Serie A, la stretta contro i furbi funziona: quasi dieci minuti di gioco in più
Meno interruzioni e maggiore continuità. Le nuove disposizioni contro le perdite di tempo hanno prodotto risultati evidenti già nella prima giornata di Serie A. Il caso Palmisani in Frosinone-Juventus e quello di Cambiaghi durante Bologna-Lazio hanno mostrato concretamente come cambia la gestione di rinvii, infortuni e sostituzioni. Ne parla il Giornale.
Palmisani temporeggia: corner per la Juventus
Il primo episodio destinato a entrare nella storia del campionato italiano si è verificato durante Frosinone-Juventus.
Al 32’, il portiere giallazzurro Lorenzo Palmisani ha ritardato l’esecuzione di un rinvio dal fondo. L’arbitro Ayroldi ha quindi avviato il conto alla rovescia visibile previsto dalle nuove disposizioni.
Terminati i cinque secondi senza che il pallone fosse rimesso in gioco, il direttore di gara ha assegnato un calcio d’angolo alla Juventus. Una punizione immediata che elimina la convenienza di rallentare volontariamente la ripresa.
La norma sui rinvii non va confusa con quella relativa al possesso del pallone da parte del portiere. Quando l’estremo difensore controlla la sfera con le mani o con le braccia ha a disposizione otto secondi complessivi, con l’arbitro chiamato a mostrare visivamente il conto degli ultimi cinque. Anche in quel caso, una violazione determina un corner per gli avversari, come stabilito dall’IFAB.
Dieci secondi per lasciare il campo
Nella stessa partita è stata applicata anche la disposizione relativa alle sostituzioni. Dal momento in cui compare il numero sul tabellone, il giocatore richiamato in panchina deve lasciare il terreno di gioco entro dieci secondi.
Se il calciatore impiega più tempo, deve comunque uscire, ma il sostituto non può entrare immediatamente. Il nuovo giocatore dovrà aspettare la prima interruzione successiva a un minuto di gioco effettivo.
La misura serve a evitare quelle uscite estremamente lente spesso utilizzate dalle squadre in vantaggio durante i minuti finali. Le disposizioni operative introdotte in Serie A prevedono quindi una conseguenza sportiva concreta: chi prova a guadagnare secondi lascia temporaneamente la propria squadra in inferiorità numerica. Sky Sport
Cambiaghi resta fuori per un minuto
Un’altra situazione significativa si è verificata durante Bologna-Lazio. Dopo un contatto con Dele-Bashiru, Nicolò Cambiaghi è rimasto a terra accentuando le conseguenze dell’impatto e portandosi le mani al volto.
L’arbitro Maresca ha interrotto il gioco e, dopo l’assistenza ricevuta, ha comunicato al giocatore che avrebbe dovuto lasciare il terreno. Cambiaghi ha così dovuto attendere almeno un minuto dalla ripresa prima di poter rientrare.
La regola non dipende dall’eventuale volontà di simulare. In generale, chi riceve cure oppure determina l’interruzione della partita per un problema fisico deve uscire e attendere un minuto di gioco.
Sono previste alcune eccezioni, come gli infortuni seri, gli interventi ai danni del portiere, gli scontri tra compagni e i problemi provocati da un fallo sanzionato disciplinarmente.
Il tempo effettivo cresce sensibilmente
Il primo bilancio è particolarmente positivo. Nella giornata inaugurale il pallone è rimasto in gioco mediamente per 61 minuti e 50 secondi, contro i circa 52 minuti e 30 secondi registrati nel primo turno della stagione precedente.
L’aumento sfiora dunque i dieci minuti. In termini percentuali, il tempo effettivo è passato dal 54,7% a circa il 64% della durata complessiva delle partite.
Non si tratta soltanto di recuperi più lunghi. Le nuove disposizioni cercano di impedire che i tempi morti si producano, introducendo conseguenze immediate per chi ritarda un rinvio, una sostituzione oppure una ripresa del gioco.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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