Padoin in conferenza: "Davvero rammaricati, meritavamo il gol del raddoppio. Ma sono fiero di questi ragazzi"
Il mister bianconero Simone Padoin è presente in conferenza stampa per analizzare la sconfitta ai calci di rigore nella finale di Coppa Italia all'Arena Civica contro l'Atalanta. TuttoJuve.com sta trascrivendo il suo intervento:
Analisi della partita?
"C'è davvero tanto rammarico. Inizio contratto, poi ci siamo sciolti e ci ha dato una mano il gol che abbiamo fatto. Nel primo tempo l'Atalanta ha fatto qualcosa più di noi, ma nel secondo abbiamo ribaltato tutto questo e non gli abbiamo dato modo di creare dei grattacapi. Abbiamo difeso attaccando. E' ovvio che quando non chiudi queste partite può succedere di tutto, poi nel finale è successo quello che volevamo evitare e il gol era evitabile. Ai ragazzi non posso dir niente, non posso che fare i complimenti per quello che ci hanno fatto vivere. Dei miglioramenti ne vado davvero fiero. Abbiamo assaporato la ciliegina fino a venti secondi dalla fine, ma questa è l'analisi pura e cruda dell'incontro. Meritavamo il gol del raddoppio, abbiamo preso il gol del pari".
Se potesse rigiocare i dieci finali, cosa farebbe?
"L'idea era di chiuderla in contropiede, perché ho inserito Bellino e Lopez proprio per questo. Tiozzo e Durmisi erano in difficoltà, dunque avevo bisogno di qualcuno che mi desse una mano nelle palle inattive. Rifarei le scelte assolutamente, anche perché penso che coloro che hanno iniziato hanno fatto una partita fantastica. Con i cambi avevo bisogno di ulteriore gamba per le ripartenze. Abbiamo difeso benissimo sulle palle inattive, a Max il mio secondo e a Francesco il mio collaboratore. Il merito è dei miei assistenti, quindi non avrei cambiato decisioni".
Cosa provava a rigiocare una partita contro l'Atalanta?
"Mi ha fatto specie di arrivare in finale contro l'Atalanta ripensando a 23 anni fa, capisco l'amarezza dei miei giocatori. Ho provato un'emozione da allenatore, oggi facevo fatica a farmi sentire nonostante ci fossero tre o quattro mila persone. Sono d'accordo con Zanchi che l'importante è la loro crescita, ma penso che Atalanta e Juventus non hanno da invidiare niente a nessuno sulla crescita dei giovani. Insieme alla Roma sono tra le tre squadre che danno più giocatori alle leghe professionistiche. Sono fiero di fare parte di questa società, sono fiero di non aver fatto giocare i 2006".
Da dove ripartirà domani?
"Bisogna partire da una consapevolezza: siamo indietro di 6 punti con 9 ancora da conquistare, dipendiamo dai risultati degli altri. Al gruppo dirò che ci sono tre partite da onorare al meglio. Domenica giocheremo col Frosinone, poi altre due con quelle davanti. Bisognerà ottenere il più possibile. Impossibile per una Primavera come la nostra partire dall'inizio e dire che dobbiamo fare i play-off, il percorso è stato altalenante un po' per i molti giovani e un po' per me stesso. Ho dovuto fare dei miglioramenti anche io. Ho una rosa che mi permette di fare altre scelte, adesso l'obiettivo è di fare più punti possibili".
Un commento sulla dirigenza presente al gran completo?
"La presenza della dirigenza è stata fantastica, ci tengo a ringraziare tutti coloro che sono venuti qui. Penso sia importante che questi ragazzi del settore giovanile, ma anche la NG, respirano un po' di prima squadra. Persone così importanti che influenzano il nostro mondo sono venuti qui per vendere noi, è motivo d'orgoglio e ci dovrà rendere consapevoli. Il progetto è ben chiaro, i giocatori (non voglio far nomi) possono avere un futuro importante e qualcuno lo vedremo in Next Gen l'anno prossimo. Chiudo ringraziando la società, i dirigenti e la presenza del mister che è stata importante per noi stasera".
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