De Siervo: "Nessuno chiede al tennis di cambiare orario, Malagò? La Serie A si è schierata in modo netto"

De Siervo: "Nessuno chiede al tennis di cambiare orario, Malagò? La Serie A si è schierata in modo netto"TuttoJuve.com
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di Alessandra Stefanelli

Luigi De Siervo, amministratore delegato di Lega Calcio Serie A, è intervenuto ai microfoni de La Politica nel Pallone su Rai Gr Parlamento: “È una delle grandi novità degli ultimi anni, con l’obbligo nelle ultime due giornate di avere partite in contemporanea tra chi gioca per gli stessi obiettivi. È stato un campionato particolare, in cui si sono scontrati i due grandi club, tra chi gioca di più e chi punta al risultato, ancora più che in altri anni. Ora aspettiamo una grande finale, tra il maestro Sarri e l’allievo Chivu, che ha dimostrato di saper vincere alla prima grande occasione con una squadra che ha fatto 30 gol in più dei secondi in classifica. Questo dà la misura di quanto, anche al vertice, si stia seguendo il trend del gioco”.

È un traguardo raggiunto avere tutti che giocano fino alla fine?
“Sì, dico che c’è grande competenza e ci sono tanti professionisti che stanno sviluppando quel concetto di competitività che in passato magari mancava e che invece ci porta a giocare per ogni singola partita, anche quelle con meno obiettivi. Il numero importante di 0-0 in Serie A non deve trarre in inganno, perché si gioca tanto: tutti vorremmo partite che finiscono con tre gol di scarto, ma non può essere sempre così. Dobbiamo rispettare l’indole di chi fa un certo tipo di calcio, ma anche in Italia stanno nascendo progetti nuovi”.

Finale di Coppa Italia, con tante iniziative a partire dalla visita al presidente Mattarella.
“Sì, è un momento di grande emozione e di grande ispirazione. Si è poi confermato un charity dinner per la sera precedente con obiettivi importanti: verrà premiato il Parma che si è distinto per il fair play in campo, oltre centomila euro verranno destinati ad associazioni individuate dal Parma. Abbiamo cercato di spingere gli eventi paralleli: ci sarà l’opera monumentale ‘Together’ di Lorenzo Quinn, che sarà montata fuori dallo stadio, le sue mani simboleggiano la fratellanza che è il messaggio forte che vorremmo dare e passare. Si disputerà la finale di Junior Cup all’interno dello stadio, i ragazzi Under 15 potranno vivere un sogno prima dei campioni. La cerimonia sarà particolarmente accattivante, finalmente torneranno i fuochi d’artificio, l’inno sarà cantato da Nek, Vieri e Boksic porteranno la coppa, ci sarà un grande ricordo di Sinisa Mihjalovic. Il trofeo sarà portato dalle Legend, quest’anno tornerà Roberto Baggio, poi ci saranno Del Piero, Vieri, Materazzi e tanti ex campioni di Inter e Lazio”.

Derby di Roma domenica alle 12.30?
“Ogni altra ipotesi non risulta percorribile. La sera nella città di Roma non è possibile giocare un derby, visto come i tifosi hanno messo a ferro e fuoco. Negli ultimi anni eravamo riusciti a convincere le forze dell’ordine alle 20.45, ma poi non è stato possibile dopo gli ultimi scontri. Prima non è possibile, perché ci auguriamo di avere una finale con Sinner e l’orario giusto sono le 12.30. Giocare lunedì è un’ipotesi fantasiosa, coinvolgerebbe almeno cinque realtà diverse e spostare centinaia di migliaia di tifosi lunedì sera sarebbe una iattura, non piacerebbe a nessuno come non piacerebbe a nessuno chiedere al tennis lo spostamento della finale, come avviene in altri tornei internazionali. Sono convinto che la soluzione delle 12.30 sia quella che contempera gli interessi di tutti”.

Quattro partite in contemporanea, si torna all’antico…
“È una cosa molto romantica, ci ricorda quando eravamo ragazzi. Per questo è affascinante, però lascia tracce sugli ascolti: evidentemente ciascuno di noi, se può avere più partite in parallelo, divide l’audience. Questa è una soluzione bella nel racconto che noi, a differenza di altri, salvaguardiamo nelle ultime due giornate, però in realtà è antistorica e danneggerebbe la Serie A e i suoi interessi”.

In futuro si può ipotizzare una data diversa per la finale di Coppa Italia?
“Sì, per la prossima stagione stiamo collaborando con il presidente Binaghi (numero uno della Federtennis, ndr), purtroppo è il frutto di una serie di impegni internazionali, il calendario del tennis è altrettanto complesso e ci sono pochi spazi. Per la prossima stagione questo problema non ci sarà”.

Il tennis vuole superare il calcio, cosa risponde?
“Sono ben felice che il tennis viva questo momento di grande successo, credo faccia bene a tutti, compreso il calcio, perché stimola tutti nel conquistare i tifosi e offrire lo spettacolo migliore. Mi auguro che Sinner tenga alto l’onore dell’Italia, il calcio non ha bisogno di presentazioni e deve necessariamente recuperare da questo momento di appannamento globale che abbiamo avuto. Ma sono convinto che, con le nuove scelte che verranno fatte presto in Federcalcio, tutto questo potrà prendere un percorso di maggior fortuna. Da sportivo, dico che bisogna gestire successi e sconfitte per uscirne con progetti nuovi”.

Dove si giocherà la prossima Supercoppa italiana?
“Tema complicato, abbiamo dei contratti e possiamo dire che non si giocherà in Arabia Saudita. C’è un’ipotesi Stati Uniti, un’altra ipotesi internazionale, ma anche quella di giocare per un anno in Italia”.

Volata per la presidenza della FIGC, vince Malagò?
"Credo che la Serie A si sia schierata in una misura che non ricordo da anni rispetto alla scelta di una persona. È una decisione chiara, abbiamo individuato l'ex presidente del Coni come persona autorevole, capace di prendere un'eredità importante e rilanciare il calcio italiano in un contesto di riforme non più differibili. Nell'arco da qui a un mese credo che spariranno tutte le differenze e tutti si metteranno al lavoro per cercare di fare squadra, abbiamo tutti l'obbligo di cercare di aiutare il calcio italiano".