando l’iniziativa individuale, riducendo ulteriormente la qualità del gioco collettivo.

La sua capacità di saltare l’uomo rimane indispensabile, ma la Juventus non può dipendere esclusivamente dalle accelerazioni del portoghese. Contro il Milan serviranno maggiore varietà, combinazioni più rapide e movimenti coordinati dentro l’area.

Nico Gonzalez trasforma la Juventus

Al 12’ della ripresa Spalletti inserisce Nico Gonzalez al posto di David. La partita cambia immediatamente secondo Gazzetta.

L’argentino non si limita a occupare la zona centrale: si avvicina a Kolo Muani, si allarga sulle fasce, cerca la conclusione e porta dentro la partita quella cattiveria mancata fino a quel momento.

Prima costringe Corvi a una grande parata, poi colpisce il palo da fuori area e infine trova il vantaggio sulla respinta, aiutato anche dalla deviazione di Troilo. È una sequenza devastante, costruita in pochi minuti.

Nico comprende che insistere con il possesso lento e con i cross contro una difesa così affollata avrebbe prolungato lo stallo. Decide quindi di osare dalla distanza e di attaccare ogni pallone vagante.

Spalletti ne esalta l’ingresso:

“Vero, è entrato benissimo, con la garra del campione, con la personalità di quelle che sono le sue origini perché gli argentini hanno questa qualità, siamo contenti che sia rimasto con noi”.

Il mercato di Nico può cambiare

Prima della partita l’argentino era ancora coinvolto nei discorsi con l’Atletico Madrid, anche come possibile chiave dell’operazione Sorloth. Dopo una prestazione del genere, la Juventus deve però riflettere attentamente.

L’infortunio di Yildiz ha ridotto le alternative sulla trequarti e Nico possiede caratteristiche difficili da sostituire: duttilità, aggressività, capacità di saltare l’uomo e presenza dentro l’area.

Cederlo avrebbe senso soltanto in cambio di un vantaggio tecnico evidente, come l’arrivo del centravanti norvegese. La società non intende regalarlo e Spalletti ha confermato pubblicamente di essere soddisfatto della sua permanenza.

La serata contro il Parma potrebbe aver trasformato un giocatore in vendita in uno dei nuovi leader della squadra.

Koopmeiners: gol e messaggio alla Juventus

Nel finale Cambiaso, entrato da pochi minuti, accusa un problema fisico. Spalletti manda in campo Koopmeiners e l’olandese risponde alla prima vera opportunità.

Il centrocampista accompagna l’azione e batte Corvi con un diagonale che chiude la gara. Un gol importante per la classifica, ma soprattutto per il suo futuro.

La Juventus ha cercato acquirenti senza ricevere proposte adeguate. L’infortunio di Thuram e la mancata conclusione dell’operazione Kessié suggeriscono però di non privarsi con leggerezza di un elemento capace di ricoprire più ruoli.

Koopmeiners deve ancora dimostrare di poter tornare quello ammirato all’Atalanta, ma la rete contro il Parma offre un punto dal quale ripartire. Spalletti può utilizzarlo da mezzala offensiva, trequartista o centrocampista d’inserimento.

Locatelli e Douglas Luiz crescono insieme

Nel centrocampo titolare arrivano indicazioni positive anche dalla coppia composta da Locatelli e Douglas Luiz. I ruoli sono sempre più chiari: l’italiano protegge la difesa e garantisce equilibrio, mentre il brasiliano si muove più avanti e partecipa alla costruzione offensiva.

Douglas Luiz copre molto campo e cerca ripetutamente la conclusione, sorprendendo anche Spalletti per la quantità del proprio lavoro. Il tecnico vuole però che resti maggiormente al centro per dettare ritmo e tempi, evitando di disperdere energie vicino alle bandierine.

Il brasiliano sta crescendo dal punto di vista atletico e sembra più coinvolto. Deve ancora velocizzare alcune scelte e liberarsi prima del pallone, ma può diventare uno dei riferimenti tecnici della nuova Juventus.

Kolo Muani cresce nella ripresa

Kolo Muani non trova ancora il gol, ma la sua prestazione migliora con il passare dei minuti. Nel primo tempo rimane isolato e non riesce a ricevere palloni utili. Dopo l’ingresso di Nico Gonzalez trova invece un compagno capace di muoversi vicino a lui e di creare spazi.

Il francese aumenta la pressione, dialoga con i compagni, cerca la profondità e costruisce un paio di occasioni. Gli manca la precisione conclusiva, ma Spalletti continua ad avere fiducia.

Il tecnico gli chiede maggiore cattiveria, quel “sangue” necessario per trasformare le qualità tecniche e atletiche in gol. La sensazione è che lo sblocco possa arrivare presto, soprattutto se la Juventus riuscirà a circondarlo con giocatori dinamici.

Vicario salva il vantaggio

Il Parma decide di aumentare la pressione soltanto dopo lo svantaggio. Romero entra e costruisce l’occasione più importante degli emiliani, ma Vicario risponde con una parata decisiva.

L’intervento protegge l’1-0 nel momento più delicato e consente alla Juventus di arrivare successivamente al raddoppio. È il genere di parata che un grande portiere deve compiere dopo essere rimasto quasi inattivo per lunghi tratti.

La difesa concede poco e Bremer guida il reparto con autorità. Lucumí, preferito a Kelly, offre una prestazione attenta nonostante l’ammonizione ricevuta nei primi minuti. Celik risulta tatticamente prezioso, mentre Kalulu assicura velocità e copertura sulla sinistra.

La Juve risolve le partite che prima perdeva

Il segnale più importante riguarda la capacità di superare avversari chiusi. Nella passata stagione la Juventus ha perso la qualificazione in Champions lasciando punti contro squadre come Lecce e Cagliari.

Le prime due giornate raccontano una storia diversa. Il Frosinone e il Parma hanno provato a rallentare la partita e a proteggere il pareggio, ma la Juventus ha continuato a spingere fino a trovare il gol.

Le soluzioni dalla panchina sono più numerose e il 4-2-3-1 garantisce mobilità. La squadra deve ancora migliorare nella velocità della manovra, nella qualità dei cross e nella capacità di attaccare l’area, ma intanto ha evitato di lasciare punti per strada.

Domenica il primo vero esame

Due vittorie contro Frosinone e Parma rappresentano un ottimo inizio, ma non consentono ancora di misurare le reali ambizioni della Juventus. Il primo test di alto livello arriverà domenica contro il Milan.

Sarà uno scontro al vertice e una partita completamente differente. I rossoneri concederanno meno tempo per ragionare e avranno maggiore qualità nelle transizioni. La Juventus dovrà aumentare ritmo, precisione e cattiveria.

Spalletti arriverà all’appuntamento con sei punti, nessun gol subito e alcune risposte importanti da giocatori che sembravano ai margini. Restano da valutare le condizioni di Cambiaso e Thuram, oltre alle ultime operazioni di mercato.

La Juventus non è ancora completa e non ha sempre convinto, ma ha imparato a vincere le partite sporche. Contro il Milan capiremo quanto sia già pronta per quelle grandi.