Alajbegovic-Keita, non è Thereau

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di Fabio Moretti
La moviola di Juventus-Parma conferma la decisione arbitrale: non è rigore nel contatto Alajbegovic-Keita. Regolari i gol bianconeri.

Nessun errore determinante nella direzione di Juventus-Parma. La moviola della partita conferma la correttezza della decisione più discussa: il contatto avvenuto al 77’ tra Alajbegovic e Keita non presenta gli estremi per concedere un calcio di rigore agli emiliani.

È l’attaccante del Parma ad allargare la gamba verso il giovane bianconero quando il pallone è ormai lontano. Il contatto esiste, ma viene cercato da Keita e non deriva da un intervento falloso o imprudente di Alajbegovic.

Corretta, quindi, la scelta dell’arbitro di lasciare proseguire. Il VAR controlla rapidamente la dinamica e non interviene perché non rileva alcun chiaro ed evidente errore, come riporta Gazzetta.

Spalletti aveva difeso la decisione

Anche Luciano Spalletti, nel dopopartita, aveva analizzato l’episodio in maniera molto netta:

“Quello di Keita non è rigore, è lui che allarga la gamba. Quando si parla di contatto si ritorna lì: cos’è un contatto? Un impatto è un impatto, sennò è un contatto. E’ Keita che allarga il piede, cerca l’intervento di Alajbegovic. In un minuto l’hanno liquidata al VAR, com’è giusto che sia”.

La ricostruzione del tecnico coincide con quella fornita dalla moviola. Keita non viene travolto dal giocatore della Juventus, ma sposta volontariamente la gamba per cercare l’impatto.

Non tutti i contatti in area devono essere puniti con un rigore. In questo caso manca un’azione irregolare commessa dal difendente e la decisione presa sul campo risulta corretta.

Regolare il contatto tra Valeri e il pallone

Un altro episodio avviene al 20’, quando Kalulu effettua un cross dalla fascia e Valeri si oppone all’interno dell’area del Parma.

Il pallone entra in contatto con l’esterno gialloblù, ma il braccio è attaccato al corpo e non aumenta il volume in maniera innaturale. Anche in questo caso non esistono gli estremi per assegnare il calcio di rigore alla Juventus.

L’arbitro lascia correttamente proseguire e il VAR non ha ragioni per intervenire. La posizione del braccio è coerente con il movimento difensivo compiuto dal giocatore.

I cartellini della partita

Il primo ammonito è Lucumí, sanzionato dopo dieci minuti per un fallo commesso su Lontani. Il provvedimento appare severo ma sostenibile, considerando l’intervento e la potenziale ripartenza del Parma.

Al 54’ arriva anche il cartellino giallo per Locatelli dopo un contrasto con Bernabé. In questo caso la decisione sembra eccessivamente fiscale: il fallo esiste, ma avrebbe potuto essere gestito senza provvedimento disciplinare.

Sul proseguimento dell’azione successiva al contatto tra Alajbegovic e Keita, Troilo ferma irregolarmente Kolo Muani. L’ammonizione è netta, perché il difensore interrompe la ripartenza del francese senza possibilità concreta di giocare il pallone.