Juventus senza Yildiz: Spalletti studia tre soluzioni e un nuovo modulo
L’infortunio di Kenan Yildiz priva la Juventus del suo elemento offensivo più creativo. Luciano Spalletti deve scegliere se affidarsi a Boga, accelerare l’inserimento di Alajbegovic oppure trattenere Nico Gonzalez. Sullo sfondo prende forma anche l’ipotesi di passare al 4-3-3.
Un’assenza difficile da compensare
Sostituire Kenan Yildiz non significa semplicemente cambiare un esterno. Il turco partiva nominalmente dalla sinistra, ma era libero di accentrarsi, ricevere tra le linee e diventare il principale collegamento tra centrocampo e attacco, Spalletti perde contemporaneamente dribbling, visione di gioco, imprevedibilità e capacità di concludere. Nessun altro elemento della rosa possiede esattamente le stesse caratteristiche. La soluzione dovrà quindi essere collettiva.
Gli altri attaccanti sono chiamati a crescere immediatamente. Conceição e Zhegrova dovranno aumentare la propria produzione offensiva, mentre Kolo Muani dovrà trasformare in gol le occasioni costruite dalla squadra.
Boga parte davanti nelle gerarchie
La sostituzione più naturale conduce a Jérémie Boga. L’ex Sassuolo e Atalanta conosce la Serie A, possiede velocità e può creare superiorità attraverso il dribbling.
Boga occupa però la fascia in maniera differente rispetto a Yildiz, tende a restare più largo, cerca maggiormente l’uno contro uno e partecipa meno alla costruzione nelle zone centrali.
Spalletti dovrà chiedergli di avvicinarsi alla porta e diventare più concreto. Non basteranno accelerazioni spettacolari: serviranno assist, conclusioni e continuità durante tutta la partita.
La prima occasione può arrivare già contro il Parma. Boga parte favorito grazie alla maggiore esperienza, ma il suo vantaggio non appare definitivo.
Alajbegovic può bruciare le tappe
Il grande candidato a sovvertire le gerarchie è Kerim Alajbegovic. Il giovane bosniaco è rimasto in panchina a Frosinone, ma l’emergenza potrebbe accelerarne l’inserimento. Alajbegovic possiede qualità tecnica e una naturale predisposizione a muoversi verso il centro del campo. Per caratteristiche, può riprodurre almeno una parte dei movimenti effettuati da Yildiz.
Spalletti lo considera utilizzabile sia come ala sinistra sia come trequartista. Lanciarlo immediatamente da titolare rappresenterebbe una scelta coraggiosa, ma offrirebbe alla Juventus un elemento capace di ricevere tra le linee e inventare la giocata.
Il tecnico dovrà proteggerlo dalle responsabilità eccessive. Alajbegovic non può essere considerato il nuovo Yildiz dopo una partita, ma può trasformare l’emergenza nella propria grande occasione.
Nico Gonzalez torna indispensabile
Il problema del numero 10 cambia anche il futuro di Nico Gonzalez. L’argentino vuole tornare all’Atlético Madrid ed era stato individuato come possibile chiave per arrivare ad Alexander Sorloth, adesso, però, cedere Nico significherebbe ridurre ulteriormente le alternative offensive. L’ex Fiorentina può giocare sulle due fasce, agire vicino al centravanti e garantire inserimenti dentro l’area.
La sua permanenza offrirebbe a Spalletti una soluzione esperta e affidabile. Al tempo stesso, potrebbe complicare l’assalto a Sorloth e costringere la Juventus a cercare un’altra formula per il centravanti norvegese.
Prima di autorizzare la partenza dell’argentino, Massara e Carnevali dovranno avere la certezza di poter inserire immediatamente almeno un altro attaccante.
Conceição o Zhegrova possono cambiare fascia
Un’altra possibilità è rappresentata dallo spostamento a sinistra di Francisco Conceição oppure Edon Zhegrova. Entrambi preferiscono partire dalla destra per rientrare sul piede mancino, ma possono occupare anche la corsia opposta. Conceição garantirebbe aggressività e capacità di puntare continuamente il difensore. Zhegrova potrebbe invece cercare maggiormente la conclusione partendo dall’esterno.
Questa soluzione permetterebbe a Spalletti di mantenere il 4-2-3-1, ma richiederebbe nuovi automatismi. Il rischio è quello di allontanare i due giocatori dalle zone nelle quali riescono a esprimersi meglio.
Anche Cambiaso può essere avanzato, soprattutto nelle partite in cui serviranno palleggio e collaborazione con il centrocampo.
Il passaggio al 4-3-3
L’assenza di Yildiz può spingere Spalletti a modificare il sistema di gioco. Il 4-3-3 permetterebbe alla Juventus di aumentare la densità a centrocampo e ridurre la dipendenza da un trequartista creativo.
Locatelli potrebbe agire davanti alla difesa, con Douglas Luiz e una mezzala ai suoi lati. McKennie rappresenta una soluzione immediata, mentre l’eventuale arrivo di Kessié garantirebbe fisicità e inserimenti.
Davanti, due esterni avrebbero il compito di sostenere Kolo Muani. Boga, Conceição, Zhegrova, Nico Gonzalez e Alajbegovic si contenderebbero le due maglie.
Il nuovo assetto offrirebbe maggiore equilibrio, ma non risolverebbe automaticamente i problemi realizzativi. Gli esterni dovrebbero avvicinarsi maggiormente alla porta e il centravanti aumentare la propria concretezza.
Spalletti deve trovare gol e personalità
La Juventus può sostituire numericamente Yildiz, ma non può replicarne facilmente il talento. Per superare l’emergenza servirà la crescita dell’intero reparto.
Boga possiede esperienza, Alajbegovic qualità e prospettiva, Nico Gonzalez garantisce duttilità. Spalletti può inoltre cambiare modulo e affidarsi a un centrocampo a tre.
La risposta più importante dovrà però arrivare dai giocatori rimasti. Senza Yildiz, la Juventus non può permettersi esterni discontinui e attaccanti poco concreti. Servono gol, personalità e la capacità di distribuire su più interpreti il peso che fino a oggi ricadeva soprattutto sul numero 10.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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