Gravina: "Lascio una Federazione in salute, forse dovevo andarmene prima"
Intervistato dal "Corriere dello Sport", Gabriele Gravina, presidente uscente e dimissionario della FIGC, fa un resoconto della sua esperienza in Federazione: "Lascio una Federazione in ottima salute e con una progettualità avanzata, nonostante le tante aggressioni subite che mortificano non solo il lavoro di una governance con il 98,7% di consensi, ma anche gli 1,4 miliardi di gettito fiscale assicurati dal calcio al Paese".
Gravina: "Italia fuori dal Mondiale? Continuiamo a pagare un conto salato"
"Niente Mondiale dal 2014? Continuiamo a pagare un conto salato, anche con la sfortuna. Ma come ha detto il presidente del Coni, Buonfiglio, un risultato sportivo non crea i presupposti per un commissariamento".
Gravina: "Le dimissioni? Mi sono sentito bersagliato"
"Le dimissioni? Mi sono sentito spesso bersagliato. Mi sono dimesso perché non potevo continuare questo braccio di ferro per difendere una posizione personale. Dovevo andarmene prima, già a giugno-luglio 2025, una volta constatato che ogni tentativo di riforma si sarebbe arenato".
Gravina: "Abete e Malgò? Ottimi dirigenti"
"Abete e Malagò? Sono due ottimi dirigenti e la FIGC in qualsiasi caso resterà in buone mani. Il vento dell’opinione pubblica lo sento, ovviamente".
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