Christillin: "Serve una riforma vera del sistema calcio. Rocchi? Aspettiamo a giudicare"
Evelina Christillin, ex membro UEFA nel consiglio FIFA, è intervenuta a La7 durante “8 e mezzo”, con Gabriele Gravina in studio, affrontando diversi temi legati al calcio italiano.
Sul sistema: «Bisogna capire cosa rappresenta il calcio in Italia: parliamo di 12,4 miliardi di ricavi complessivi con l’indotto e 7 miliardi diretti. In 17 anni ha prodotto 20 miliardi di fiscalità e le squadre di Serie A, B e C generano il 70% di queste cifre».
Sulle difficoltà di riforma: «Se vogliamo davvero cambiare, dobbiamo farlo seriamente. Dal 2006 si parla di riforme solo sull’onda dell’emotività, quando accade qualcosa. O si modifica la governance abolendo il diritto di veto, oppure non si va da nessuna parte».
Capitolo giovani: «I talenti non mancano: al Borussia Dortmund giocano titolari tre classe 2008 e un 2006. Questo dimostra che il problema non è la mancanza di qualità».
Sugli stadi e la politica: «Qui la politica ha grandi responsabilità. Gli stadi italiani hanno un’età media di 56 anni, che sale a 74 in Serie B. Anche per questo siamo stati costretti a organizzare l’Europeo insieme alla Turchia».
Infine, sull’inchiesta arbitrale: «Su Gianluca Rocchi bisogna aspettare: non è ancora andato a parlare. Dire che il sistema sia marcio e irriformabile mi sembra eccessivo, è un giudizio troppo pesante».
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