Juventus, tanta spesa e troppi esuberi: il mercato resta incompleto
La Juventus ha investito molto, ma non ha ancora completato la squadra., questo il paradosso che accompagna le ultime settimane del mercato bianconero: sono arrivati giocatori importanti, la società ha impegnato risorse considerevoli eppure la rosa continua a presentare lacune evidenti.
Gli acquisti di Randal Kolo Muani e Kerim Alajbegovic, aggiunti all’arrivo di Zeki Çelik, hanno modificato diversi equilibri, nonostante questi interventi, Luciano Spalletti aspetta ancora almeno tre profili: un portiere, un centrocampista capace di dirigere la manovra e un secondo attaccante più fisico e concreto sotto porta.
Il problema è che, prima di tornare a comprare, la Juventus deve vendere. La rosa è troppo ampia, gli esuberi sono numerosi e alcune situazioni risultano difficili da risolvere per il peso degli ingaggi e dei valori ancora iscritti a bilancio.
Investimenti importanti, ma il lavoro non è finito
La Juventus ha concentrato una parte rilevante delle risorse sul reparto offensivo, Kolo Muani rappresenta l’investimento principale, mentre Alajbegovic è una scommessa costosa rivolta anche al futuro. Le due operazioni hanno comportato un impegno complessivo consistente, pur con un impatto distribuito su più esercizi.
L’arrivo di Çelik ha invece offerto a Spalletti un’alternativa esperta sulla fascia destra. Tre acquisti utili, ma non sufficienti a coprire le esigenze emerse dalla precedente stagione e dalle prime amichevoli estive.
La Juventus ha aggiunto qualità e velocità, senza però risolvere del tutto i problemi nella costruzione del gioco, nella finalizzazione e nella porta. Il rischio è ritrovarsi con una squadra ricca di interpreti, ma priva di alcune caratteristiche fondamentali.
Gli esuberi bloccano le nuove operazioni
La priorità della dirigenza è ora ridurre il numero dei giocatori a disposizione. Spalletti ha riconosciuto pubblicamente che la rosa è molto ampia e che le prossime scelte dipenderanno anche dalle partenze.
Tra i calciatori con un futuro da definire vengono indicati Arthur, Daniele Rugani, Teun Koopmeiners, Michele Di Gregorio, Juan Cabal e Jonathan David. Le situazioni non sono tutte uguali: alcuni sono considerati fuori dal progetto, mentre per altri la Juventus valuterebbe una cessione soltanto davanti a un’offerta adeguata.
Il punto critico riguarda il costo delle operazioni precedenti, vendere a cifre troppo basse potrebbe generare perdite a bilancio, mentre i contratti pesanti riducono il numero delle società interessate. Il club deve quindi trovare un equilibrio tra la necessità di liberare posti e quella di evitare svendite, le uscite rappresentano il passaggio indispensabile per determinare le ultime scelte del mercato bianconero.
Prima emergenza: serve un portiere
La questione più urgente riguarda il numero uno, la Juventus sta valutando la possibilità di cambiare gerarchie e ha seguito con particolare interesse Zion Suzuki, protagonista di un complesso intreccio tra Parma e Paris Saint-Germain. Il possibile acquisto del giapponese da parte del PSG, seguito da un prestito a Torino, offrirebbe una soluzione economicamente più accessibile. Il piano, tuttavia, dipende dalle decisioni del club francese e dal futuro di Lucas Chevalier.
La Juventus non può permettersi di trascinare troppo a lungo l’incertezza, il portiere è un elemento centrale nella costruzione dal basso richiesta da Spalletti e deve garantire sicurezza anche nelle uscite e nella gestione della profondità. Non basta un buon interprete tra i pali: serve un giocatore pienamente compatibile con il sistema.
A centrocampo manca chi detta i tempi
Il secondo problema è strutturale. La Juventus dispone di centrocampisti con qualità differenti, ma manca un regista autentico, capace di assumersi la responsabilità del primo passaggio e controllare il ritmo della partita. Manuel Locatelli può svolgere quel compito, ma rende al meglio quando non deve essere l’unica fonte di gioco, gli altri interpreti portano corsa, inserimenti o fisicità, senza offrire sempre la lucidità necessaria per governare il possesso.
Contro avversari organizzati, la squadra rischia così di diventare prevedibile, il pallone circola lentamente, gli attaccanti ricevono in condizioni poco favorevoli e la costruzione finisce per dipendere dalle iniziative individuali degli esterni. A Spalletti servirebbe un centrocampista capace di offrire una linea di passaggio costante, resistere alla pressione e cambiare velocemente il fronte dell’azione. Un calciatore che non si limiti a recuperare palloni, ma sappia anche stabilire come e quando utilizzarli.
In attacco manca peso dentro l’area
Kolo Muani garantisce profondità, movimento e capacità di attaccare gli spazi, non è però il classico centravanti fisico al quale affidarsi quando la partita diventa sporca o l’avversario si chiude nella propria area. La Juventus ha bisogno di un secondo attaccante che aggiunga centimetri, presenza e finalizzazione, un giocatore capace di proteggere il pallone, occupare stabilmente l’area, vincere i duelli aerei e trasformare in gol anche le occasioni meno pulite.
Joshua Zirkzee rappresenta una soluzione tecnicamente interessante, soprattutto per la qualità nel dialogo con i compagni, il suo profilo, però, è più vicino a quello di un attaccante associativo che a quello di un finalizzatore puro. Se l’obiettivo è completare davvero il reparto, la dirigenza deve valutare attentamente quali caratteristiche mancano e non soltanto quale opportunità offre il mercato.
Il futuro di Jonathan David sarà determinante, una sua cessione libererebbe spazio salariale e consentirebbe di intervenire, ma anche in questo caso la Juventus non vuole accettare una soluzione economicamente penalizzante.
Il rischio di una rosa numerosa ma incompleta
La difficoltà della Juventus non deriva dalla mancanza assoluta di risorse. Il club ha investito e continua a lavorare su più tavoli, il vero ostacolo è la gestione di una rosa costruita attraverso campagne acquisti differenti, con calciatori costosi e non sempre compatibili con il progetto attuale. Si può spendere molto senza risolvere i problemi, si possono avere numerose alternative senza possedere quelle realmente necessarie, esattamente il rischio che accompagna la Juventus a pochi giorni dall’inizio del campionato.
Servono uscite rapide, ma non affrettate, servono nuovi acquisti, ma scelti sulla base delle caratteristiche e non del nome, soprattutto, occorre completare la squadra con tre interventi mirati: un portiere moderno e affidabile, un regista che dia ordine e un centravanti capace di trasformare il lavoro della squadra in gol.
Fino a quando queste tre caselle resteranno vuote, il mercato della Juventus potrà essere considerato costoso, movimentato e persino ambizioso, ma non ancora completo.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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